Esordio amaro per Roberto Mancini nella sua seconda esperienza sulla panchina azzurra. Il commissario tecnico analizza la sconfitta contro il Belgio, parla delle difficoltà della Nazionale e si sofferma sulle prestazioni di Pio Esposito, Fagioli e Romano.
Comincia con una sconfitta la seconda avventura di Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia. Allo Stadio Olimpico, gli azzurri vengono battuti per 2-0 dal Belgio allenato da Mark Van Bommel, che si impone grazie alle reti di Mika Godts nel primo tempo e Dodi Lukebakio nella ripresa. Al termine dell’incontro, il commissario tecnico è intervenuto in conferenza stampa, come riportato da TUTTOmercatoWEB, analizzando la prestazione della squadra e le difficoltà incontrate.
Mancini analizza la sconfitta contro il Belgio
Il tecnico azzurro ha spiegato le differenze tra il primo tempo e la reazione mostrata dall’Italia nella prima parte della ripresa.
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“Sicuramente ci sono stati pensieri del passato e abbiamo giocato con una squadra forte che ci ha messo in difficoltà nel primo tempo. Non siamo stati corti, abbiamo dato troppo spazio e loro hanno giocato meglio. Nella ripresa per 25 minuti abbiamo fatto bene, avuto occasioni recuperando tante seconde palle. Sul secondo gol poi abbiamo lasciato troppo campo aperto e lì è finita”.
Da dove deve ripartire l’Italia?
Nonostante il risultato negativo, Mancini ha individuato alcuni aspetti positivi sui quali costruire il percorso della Nazionale.
“Dobbiamo ripartire da quello che sono le cose buone viste nei primi 25 minuti della ripresa, siamo stati molto aggressivi recuperando tutte le seconde palle e non abbiamo concesso nulla. Non dobbiamo forzare quando non c’è spazio”.
Pio Esposito e il nuovo tridente azzurro
Tra gli argomenti affrontati anche l’impiego di Francesco Pio Esposito al centro dell’attacco, affiancato da Moise Kean e Nicolò Cambiaghi. Mancini ha invitato a non trarre conclusioni affrettate dopo la prima partita.
“È la prima volta che giochiamo così con Moise e Cambiaghi esterni, all’Inter sicuramente è diverso perché ha un modo di giocare diverso. Comunque 60 minuti non possono bastare”.
Il peso dei Mondiali mancati e i fischi dell’Olimpico
Il commissario tecnico si è soffermato anche sulle conseguenze delle tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali, sottolineando la necessità di guardare avanti.
“È una cosa che pesa un po’, ma dobbiamo lasciarla andare. Non possiamo pensare a ciò che è stato, dobbiamo pensare positivo e non sempre a ciò che è accaduto perché non si può cambiare”.
Sui fischi arrivati dagli spalti dell’Olimpico, Mancini ha aggiunto:
“Sarà più bello quando arriveremo in cima all’Everest, sarà ancora più bello il finale. I fischi ci stanno perché i tifosi quando perdi sono arrabbiati. Non è stato però tutto negativo come dimostrano i 25 minuti della ripresa”.
Fagioli, Tonali e Romano: le valutazioni di Mancini
Infine, il tecnico ha parlato delle caratteristiche di Nicolò Fagioli, del possibile impiego di Sandro Tonali in regia e della prestazione di Alessandro Romano.
“Lo vedo più come mezzala in stile Verratti, può gestire il possesso come un interno e mi piace lì, poi come Tonali oggi può anche adattarsi a fare il regista. Romano ha fatto una buona partita, poi gli errori ci stanno altrimenti tutte le partite finirebbero 0-0”.
