Supercoppa Italiana Frecciarossa 2021-2022 logo

Addio Arabia Saudita e ritorno alla finale secca: ecco come il cammino di Inter e Como in Coppa Italia deciderà la prossima sfida per il trofeo.

Il tabellone della Coppa Italia 2025/26 entra nel vivo: Como e Inter finita 0-0 all’andata, mentre dall’altra parte del tabellone Lazio e Atalanta si contendono un posto per Roma, le dinamiche regolamentari si intrecciano con il dominio dell’Inter in campionato.

Secondo quanto analizzato da Calcio e Finanza, l’edizione 2026 della Supercoppa Italiana si prepara a un importante ritorno al passato: molto probabilmente abbandonerà il formato della “Final Four” visto in Arabia Saudita per tornare alla gara unica tra la vincitrice dello Scudetto e quella della Coppa Italia. Con i nerazzurri che vantano attualmente dieci punti di vantaggio sul Milan, il derby di domenica prossima potrebbe sancire lo strappo decisivo verso il titolo, rendendo l’Inter la prima partecipante certa alla sfida.

Gli scenari per il secondo slot dipendono però interamente dall’esito delle semifinali di coppa. Se il Como dovesse compiere l’impresa di eliminare la squadra di Inzaghi, i lariani (o la vincente tra Lazio e Atalanta) si garantirebbero l’accesso alla Supercoppa vincendo il trofeo nazionale. Tuttavia, la situazione cambierebbe radicalmente qualora l’Inter raggiungesse la finale. In questo caso, ipotizzando il successo dei nerazzurri in Serie A, l’altra finalista di Coppa Italia otterrebbe automaticamente il pass per la Supercoppa, indipendentemente dall’esito della finalissima di Roma.

In sintesi, come evidenziato dalla testata specializzata Calcio e Finanza, si profilano due strade principali. Nel primo scenario, con l’Inter finalista di coppa e campione d’Italia, la sua avversaria a Roma avrebbe la certezza matematica di giocare la Supercoppa. Nel secondo, qualora l’Inter non raggiungesse la finale di coppa, la vincitrice del trofeo (una tra Como, Lazio o Atalanta) sfiderebbe i nerazzurri per il primo titolo della stagione 2026/27. Il Como, dunque, sogna in grande: non solo per il prestigio di un trofeo storico, ma per la concreta possibilità di proiettarsi in una vetrina nazionale d’eccellenza.