Il Ct azzurro Baldini parla dal raduno di Coverciano: fiducia nei giovani, elogio a Donnarumma e duro attacco ai dirigenti del calcio italiano.
È iniziata ufficialmente l’avventura di Silvio Baldini sulla panchina della Nazionale italiana. In occasione del raduno di Coverciano, il tecnico azzurro ha incontrato i giornalisti nell’Aula Magna del Centro Tecnico Federale, affrontando numerosi temi tra presente e futuro del calcio italiano. Dichiarazioni forti, riportate da TuttoMercatoWeb, che confermano la volontà dell’allenatore di portare avanti la propria filosofia basata sul merito, sulla valorizzazione dei giovani e sul rispetto delle regole.
Baldini ha innanzitutto chiarito la propria posizione riguardo al futuro sulla panchina azzurra:
“Credo che per allenare la Nazionale Italiana ci voglia un certo curriculum. E io questo curriculum non ce l’ho. Oggi la maggior parte dei tifosi fa il tifo perché vede un cambiamento, ma io non faccio il pavone. Per arrivare sulla panchina della Nazionale serve un curriculum. Io credo nel merito, non nei colpi di fortuna. Io oggi sono qua perché Gattuso si è dimesso, non l’avesse fatto non ci sarei”.
Il commissario tecnico ha poi spiegato la scelta di convocare un gruppo composto prevalentemente dai giovani dell’Under 21, con l’aggiunta di Gianluigi Donnarumma e Francesco Pio Esposito.
“Ho convocato il mio gruppo e due giocatori di livello come Donnarumma e Pio Esposito perché anche in funzione delle Olimpiadi vedo la possibilità di avere questi giocatori”.
Proprio sul portiere del PSG, Baldini ha rivelato un retroscena significativo:
“Mi ha contattato solo Donnarumma dandomi disponibilità e a me non è parso il vero. Il messaggio è chiaro: il calcio italiano vuole vedere un cambiamento”.
Nel corso della conferenza, ripresa da TuttoMercatoWeb, Baldini ha espresso un giudizio molto severo sul sistema calcistico italiano, individuando nelle scelte dirigenziali una delle principali cause delle difficoltà del movimento.
“Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio. Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi”.
Ancora più dura la riflessione sull’utilizzo dei talenti italiani:
“L’esperienza la fai giocando. Se l’esperienza è limitata a poche partite il tuo valore rimane ingabbiato. Dov’è il vantaggio nel comprare un giocatore di 39 anni invece che trovarne uno nel vivaio?”.
Baldini ha poi elogiato il gruppo a sua disposizione, sottolineando la compattezza e il senso di appartenenza dei ragazzi.
“È molto unito, hanno il piacere di stare insieme, ridono e scherzano. C’è socialità, nessuno si isola. Alcuni giocatori mi hanno detto che firmerebbero a vita per ritrovare le stesse emozioni dell’Under 21 anche nei club”.
Tra gli esempi portati dal tecnico spicca quello di Francesco Camarda, che ha scelto di restare vicino ai compagni nonostante l’infortunio:
“Camarda da infortunato è venuto con noi in ritiro prima della Macedonia del Nord, lo ha fatto solo per il gusto di stare con noi. Questo significa che il gruppo è sano”.
Infine, Baldini ha ribadito i principi che intende trasmettere alla squadra:
“Io voglio dargli il senso di responsabilità. Non consideriamoli solo ragazzini. Voglio portare la libertà di sprigionare il proprio talento senza troppi blocchi, ma senza regole non ci sono principi e senza principi non c’è una squadra”.
Parole che delineano una visione chiara e che accompagnano l’Italia verso le prossime sfide contro Lussemburgo e Grecia, due appuntamenti che Baldini considera tutt’altro che semplici.
“Le amichevoli in Nazionale non esistono. Anche se non c’è in palio nulla, c’è in palio l’onore”.
