Raiola: «No rinnovo Donnarumma? Forzato dal Milan! Vicino al mobbing»

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Da giovedì scorso è ufficiale che Gianluigi Donnarumma non rinnoverà il suo contratto con il Milan, in scadenza il 30 giugno 2018. Nel pomeriggio il suo agente, Mino Raiola, ha parlato a Monte-Carlo con i giornalisti di alcune testate spiegando la sua versione della situazione. Queste le sue parole.

Ecco l’atteso discorso di Mino Raiola mostrato da “La Domenica Sportiva Estate”: «Si era creato un ambiente troppo ostile tra le parti, e in un ambiente troppo ostile non può uscire un risultato. Noi siamo costretti a prendere delle decisioni che non eravamo pronti a prendere e quindi la risposta è stata negativa. Anche il modo in cui è stato condotto il tutto, molto pubblico creando un ambiente ostile e violento, ha fatto sì che noi non potessimo accettare. L’unico problema che non c’era era dei soldi, perché non ne abbiamo mai parlato. Non eravamo pronti, non c’è stata concessa la serenità e il tempo da parte del Milan. Clausola rescissoria? Non è stata affrontata seriamente, non eravamo a questo punto, perché quando uno arriva alla clausola rescissoria è già al 90% del contratto. Noi abbiamo osservato degli atteggiamenti nelle ultime sei settimane. Io non ho intavolato nessun discorso con nessuno, nessuna trattativa e nessun accordo. Quando ci sarà una società interessata io informerò il Milan e poi sarà il Milan a decidere quello che vuole fare, non credo che ci siano le mancanze di società interessate, dovrà decidere il Milan quello che vuole. Come stanno le cose adesso? Loro ci hanno fatto capire varie volte che non è possibile partire con un giocatore in scadenza. È triste però dobbiamo mettere la parola fine a questa situazione che è diventata insostenibile. Io adesso non voglio riaprire un’altra volta il discorso, sono un professionista e ho il telefono aperto, ho sempre detto che con Marco Fassone non c’è nessun problema e non sono in guerra col Milan. Possiamo sempre parlare, ma non vedo come cambiare questa situazione».

Queste invece le dichiarazioni mandate in onda da Sky Sport 24: «Inizialmente era disposto a rinnovare col Milan, la sua idea era quella, perciò io dicevo che noi non andiamo via a parametro zero, perché Gianluigi Donnarumma nella sua testa non aveva nessun dubbio. Ci hanno forzato e lui mi ha detto che sinceramente non se la sentiva di fare una trattativa o di dover accettare delle proposte in questo ambiente, visto anche quello che sta succedendo alla mia famiglia. Faccio un esempio molto importante: striscioni sotto la sede del Milan, una società seria per me difende il giocatore e tira via gli striscioni, invece niente. Lui ha sentito la mancanza dell’appoggio del Milan, io credo che se hai un fuoriclasse una squadra non lo minacci dicendo di affondare la carriera e non giocare. Io prendo il 100% della responsabilità per il mancato rinnovo di Gigio. Tra me e Massimiliano Mirabelli non c’è feeling, siamo su due onde completamente diverse, il suo atteggiamento da dirigente non lo accetto, non lo condivido e non glielo permetto. Non ho parlato con nessuna grande squadra, non abbiamo accordo con nessun’altra squadra e sicuramente non lo faremo in brevi tempi. Io trovo che quello che sia stato fatto fino ad adesso è molto vicino o già al mobbing».

Nel pomeriggio, più o meno in contemporanea con la registrazione delle parole di Mino Raiola, si è espresso anche Massimiliano Mirabelli, direttore sportivo del Milan chiamato in causa proprio dall’agente: «Donnarumma è un giocatore del Milan, un grandissimo campione e un grandissimo ragazzo che l’anno prossimo giocherà nel Milan, poi le altre cose lasciamole da parte». In serata, durante Danimarca-Italia degli Europei Under-21 (vedi articolo), un gruppo di tifosi presenti a Cracovia ha contestato la scelta di Donnarumma, con uno striscione nel quale c’era scritto “Dollarumma” e un lancio di dollari finti all’indirizzo del portiere ora impegnato con gli Azzurrini.

[Immagine presa da thesun.co.uk]