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La scelta del nuovo commissario tecnico è stata condizionata da una serie di ostacoli culminati nello stop ad Andrea Pirlo e nelle dimissioni di Paolo Maldini.

Le ultime ore che hanno portato alla scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia continuano a far discutere. Secondo quanto riportato da Repubblica, la FIGC avrebbe vissuto giorni convulsi, segnati da cambi di scenario, verifiche legali e decisioni che hanno portato alle dimissioni di Paolo Maldini e allo stop della candidatura di Andrea Pirlo.

Tutto avrebbe avuto inizio venerdì, quando il direttore tecnico Paolo Maldini avrebbe comunicato al presidente Giovanni Malagò la scelta di affidare la panchina azzurra ad Andrea Pirlo. Una decisione arrivata dopo il tentativo di convincere Pep Guardiola, ritenuto inizialmente il primo obiettivo della Federazione. Nonostante le perplessità iniziali, Malagò avrebbe dato il proprio assenso alla candidatura dell’ex centrocampista.

La trattativa, però, avrebbe incontrato subito un primo ostacolo. Pirlo risultava infatti ancora sotto contratto con lo United FC di Dubai e la FIFA vieta di negoziare con tecnici già vincolati a un altro club. Per questo motivo sarebbe stato necessario attendere la risoluzione del rapporto, con lo stesso Pirlo disposto a sostenere personalmente i costi della rescissione.

Successivamente sarebbe emersa una seconda criticità, ritenuta decisiva. La FIGC avrebbe scoperto l’esistenza di un accordo commerciale tra Pirlo e Fonbet, società russa operante nel settore delle scommesse. Lo stesso allenatore avrebbe rassicurato i dirigenti federali dichiarando: L’accordo è nato dallo United Fc, prima di diventare ct rompo ogni vincolo”.

Dopo aver esaminato la documentazione, tradotta dal russo e valutata dall’ufficio legale federale, sarebbe arrivata la decisione definitiva. Il contratto prevedeva anche attività promozionali come global ambassador legate alla Russia. A quel punto Malagò avrebbe fermato l’operazione pronunciando la frase: Non possiamo procedere”.

Da quel momento la candidatura di Pirlo sarebbe definitivamente tramontata, aprendo la strada al nuovo corso della Nazionale e sancendo la fine della collaborazione con Paolo Maldini e Leonardo.