RONALDO

Jorge Jesus inaugura la sua avventura sulla panchina del Portogallo parlando di Cristiano Ronaldo e del suo futuro in nazionale.

Inizia con un messaggio chiaro l’avventura di Jorge Jesus alla guida del Portogallo. Il nuovo commissario tecnico della Seleção ha affrontato immediatamente il tema più delicato del suo mandato: la gestione di Cristiano Ronaldo. Come riportato dalla stampa portoghese, il tecnico ha escluso qualsiasi tensione con il capitano lusitano, ribadendo però che ogni decisione verrà presa esclusivamente nell’interesse della nazionale.

Jesus ha spiegato di non aver ancora avuto un confronto diretto con il fuoriclasse dell’Al Nassr, pur sottolineando il grande rapporto costruito durante l’ultima esperienza condivisa in Arabia Saudita.

“Non ho ancora parlato con Cris. Non sarà mai un problema né per la Nazionale né per me. Quando dovrò prendere una decisione parlerò con lui, ma anche con tutti gli altri giocatori. Cristiano è un simbolo del calcio portoghese e lo sarà per sempre. Ho avuto il piacere di allenarlo quest’anno ed è molto facile lavorare con lui”.

Il commissario tecnico ha poi chiarito quale sarà il criterio per le future convocazioni del cinque volte Pallone d’Oro, escludendo qualsiasi corsia preferenziale.

“Sarà sempre lui a decidere cosa vuole fare nella sua carriera. Se giocherà e avrà le condizioni per essere convocato, lo chiamerò, nei limiti e nelle condizioni che riterrò migliori per il Portogallo”.

Per spiegare la propria filosofia, Jesus ha ricordato anche quanto accaduto durante la stagione vissuta insieme all’Al Nassr, dimostrando di non aver mai avuto timori nel prendere decisioni tecniche.

“L’anno scorso abbiamo disputato 50 partite e Cristiano ne ha giocate 31. In campionato l’ho sostituito sedici volte. Non bisogna mai confondere chi è lui come giocatore e chi sono io come allenatore: ci sono decisioni tecniche che spettano a me”.

Un messaggio che conferma la linea del nuovo CT: massimo rispetto per Cristiano Ronaldo, ma nessun privilegio. Per Jorge Jesus, infatti, il bene del Portogallo resterà sempre la priorità assoluta.