Giovane talento basco per questa settimana: la rubrica dei migliori giovani del calcio internazionale presenta l’attaccante dell’Athletic Bilbao Iñaki Williams.
Nome: Iñaki Williams Dannis
Data di nascita: 15 giugno 1994
Nazionalità: spagnola
Ruolo: attaccante
Squadra: Athletic Club
Con il gol segnato al Torino nell’andata dei sedicesimi di Europa League lo scorso 19 febbraio Iñaki Williams è diventato il primo giocatore di colore a segnare con la maglia dell’Athletic Bilbao. Occhio però: non è una questione di razzismo, semplicemente il club basco ha come filosofia quella di tesserare soltanto giocatori originari dei Paesi Baschi, e lui rientra perfettamente in tale categoria essendo nato e cresciuto a Bilbao, nonostante il padre sia liberiano e la madre ghanese. All’Athletic dal 2012 è diventato la stella della squadra B che gioca nel secondo gruppo della Segunda División B, l’equivalente della Lega Pro italiana, e durante questa stagione ha già realizzato tredici gol in diciotto presenze, numeri che hanno convinto Ernesto Valverde a iniziare a portarlo gradualmente in prima squadra: il debutto è arrivato il 6 dicembre 2014 da titolare nel match di Liga contro il Córdoba, poi all’Olimpico di Torino ha firmato il suo primo e fin qui unico gol da professionista, con una deviazione dal limite dell’area piccola su cross di Borja Viguera valsa il momentaneo 0-1. In alcune circostanze ha giocato da punta centrale al posto del centravanti Aritz Aduriz, ma ora l’infortunio molto grave di Iker Muniain (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, sei mesi di stop) gli ha aperto le porte della formazione titolare come esterno destro nel 4-2-3-1: sulla fascia forse le sue caratteristiche potrebbero risaltare anche meglio rispetto al centro, perché pur essendo abbastanza alto (186 centimetri) non è un vero e proprio ariete in stile Luca Toni, ma un giocatore bravo nella falcata, specialmente quando ingrana dopo i primi metri, e in possesso di un buon dribbling. La tendenza recente nel calcio mondiale è quella di schierare gli esterni opposti (ossia mancini a destra e viceversa) ma lui invece è un destro che gioca a destra e predilige arrivare sul fondo per crossare al centro verso Aduriz, questo lo rende piuttosto atipico e per i difensori non è semplicissimo affrontare un giocatore che si muove in maniera diversa rispetto agli avversari soliti. Il Torino ha già imparato a conoscerlo, ora avrà diverse opportunità per dimostrare anche alle altre squadre della Liga spagnola di essere un elemento di valore.
[Immagine presa da abc.es]
