Il commissario tecnico ad interim Baldini punta tutto sui talenti dell’Under 21 per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia: “Il futuro dell’Italia passa da loro”.
Silvio Baldini è pronto a vivere una delle esperienze più particolari della sua carriera. Il tecnico, nominato commissario tecnico ad interim della Nazionale italiana dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso, guiderà gli Azzurri nelle prossime amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, in programma il 3 e il 7 giugno. E la sua idea è già molto chiara: puntare esclusivamente sui giovani dell’Under 21.
Intervenuto in occasione del Premio Maurizio Maestrelli, Baldini ha spiegato la propria scelta con parole precise, riportate da Tuttomercatoweb: “Essendo l’allenatore dell’Under 21 e con mister Gattuso che si è dimesso, per le due amichevoli contro Lussemburgo e Grecia convocherò solo giocatori dell’Under 21. È un atto con una logica, non di coraggio. Il CT che verrà dopo il 22 giugno deve sapere il livello di questi ragazzi”.
Una decisione forte, ma che secondo Baldini nasce dalla necessità di aprire un nuovo ciclo e valutare realmente il potenziale delle nuove generazioni del calcio italiano. “È inutile che metta insieme tante persone, tra cui i calciatori che non hanno centrato la qualificazione al Mondiali, poiché non avranno le motivazioni e vorranno staccare la spina. Bisogna saper scegliere le persone giuste”, ha aggiunto il tecnico.
Baldini ha poi raccontato anche il confronto avuto con il presidente federale Gabriele Gravina prima di accettare l’incarico: “Al momento della proposta, ho detto al presidente Gravina ‘Accetto, ma porto l’U21’. Voglio valorizzare il mio lavoro e far vedere chi sono questi ragazzi”.
Nel suo intervento il commissario tecnico ad interim ha parlato anche del proprio percorso personale e professionale, sottolineando il carattere che lo ha sempre contraddistinto: “Tutti hanno la propria storia, io ho un percorso, non dico complicato, ma ho vissuto sin da bambino certe situazioni e sono sempre stato in guardia, mi sono difeso. Quando ci sono certe situazioni so che do il peggio di me stesso, allora meglio andarsene”.
Il tema centrale del discorso resta però quello legato alla crescita dei giovani nel calcio italiano. Baldini ha evidenziato come il sistema spesso predichi coraggio senza però concedere realmente il tempo necessario per sviluppare i talenti: “Tutti questi ragazzi hanno bisogno di capire che per essere giocatori completi si deve giocare per il collettivo, bisogna essere gruppo. Per essere un gruppo bisogna avere e rispettare le regole, non sono imposizioni ma disciplinare le persone”.
Il tecnico ha poi concluso con una riflessione molto critica sulla cultura del risultato immediato: “Parliamo tutti che bisogna far giocare i giovani, avere coraggio, ma poi dicono che conta il risultato. Se non vinci, il percorso non conta. È dura insegnare che non si gioca solo per il risultato. Sapete bene che conta vincere, non partecipare, il secondo è il primo dei perdenti: se andiamo avanti con questo pensiero ditemi voi come facciamo a far crescere i giovani, ad avere coraggio, a non avere paura e ad accettare in quel momento lì di non fare una bella partita, non è facile coniugare le due cose”.
