Gasperini lancia l’allarme: servono almeno tre innesti per rendere la Roma competitiva. Il mercato in attacco resta in stallo.
Il valore di una parola. È su questo che si gioca il futuro immediato della Roma. Gian Piero Gasperini, tornato a Trigoria dopo la tournée inglese, ha parlato chiaro: “La nostra credibilità è in gioco”. Un messaggio diretto alla dirigenza, ma anche all’ambiente, in un momento in cui il mercato giallorosso fatica a decollare nel reparto offensivo. Alla vigilia dell’amichevole contro l’Everton, tecnico e proprietà hanno rinnovato un patto di fiducia: nessun attrito, ma la richiesta di rassicurazioni resta sul tavolo.
Finora il nuovo direttore sportivo Frederic Massara ha portato a casa cinque innesti under 25, con il difensore polacco Ziolkowski atteso a Ferragosto. Un lavoro coerente con la linea giovane voluta dalla società, ma che non basta a completare una rosa ancora incompleta. Lo dimostra la gestione della trequarti sinistra, dove nelle ultime cinque amichevoli si sono alternati cinque giocatori diversi, senza che nessuno riuscisse a convincere pienamente.
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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, mancano ancora almeno tre pedine fondamentali: un trequartista titolare, un vice Angeliño sulla fascia sinistra e un sostituto di Gianluca Mancini in difesa. A centrocampo, inoltre, la coperta è corta e Gasperini teme di non avere alternative sufficienti per reggere il doppio impegno campionato-coppe.
In cima alla lista dei desideri dell’allenatore c’è Fabio Silva. L’attaccante portoghese, di proprietà del Wolverhampton, è seguito con insistenza anche dal Borussia Dortmund. La Roma lavora per convincere gli inglesi su formula e scadenze, ma la concorrenza è forte. Restano caldi anche i nomi di Franculino Djú e del brasiliano Eguinaldo, due profili giovani e di prospettiva. Più complicata la pista che porta a Claudio Echeverri: il Manchester City è disposto a cederlo in prestito, ma non intende privarsene a titolo definitivo.
Per Gasperini, “rinforzarsi” e “completarsi” non sono la stessa cosa. La Roma ha bisogno di fare entrambe le cose per rendere il progetto credibile e competitivo. Le prossime ore saranno decisive per capire se le promesse fatte in Inghilterra si trasformeranno in fatti concreti. Perché, in fondo, tutto parte da una parola. E dalla volontà di mantenerla.
