Roberto Mancini torna alla guida dell’Italia e, nella conferenza stampa di presentazione, fa autocritica sull’addio del 2023, rilancia il progetto azzurro e indica la strada.
È ufficialmente iniziato il secondo ciclo di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Il tecnico di Jesi è stato presentato oggi come nuovo commissario tecnico dell’Italia dal presidente della FIGC Giovanni Malagò e, nella conferenza stampa riportata da TuttoMercatoWeb, ha affrontato subito i temi più delicati: dall’addio del 2023 fino agli obiettivi del nuovo progetto azzurro.
Prima dell’intervento di Mancini, Malagò ha chiarito la vicenda relativa ai diritti della conferenza stampa: “Mi assumo sempre le responsabilità delle scelte. Ho chiesto se fosse una prima volta e mi è stato detto che è prassi comune dal 2020, vi posso dire però che se è stato fatto un errore si provvederà a tornare regolarmente a tutto. Se serve faremo un incontro con un vostro rappresentante al termine delle vacanze, però ci tengo a dire che non si tratta di informazione a pagamento. Abbiamo un broadcaster che è la Rai che ha dei diritti e bisogna fare delle valutazioni, a livello di informazione chiunque voleva venire poteva essere presente qui oggi. Più chiaro di così non posso essere, mi dispiace che sia scattata una strumentalizzazione in pieno stile italiano”.
Prendendo la parola, Mancini ha aperto con un messaggio di forte autocritica: “Volevo evitarvi un po’ di fatica. Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l’ora di farlo”.
Sul futuro della Nazionale, il Ct ha spiegato: “Dovremo cercare di ripartire da quanto fatto negli anni scorsi. Io sono l’allenatore della nazionale e quindi ci sta anche avere il tifo contro, spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto è successo tre anni fa”.
Mancini ha poi confermato di aver chiarito con Gabriele Gravina: “Con Gravina ho avuto l’opportunità di parlare e chiarire, la responsabilità è totalmente mia. Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla”.
Tra i punti centrali del nuovo progetto c’è ancora una volta la valorizzazione dei giovani italiani: “Penso che ci siano bravi giocatori giovani in Italia, bisogna solo dargli fiducia e farli giocare. In tre mesi un giovane può cambiare totalmente”. Il Ct ha inoltre sottolineato l’importanza di creare un’identità condivisa tra tutte le selezioni azzurre: “Credo che l’Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco”.
Sul piano tattico non sono previsti stravolgimenti: “Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, sicuramente la base sarà quella perché così avremo uno spirito offensivo. Essere sempre propositivi e cercare di vincere tutte le partite è la cosa più importante”.
Guardando agli obiettivi, Mancini mantiene grande fiducia nelle potenzialità dell’Italia: “Io credo che l’Italia se arriva al Mondiale, anche se non da favorita, diventa pericolosa e una delle candidate. Cercheremo di costruire una squadra il prima possibile, l’obiettivo è qualificarci all’Europeo e poi penseremo al Mondiale”.
Infine, un messaggio rivolto all’intero movimento calcistico italiano: “Il nostro obiettivo è far ripartire subito la nazionale e vincere, perché nel mondo del calcio è questo che conta. Io spero solo che possano giocare più italiani possibili così da migliorare e renderli grandi giocatori, perché le qualità le hanno”, ha concluso il commissario tecnico.
