L’ex presidente del CONI Malagò presenta il suo progetto per la FIGC: qualificazione al Mondiale 2030, valorizzazione dei giovani e riforma dei vivai.
ANALISI DELLE 48 SQUADRE AL MONDIALE
L’assenza dell’Italia dalla Coppa del Mondo 2026 continua a rappresentare una ferita aperta per il calcio azzurro. Proprio mentre il torneo entra nel vivo senza la Nazionale italiana tra le protagoniste, Giovanni Malagò lancia la sfida più importante della sua candidatura alla presidenza della FIGC: riportare gli Azzurri al Mondiale.
In un’intervista concessa al Corriere della Sera, l’ex presidente del CONI ha delineato il proprio progetto per il futuro della Federazione, fissando obiettivi chiari e una tempistica precisa. Il punto di partenza è una promessa che non lascia spazio a interpretazioni.
“Garantisco: ci saremo”, ha dichiarato Malagò rispondendo a una domanda sulla qualificazione dell’Italia alla prossima Coppa del Mondo. Un’affermazione forte, accompagnata da una visione a lungo termine: “Guardo a un orizzonte di sei anni. La qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro”.
Secondo Malagò, il rilancio del movimento azzurro non può limitarsi alla sola Nazionale maggiore, ma deve coinvolgere l’intero sistema calcistico italiano. Per questo motivo ha individuato una serie di obiettivi intermedi che dovranno accompagnare il percorso di crescita.
“Bisogna qualificarsi per le Olimpiadi con l’Under 21, bisogna partire bene nella Nations League, così anche con la Nazionale femminile, è tutto combinato”, ha spiegato l’ex numero uno del CONI. Un programma che punta a creare continuità tra i vari livelli del calcio italiano, costruendo basi solide per il futuro.
Nel suo intervento, Malagò ha evidenziato anche alcuni segnali incoraggianti provenienti dal settore giovanile. In particolare, ha sottolineato l’importanza del recente successo ottenuto dall’Under 17 agli Europei: “La vittoria dell’Under 17 all’Europeo ha fatto bene, magari non abbiamo più fenomeni ma buoni giocatori sì”.
Il cuore del progetto resta però la valorizzazione dei vivai e dei calciatori italiani. Secondo quanto spiegato al Corriere della Sera, sarà necessario un accordo tra tutte le componenti del sistema calcistico per favorire la crescita dei talenti nazionali e garantire loro maggiore spazio.
“Bisogna accelerare il sostegno ai vivai, fare un patto fra tutti i soggetti per valorizzare gli italiani, ne beneficerebbero tutti”, ha affermato Malagò.
Per spiegare la sua idea, il dirigente ha richiamato il modello della pallavolo italiana, considerato un esempio virtuoso di programmazione sportiva: “Nella pallavolo un accordo fra Federazione e Lega ha posto le basi per la generazione d’oro”.
