Il nuovo allenatore blucerchiato Foti guiderà la squadra sul campo, ma ufficialmente resta il vice: la Samp cerca una deroga dalla FIGC per evitare sanzioni.
La Sampdoria riparte da Salvatore Foti, ma il nuovo corso tecnico si apre subito con un nodo regolamentare tutt’altro che secondario. L’ex vice di José Mourinho alla Roma, scelto dalla società per rilanciare una squadra in cerca di identità e risultati, non possiede infatti la licenza UEFA Pro, requisito indispensabile per essere formalmente riconosciuto come primo allenatore di una squadra professionistica.
Come riportato da La Gazzetta dello Sport e confermato da Il Secolo XIX, la Samp ha dovuto adottare una strategia di compromesso: nei documenti ufficiali, il tecnico è Angelo Gregucci, mentre Foti figura come allenatore in seconda. Una soluzione formale, perché nella quotidianità sarà proprio Foti a dirigere gli allenamenti, elaborare le strategie e guidare la squadra in partita.
Il problema nasce dal mancato inserimento di Foti nell’elenco degli ammessi al corso UEFA Pro 2025/26. Pur avendo presentato regolare domanda, l’ex collaboratore di Mourinho non ha ottenuto un punteggio sufficiente. A complicare la vicenda, il fatto che altri tecnici con punteggi simili — come Chiappella, Biancolino e Andreoletti — siano stati ammessi in quanto già primi allenatori in Serie B. Foti, non potendo vantare questo status, è rimasto fuori e potrà riprovarci solo nella sessione 2026/27.
Nel frattempo, il regolamento FIGC impone limiti stringenti: Foti può svolgere solo il ruolo di vice, con compiti di supporto, e può sedere in panchina come responsabile tecnico solo in caso di squalifica o impedimento temporaneo di Gregucci. La FIGC prevede però una deroga temporanea di un mese, che la Sampdoria avrebbe richiesto per consentire a Foti di operare come primo allenatore fino al 19 novembre.
Dopo quella data, però, Foti non potrà più dirigere ufficialmente gli allenamenti, parlare in conferenza stampa o impartire istruzioni continuative durante le gare. In caso contrario, il club rischierebbe sanzioni, come accaduto al Verona nel 2022 con Salvatore Bocchetti. La FIGC e l’AIAC monitoreranno la situazione, e secondo indiscrezioni, alcuni allenatori avrebbero già segnalato il caso ai vertici federali.

