Joao Gomes resta l’obiettivo principale per l’Atletico Madrid, ma Ederson e Casado sono le alternative per il dopo-Gallagher.
L’Atletico Madrid ha incassato 40 milioni di euro dalla cessione di Conor Gallagher in questa sessione invernale di mercato. Una cifra importante che ora i Colchoneros intendono reinvestire per rinforzare il centrocampo. Diego Simeone, insieme alla dirigenza, è alla ricerca di un profilo con caratteristiche simili a quelle dell’ex Chelsea: qualità, dinamismo, intensità e capacità di interpretare entrambe le fasi di gioco.
Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, il primo nome sulla lista è quello di Joao Gomes, centrocampista portoghese classe 2001 in forza al Wolverhampton. Il giocatore piace molto sia allo staff tecnico che alla dirigenza, ma l’operazione si presenta complessa. I contatti con l’entourage sono già avviati, come riportato da Matteo Moretto sul canale YouTube italiano di Fabrizio Romano, ma la trattativa non è semplice. Il club inglese non ha particolare urgenza di vendere e valuta il giocatore una pedina fondamentale per il presente e il futuro.
Nel frattempo, l’Atletico tiene calde alcune piste alternative. Una porta a Marc Casado, giovane talento del Barcellona B, che ha già attirato l’attenzione di diversi club per la sua intelligenza tattica e la capacità di adattarsi a più ruoli in mezzo al campo. L’altra opzione è Ederson dell’Atalanta, profilo ben conosciuto in casa Colchoneros. Il brasiliano è da tempo nel mirino del club madrileno, che ne apprezza la duttilità e la solidità. Il contratto in scadenza nel 2027 non agevola la trattativa, ma l’interesse rimane vivo.
Al momento non ci sono trattative avanzate né con l’Atalanta né con il Barcellona, ma l’Atletico valuterà le mosse da compiere negli ultimi giorni di mercato. L’obiettivo è chiaro: trovare un centrocampista pronto a inserirsi subito nei meccanismi di Simeone e a colmare il vuoto lasciato da Gallagher.
Il mercato è ancora lungo e i Colchoneros sono pronti a muoversi con decisione per non lasciare sguarnita una zona nevralgica del campo. Il nome giusto potrebbe arrivare anche a sorpresa, ma una cosa è certa: l’Atletico non resterà fermo.

