seba esposito

Prima convocazione con la Nazionale maggiore per Sebastiano Esposito, che a Vivo Azzurro TV ha raccontato le emozioni dell’esordio, il rapporto con i fratelli Pio e Salvatore e il legame con Castellammare.

È un momento speciale per Sebastiano Esposito. L’attaccante classe 2002 ha ricevuto la sua prima convocazione con la Nazionale italiana, coronando un percorso iniziato dalle selezioni giovanili e proseguito fino alla chiamata della squadra maggiore. Intervistato da Vivo Azzurro TV, Esposito ha raccontato le emozioni vissute in questi giorni, soffermandosi anche sul rapporto con i fratelli Pio e Salvatore.

Tra le prime indicazioni ricevute dal commissario tecnico Roberto Mancini, una in particolare: vivere pienamente l’esperienza azzurra.

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“Cosa ci ha detto Mancini? Di godercela. In generale venire in Nazionale è strepitoso e a volte fatichi a godertela per le emozioni che provi. Farlo con tuo fratello è ancora più bello, ci ha dato suggerimenti di campo per rendere meglio”.

L’emozione dell’esordio

L’eventuale debutto all’Olimpico contro il Belgio avrebbe un significato particolare per l’attaccante, che non nasconde l’importanza di poter giocare davanti al pubblico italiano.

“Sicuramente aiuta, per come viviamo il calcio in Italia. Sarà un’emozione ancora più bella, ma a prescindere da casa o fuori ci teniamo a fare benissimo e cercheremo di portare a casa punti”.

Non è mancato anche il momento più leggero legato al battesimo in Nazionale, con la tradizionale prova di canto.

“I primi quattro sono andati malissimo, ho pensato di fare il quinto così non potevo fare peggio di loro”.

Il percorso nelle Nazionali giovanili

Esposito ha poi ricordato quanto sia stato importante il percorso nelle selezioni giovanili, a partire dall’Under 17 fino all’Under 21.

“Fondamentale e bellissimo. Per capire ancora di più l’importanza della nazionale, non che ce ne fosse bisogno, però entrare nel giro e iniziare a fare competizione. Io ho fatto un Europeo Under 17 e ho perso una finale: qui da piccolo ti insegnano gli onori e gli oneri della Nazionale. Capirlo da piccoli ti porta avanti, verso la vita e lo stemma che stai indossando. Emozione sicuramente diversa, anche se di tornei con l’Inter ne abbiamo fatti entrambi (si riferisce al fratello Pio) e siamo stati fortunati sotto questo aspetto. Rappresentare la tua Nazione però è tutt’altra cosa”.

Il rapporto con Pio e Salvatore

Particolarmente curioso il racconto dedicato al fratello minore Pio Esposito, oggi anche lui protagonista nel calcio professionistico.

“Da piccolo lo mettevamo sempre in porta: era basso, facevamo un po’ di nonnismo io e Salvatore. L’avevamo quasi convinto a fare il portiere. Menomale che non è successo”.

Un rapporto familiare molto stretto, costruito anche attraverso il calcio e una comune origine. Gli Esposito hanno infatti mantenuto un legame profondo con Castellammare di Stabia.

“Per noi è un orgoglio venire da Castellammare. Abbiamo visto e girato tante città belle, soprattutto io, anche all’estero. Ma rimane la città più bella del mondo, alla quale siamo più legati. Ogni volta che possiamo tornare, lo facciamo. E aiutiamo le persone di lì”.

Il valore della famiglia e del campetto

La famiglia rappresenta un elemento centrale nella crescita dei fratelli Esposito.

“Siamo fortunati. Grazie alla nostra famiglia, brava a costruire e a rendere più forte tra noi. Non ci sono mai stati litigi, però siamo sempre stati molto legati tra di noi. Un legame costruito sulla base dell’amore. Ma quando Pio sbaglia un gol lo prendiamo in giro. E capita spesso (ride, ndr)”.

Esposito ha poi ricordato il campetto di Cicerone, luogo simbolo della sua infanzia e di quella dei fratelli.

“Prima di venire qua siamo stati a Cicerone e Pio non si ricordava il campetto prima, era in cemento. Io avevo 4-5 anni, lui 2, e il Comune l’ha rifatto. Con il passare degli anni si è rovinato, nessuno l’ha voluto rimettere a posto, ma per noi è stato la nostra infanzia. Tutti i momenti e i minuti della nostra infanzia li abbiamo passati lì dentro. Tornavamo da scuola calcio mamma urlava. Noi avevamo e abbiamo questa passione. Il campetto ci ha aiutato tantissimo. Vogliamo riportare i ragazzi sulla retta via oggi, è facile prendere la brutta strada. Il campetto come sfogo. I bambini giocano insieme a noi. Se vediamo un pallone, ci buttiamo dentro. Poi è stato fatto bene il campo”.

Infine, l’attaccante ha parlato delle sensazioni in vista dei prossimi impegni di Nations League, sottolineando l’entusiasmo condiviso con il fratello.

“L’emozione è tanta, non vediamo l’ora di arrivare a venerdì. Vogliamo affrontare questa emozione e abbiamo la fortuna di avere entrambi un pizzico di incoscienza”.