Lorenzo Insigne Napoli

L’ex capitano del Napoli riparte dal Pescara e racconta l’esperienza a Toronto, il mancato ritorno in azzurro e il suo amore per Napoli.

Lorenzo Insigne è tornato in Italia dopo l’esperienza al Toronto e ha scelto di ripartire dal Pescara, con l’obiettivo di aiutare la squadra a conquistare la salvezza in Serie B. Un ritorno romantico, a distanza di 14 anni da quella promozione in Serie A del 2012 con Zeman in panchina e compagni come Verratti e Immobile. In un’intervista rilasciata a Sportweek, Insigne ha raccontato il suo ritorno in Italia, l’esperienza in MLS e anche il mancato approdo al Napoli lo scorso gennaio.

“Mi sento bene fisicamente. Sto ricominciando a divertirmi dopo tre anni in cui non mi sono espresso al massimo. A Toronto non sono mai stato al 100% fisicamente: mi facevo male e pur di tornare in campo, giocavo anche se non ero del tutto guarito. Poi lì non ci sono retrocessioni: mi è mancata la pressione a cui ero abituato. Più sento pressione più sono a mio agio. In più ero in una squadra poco competitiva e questo mi ha calcisticamente depresso”.

Insigne ha raccontato anche i mesi senza squadra e la voglia di rimettersi in gioco: “E’ stata dura, ma mi sono sempre allenato. Mi dicevo ‘Non smetto, ho solo 34 anni’. Nei cinque mesi in cui ho aspettato una chiamata mia moglie mi diceva ‘Spero che trovi qualcosa’, ora che era meglio quando stavo a casa”.

Sul suo ruolo al Pescara ha spiegato: “Mi sono messo a disposizione della squadra. Cerco di dare l’esempio nel quotidiano. Sono un punto di riferimento e alzo la voce quando vedo cose che non mi piacciono. Ma siamo un gruppo unito e sappiamo di poter dare fastidio a tutti”.

Poi il passaggio sul Napoli, con cui ci sono stati contatti a gennaio: “C’è stata anche qualche chiamata dall’estero, ma erano preoccupati del fatto che mi fossi allenato da solo. Ho detto che con il mio fisico sarebbero bastati 15-20 giorni per tornare in forma. A Napoli sarei andato a piedi, quando mi hanno contattato non ci ho dormito. Mi ero proposto anche al minimo, a 1.500 euro al mese. Non ci sono rimasto male, perché le scelte vanno rispettate. Poi nel mio cuore, dopo Napoli c’è il Pescara”.

Parlando del suo rapporto con Napoli, Insigne si è emozionato: “Tengo troppo alla maglia del Napoli, mi fa rabbia è che non sono riuscito a dare tutto quello che avrei voluto. Non sono riuscito a farmi capire. Quando a gennaio il club mi ha chiamato, avevo le lacrime agli occhi. Piangevo perché io amo il Napoli. Non è stato calcio, è stato amore. E non si pesa. Dopo 12 anni non avevo più energie fisiche e mentali. Separarsi è stata una cosa voluta da entrambe le parti, senza colpe da attribuire a una o all’altra”.

Infine, un pensiero sulla Nazionale: “Posso giocare anche in D, ma alla Nazionale non rinuncio: se mi chiamano, corro”.