L’ex allenatore Capello analizza il momento degli Azzurri alla vigilia della sfida con la Bosnia: fiducia in Gattuso.
Tutti aggrappati alla Nazionale di Gennaro Gattuso. L’Italia attende con ansia l’ultimo atto dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 contro la Bosnia, in programma a Zenica domani sera alle 20.45. Tra chi seguirà la sfida con particolare trasporto c’è anche Fabio Capello, che ha parlato della partita e del momento degli Azzurri in un’intervista.
L’ex allenatore ha raccontato tutta la sua tensione in vista della gara decisiva:
“Ho fatto un fioretto, qualcosa di importante, ma non sperate vi dica di che cosa si tratta perché poi non funzionerebbe. Io soffro troppo per la Nazionale, soffro troppo… Io urlo”.
Capello si è poi soffermato sul lavoro di Gattuso e sulla crescita mentale della squadra dopo l’ultima partita:
“Aver superato quell’ostacolo con un primo tempo timido e un secondo in cui ci siamo ritrovati è stato psicologicamente molto importante. Ha sicuramente aiutato i ragazzi a capire quale sia il nostro valore reale e credo che Gattuso, in vista della partita in Bosnia, lavorerà anche su questo.
Gattuso e il gruppo? Avere una persona che ti aiuta, ti dà fiducia, che vede nei momenti di difficoltà la necessità di parlarti e di esserti vicino, che dice le cose che la sua esperienza gli permette di far dire, è sicuramente molto importante. Gattuso ha un passato calcistico tale da poter comunicare con i suoi anche attraverso qualche esempio, qualche ricordo… Tanto i giocatori vivono di calcio, vedono le partite, sanno quello che è successo, per cui credo che questo aspetto possa davvero essere una delle chiavi”.
Un passaggio anche sugli attaccanti e sulle caratteristiche del reparto offensivo:
“Giovedì mi è scappato pure un “Noooooo” quando ha avuto quella palla Retegui: credo si sia sentito ovunque. Ma era un momento troppo importante, una gara troppo importante.
L’Italia ha i soliti difetti che troviamo molte volte nel calcio italiano: passaggi laterali, lentezza, poca verticalizzazione, poca personalità quando si ha la palla. Quanto agli aspetti positivi, la reazione è stata importante e mi è piaciuto anche l’inserimento di Pio Esposito che ha dato un certo equilibrio.
Davanti sono tutti e tre bravi, però Retegui e Kean sono un po’ troppo simili. Pio invece, soprattutto nei momenti importanti, ha quella forza e quel gioco di testa che possono diventare fondamentali, oltre a un’ottima visione di gioco. Retegui arriva da qualche settimana senza giocare e il ritmo arabo è un’altra cosa rispetto al nostro, alle volte la non attitudine la paghi”.
Infine, un messaggio chiaro in vista della sfida decisiva per tornare al Mondiale:
“È vero, ma dobbiamo ad ogni costo scendere in campo con la mente libera, dimenticando il peso di questi 12 anni di assenza dal Mondiale. Non è facile, ma dobbiamo riuscirci. Giochiamo liberi”.
Le dichiarazioni di Capello arrivano alla vigilia di una partita che può valere una stagione e una qualificazione fondamentale per il futuro del calcio italiano, come riportato da calciomercato.com.

