SOGLIANO VERONA

Il DS gialloblù Sogliano analizza il momento critico tra infortuni, scelte societarie e il passaggio di consegne in panchina: “Senza solidità il club rischierebbe il fallimento”.

In un momento di estrema tensione per l’Hellas Verona, il direttore sportivo Sean Sogliano ha deciso di rompere il silenzio. Durante una conferenza stampa fiume, ripresa da tuttomercatoweb, il dirigente ha analizzato con cruda onestà la crisi della squadra, definendo la classifica attuale “brutta, se non drammatica”. Sogliano non ha cercato alibi per i risultati sportivi, ma ha difeso con vigore l’operato della società contro quelle che ha definito critiche “assurde e vergognose”.

“Sono abituato a metterci la faccia quando ci sono i problemi”, ha esordito il DS, sottolineando come la stabilità economica del club sia stata la priorità assoluta: A testa alta, in questi anni abbiamo reso la società capace di iscriversi al campionato e fare plusvalenze. Mi sarebbe piaciuto far giocare una squadra con qualche giocatore forte in più, ma abbiamo scelto di mantenere la società solida”. Sogliano ha risposto duramente alle accuse di mancanza di rispetto, ricordando il suo legame settennale con i colori gialloblù.

L’analisi tecnica si è poi spostata sull’ecatombe di infortuni traumatici che ha colpito la rosa, da Suslov a Serdar, fino a Belghali. Secondo il dirigente, questi incidenti hanno minato il livello competitivo della squadra: “Non sono 10 infortuni muscolari, ma traumatici, difficili da prevenire. Se avessimo avuto 5-6 punti in più, figli di episodi diversi, oggi i giudizi sarebbero cambiati”. Sul fronte mercato, Sogliano ha difeso gli investimenti fatti, come i 7 milioni complessivi per Bowie ed Edmundsson, ribadendo che il Verona è “obbligato a vendere per mantenere la categoria”.

Un passaggio fondamentale ha riguardato il cambio in panchina. Il DS ha ammesso che l’esonero di Zanetti è stata una sconfitta personale: “L’ho visto scoraggiato, era stanco. Per questo ho scelto Sammarco, che conosce la realtà, anche se è un compito difficile”. Sogliano ha inoltre confermato il contatto con D’Aversa prima della scelta interna, rivelando che il tecnico non se l’era sentita di subentrare. Infine, un saluto ai “vecchi leader” come Duda e Dawidowicz, partiti per scelte di vita o contrattuali, lasciando un vuoto carismatico difficile da colmare. La ricetta per la salvezza, secondo il DS, resta una sola: lottare a testa alta, senza “fare il passo più lungo della gamba”.