Roberto Mancini Italia

Il giornalista critica la gestione del calcio italiano e boccia il possibile ritorno di Mancini: “Serve una rivoluzione, non un passo indietro”.

Riccardo Trevisani torna a puntare il dito contro la crisi del calcio italiano e lo fa senza mezzi termini. Nel corso del programma Cronache Mondiali, format prodotto da Cronache di Spogliatoio, il giornalista ha analizzato le difficoltà strutturali del movimento azzurro, evidenziando un problema culturale che, a suo giudizio, dura ormai da molti anni.

Mentre noi eravamo forti, ricchi e belli, abbiamo deciso di pensarci forti, ricchi e belli per sempre. Le altre nazionali che invece si sentivano meno forti, meno ricche e meno belle, hanno lavorato e sgraziato per ricominciare da capo”, ha dichiarato Trevisani, citando l’esempio della Germania come modello di rifondazione.

Il telecronista ha poi criticato la scarsa fiducia concessa ai giovani allenatori italiani: “Qui non c’è speranza per i giovani: siamo un paese vecchio che pensa vecchio. E questa cosa se non la cambiamo dopo cinque Mondiali – tre fuori e due ridicoli – ma quando la cambiamo?”.

Come riportato da Cronache di Spogliatoio, Trevisani ha espresso dubbi anche sull’ormai probabile ritorno di Roberto Mancini alla guida della Nazionale: “Ripartire con lui è un voler dire ‘scusate, non abbiamo capito cosa sta accadendo in Italia’, cioè che dobbiamo spazzare via tutto e ricominciare”.

Pur riconoscendo i meriti dell’Europeo vinto nel 2021, il giornalista ha ribadito la necessità di una rivoluzione profonda: “Non era il momento di Mancini. Era il momento di passare con il trattore e buttare tutto giù”.

Infine, una provocazione sul possibile successore: “Io continuo a pensare che potevamo provare a prendere Guardiola e a non fargli fare l’anno sabbatico”.