Il Ministro dello Sport di Teheran conferma il forfait per motivi politici: ora la FIFA decide il ripescaggio e l’Italia spera nel colpo di scena.
Il panorama calcistico internazionale viene scosso da una decisione che trascende i confini del rettangolo verde. L’Iran ha annunciato ufficialmente che non parteciperà ai Mondiali di calcio del 2026, in programma tra Canada, Stati Uniti e Messico. La notizia, che circolava con insistenza dopo l’aggravarsi della crisi in Medio Oriente e la morte dell’ayatollah Khamenei, ha trovato conferma nelle parole di Ahmad Donjamali, Ministro dello Sport iraniano.
Come riportato dalla testata tedesca Faz, la motivazione risiede nell’insanabile conflitto politico con gli Stati Uniti. Donjamali ha espresso con durezza la posizione del governo in televisione: “Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali”. Il Ministro ha descritto un clima di guerra perenne che ha colpito il Paese negli ultimi mesi, rendendo di fatto impossibile la presenza della selezione nazionale sul suolo americano. “Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare”, ha ribadito con fermezza ai microfoni di iribnews, citando le migliaia di vittime civili iraniane causate dai recenti attacchi.
DECISIONE
Questa decisione rappresenta una vera “doccia fredda” per la FIFA. Solo pochi giorni fa, infatti, il presidente Gianni Infantino aveva espresso ottimismo dopo un incontro alla Casa Bianca. Attraverso un post su Instagram, Infantino aveva rassicurato il mondo sportivo dichiarando che il Presidente Donald Trump gli aveva garantito che la nazionale di Teheran sarebbe stata “la benvenuta ai Mondiali”. Le rassicurazioni americane non sono però bastate a ricucire uno strappo diplomatico diventato ormai un abisso.
Ora si apre il complesso capitolo della successione. Il ritiro dell’Iran libera un posto nel tabellone della fase finale, ma stabilire chi ne prenderà il posto non è semplice. Secondo l’articolo 6.7 del regolamento FIFA, la decisione spetta “a propria esclusiva discrezione” del massimo organismo del calcio mondiale. Le ipotesi sul tavolo sono diverse: la FIFA potrebbe optare per un criterio geografico, ripescando una nazionale della federazione asiatica (AFC) come l’Iraq, oppure premiare il blasone. In questo scenario, come ipotizzato da diversi analisti, potrebbe rientrare in gioco l’Italia. Qualora gli Azzurri dovessero fallire il percorso ai playoff, la FIFA potrebbe decidere di riportare nella competizione una Federazione storica e quattro volte Campione del Mondo per garantire il prestigio del torneo.

