Un punto in due partite e cinque recuperati dalle rivali in classifica in altrettante uscite.
Questi sono i numeri della Juventus nelle prime due giornate dell’anno, numeri a cui non era mai stata abituata nella gestione Conte e che, certamente, destano un po’ d’inquietudine nell’ambiente bianconero.
I tifosi campioni d’Italia devono quindi iniziare a preoccuparsi? La risposta è no, ed è confortata dalle seguenti analisi.

 

Prima di tutto le due partite vanno scisse ed analizzate diversamente, perché se contro la Sampdoria i bianconeri hanno certamente abusato di appagamento ed eccessiva sicurezza, a Parma si sono trovati di fronte un gruppo che tra le mura amiche non conosce la sconfitta dal 17 marzo 2012 contro l’IbraMilan, il che rende accettabile il punto conquistato.
Diversa è stata anche la forma con cui i giocatori hanno affrontato le sfide, dal momento che contro i ducali 9 giocatori avevano nelle gambe dai 30 ai 120 minuti rimediati in Coppa Italia.
Altro aspetto decisivo di queste due partite richiama il capitolo assenze: con Asamoah in Sud Africa, Marchisio, Pepe e Chiellini in infermeria e Vucinic a mezzo servizio la Juve si è trovata a forzare un turn over che ha portato conseguenze atletiche, visto anche il dispendio di forze contro il Milan in settimana, e tecniche, dove è stato evidenziato come le seconde linee che per molti sarebbero bastate addirittura a vincere il campionato non sono all’altezza delle prime, perlomeno se messe in campo assieme come Conte è stato costretto a fare.
La mancanza dell’intera linea sinistra ha fatto sì che dalla medesima parte la Juventus abbia subito tutti e tre i goal, peccando anche in fase offensiva dove l’assenza di Asamoah sta risultato più importante del previsto; se il ghanese (come Pepe e Chiellini) non sarà disponibile ancora per qualche partita la speranza di recuperare Marchisio e Vucinic potrebbe parzialmente ristabilire le forze in campo già per la prossima sfida contro l’Udinese.
Vi è inoltre un ultimo aspetto molto importante da valutare: partendo dal Bari ed arrivando alla Juventus dello scorso anno possiamo constatare come le squadre di Conte abbiano un calo di rendimento nei mesi di gennaio e, soprattutto, febbraio.
Il che significa che il tecnico predilige una preparazione ‘pesante’ ad inizio anno per poi avere il meglio della condizione fisica dei suoi giocatori nei mesi successivi, e vedendo che per la prima volta si trova ad affrontare una competizione europea il suo staff potrebbe aver anticipato i tempi in maniera da arrivare già in buona condizione alle sfide con il Celtic di metà febbraio.
Niente facili allarmismi quindi, perchè tutto ciò fa pensare che il meglio della stagione juventina debba ancora arrivare.
Con buona pace di chi si sta illudendo che la resurrezione della Juventus sia già al capolinea.