A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.
In questa settimana abbiamo visto un braccio di ferro vinto dalla Premier League contro la Serie A. Mi riferisco ovviamente alla vicenda di Marco Palestra. È una scelta che la convince? Dal punto di vista del ragazzo è stata la decisione migliore?
“Sicuramente lo è stata per il suo portafoglio, senza ombra di dubbio. Non sono assolutamente convinto, invece, che si dovessero spendere certe cifre. Oggi siamo di fronte a club che investono somme folli per ragazzi interessanti, ma che devono ancora dimostrare tutto. Palestra è un prospetto importante, però ha disputato appena una ventina di partite in Serie A con il Cagliari: non stiamo parlando di un calciatore già formato o pronto per certi livelli. È giusto investire su di lui, ma non a queste cifre. Continuo a non comprendere come club come il Chelsea possano autorizzare operazioni di questo tipo. Lo stesso discorso vale per altri acquisti fatti dai club inglesi: prendono giocatori di prospettiva pagandoli cifre fuori da ogni logica. Mi auguro che Marco possa diventare uno dei pilastri della futura Nazionale italiana, ma oggi resta un ragazzo che deve ancora dimostrare il proprio valore.”
Giovanni Manna in due stagioni ha comunque ottenuto risultati importanti. È ancora molto giovane. Secondo lei cosa gli manca per diventare un top manager assoluto?
“Credo che al Napoli manchi soprattutto una struttura di scouting forte, come quella che aveva negli anni passati. Non conosco i motivi che hanno portato a determinati cambiamenti, però penso che il club dovrebbe recuperare quella filosofia che gli permetteva di arrivare prima degli altri sui giovani più promettenti. Manna ha già accumulato un’esperienza importante e possiede un curriculum di grande livello, ma credo che il Napoli debba ripartire da certe figure professionali.”
Negli ultimi anni il Napoli è sembrato meno orientato verso i giovani di prospettiva e più verso calciatori già pronti, anche per le richieste degli allenatori. Le tante uscite nell’area scouting hanno inciso?
“Secondo me sì. Il Napoli aveva persone di altissimo livello. Io stesso mi confrontavo spesso con Leonardo Mantovani e l’ho sempre considerato uno dei migliori professionisti italiani nel settore dello scouting. Interrompere determinati rapporti, a mio avviso, ha penalizzato il club. Trovare giovani davvero forti non è semplice, ma quando hai uomini capaci di individuarli fai la differenza.”
Si parla di Guglielmo Vicario. Da quanto filtra, Aurelio De Laurentiis non esclude l’investimento, ma prima vorrebbe cedere sia Alex Meret sia Vanja Milinković-Savić. È un’operazione davvero realizzabile?
“La vedo complicata. Le squadre che cercano un portiere importante, nella maggior parte dei casi, hanno già programmato le proprie scelte. Inoltre continuo a ritenere che la gestione di Meret sia stata poco lineare. Se un portiere non rientra più nei piani del club, allora è giusto separarsi. Però trovo singolare pensare di sostituirlo con un portiere più grande di dieci anni, pagato una cifra importante, dopo aver già investito tanto in passato. Mi sembra una situazione poco coerente.”
Se dovesse partire André-Frank Zambo Anguissa e arrivasse Adrien Rabiot, il Napoli farebbe un salto di qualità?
“Rabiot, nonostante la stagione difficile vissuta dalla sua squadra, è stato tra i migliori. Se davvero dovesse esserci questa possibilità, immagino che l’eventuale presenza di Massimiliano Allegri possa incidere, visto il rapporto straordinario che esiste tra lui, il giocatore e la madre-agente. Dal punto di vista tecnico parliamo di un centrocampista di altissimo livello, che sposta gli equilibri.”
Quindi sarebbe un upgrade rispetto ad Anguissa?
“Più che un upgrade parlerei di caratteristiche diverse. Per me sono due giocatori che si equivalgono. Rabiot ha probabilmente qualcosa in più nella qualità tecnica e nell’inserimento offensivo, mentre Anguissa garantisce maggiore forza fisica e dinamismo. Alla fine il livello è molto simile e uno non cambierebbe in maniera sostanziale gli equilibri rispetto all’altro“.
