GATTUSO

Il 2025 si chiude tra rimpianti e incertezze per la Nazionale e i club italiani. Il 2026 diventa un bivio cruciale per ritrovare identità, ambizione e competitività.

Il 2025 del calcio italiano si chiude con l’amaro in bocca, sospeso tra promesse mancate e identità smarrite. Non un fallimento totale, ma neppure un anno all’altezza delle aspettative. Come sottolinea calciomercato.com, la sensazione dominante è quella di un’occasione sfuggita, tra una Nazionale in transizione e club incapaci di lasciare il segno in Europa.

La Nazionale, specchio del movimento, ha vissuto dodici mesi di incertezza. Prima la fine del ciclo Spalletti, arrivata troppo tardi, poi l’arrivo di Gennaro Gattuso. Il match simbolo del 2025 resta Norvegia-Italia del 6 giugno, una sconfitta che ha spento sogni e acceso dubbi. Da lì in poi, gli Azzurri hanno alternato brevi fiammate a prestazioni inconsistenti, senza mai dare l’impressione di una squadra matura e definita.

Eppure, nel grigiore generale, emergono due certezze. La prima è la svolta emotiva portata da Gattuso. Discussa sotto molti aspetti, la sua nomina ha però restituito alla panchina azzurra un uomo che conosce profondamente il valore della maglia. “Se c’è qualcuno che può trasmettere appartenenza e spirito di gruppo, è proprio lui”, scrive calciomercato.com. In un’epoca dominata dall’individualismo, Gattuso può fare la differenza proprio sul piano umano.

La seconda certezza è la consapevolezza degli errori. Non basta riconoscerli per risolverli, ma è un primo passo per evitare che diventino ciclici. Tattici, progettuali, culturali: gli sbagli del calcio italiano sono tanti, ma almeno ora sono più evidenti.

Anche i club hanno vissuto un anno di luci e ombre. L’Inter ha sfiorato la gloria europea prima della disfatta a Monaco, mentre Juventus, Milan e Atalanta sono uscite subito dai playoff di Champions. Roma e Lazio si sono fermate agli ottavi e quarti di Europa League. Prestazioni dignitose, ma raramente dominanti. L’Italia resta competitiva, ma non più temuta. E il gap con le grandi d’Europa resta intatto, anche nella capacità di innovarsi.

Il 2026, però, può essere un nuovo inizio. L’Italia si gioca la qualificazione ai Mondiali, e i club devono investire meglio, valorizzare i giovani e puntare sulla continuità progettuale. Come scrive calciomercato.com, il declino non è un destino inevitabile. Ma serve coraggio. E visione.

INFORTUNATI & SQUALIFICATI 18ª GIORNATA SERIE A