Secondo anticipo della prima giornata di Serie A, allo Juventus Stadium vincono i padroni di casa grazie alle reti di Khedira e Higuain, nel mezzo il pareggio di Kalinic che aveva illuso i viola. Buona prestazione della Juve, molto bene i difensori e Asamoah, Pipita incredibile: tocca solo 6 palloni ma segna dopo soli 8 minuti dall’ingresso in campo.
Buona la prima, si riparte da dove si era finito, la Juve non si arrende mai… Sono solo alcuni dei titoli cliché che si possono usare per descrivere la partita d’esordio per i campioni d’Italia, la verità è che c’è poco da dire, tutti si aspettavano una vittoria e una vittoria è arrivata. Niente contro la Fiorentina, che anzi per quattro minuti nel secondo tempo aveva accarezzato la possibilità di uscire dallo Stadium con qualche punto, soprattutto perché la Juve appariva un po’ stanca, sulle gambe. Ma già stasera ci ha pensato lui, proprio lui, il giocatore più discusso dell’estate, il secondo acquisto più caro del mercato, al centro di mille discorsi e polemiche fino alla vigilia più prossima al calcio d’inizio, a risolvere la gara, come solo Gonzalo Higuain sa fare: segnando, possibilmente un gol di rapina, magari dopo aver fatto il movimento più corretto per beffare i difensori; così è stato. Tiro sporcato di Khedira, rimpallo nell’area piccola e zampata fulminea del Pipita per fare 2-1, e per fare esplodere lo stadio, gelato pochi minuti prima da Kalinic. Per 90′ si sono tutti dimenticati dei problemi di peso, perché Gonzalo è stato applaudito e conclamato per tutto il tempo, poi quando è entrato al 66′, standing ovation, decibel dello Stadium al massimo come poche volte si è sentito. Tifosi subito ripagati, dopo appena 8 minuti di attesa. Rete liberatoria anche per lui, si è visto dall’esultanza rabbiosa, quasi a spazzar via un’estate strana, diversa, sicuramente non facile per lui. Da quel che si è visto nei 28 minuti di partita, il Pipita è sì migliorato come condizione fisica, ma è ancora lontano dalla forma standard, in più giustamente è da limare l’intesa con gli altri compagni, anche se negli ultimi minuti Allegri ha tolto Khedira e Dybala per difendersi nella propria metàcampo con un palese 5-4-1, non la situazione più felice per adattarsi. La Fiorentina torna a casa senza troppi rimpianti, dato che le aspettative pre-gara non erano molto alte (Sousa aveva elogiato pubblicamente la forza della Juve), e in realtà la qualità del gioco viola è stata abbastanza scarsa, si è cercata di più la verticalità per Kalinic piuttosto che il fraseggio veloce fra i trequartisti, poi gli esterni non hanno aiutato sbagliando spesso i cross (ma Bernardeschi spesso si accentrava, risultando comunque poco pericoloso, troppo lento e senza idee). Buonissimo l’esordio del figlio d’arte Chiesa, sottotono Badelj e Ilicic, Kalinic sempre rognoso per i difensori avversari fa il suo lavoro.
PRIMO TEMPO
Partenza con ritmi elevati, pressione alta di entrambe le squadre e tanti contrasti al limite. La pressione sui portieri porta all’errore quasi sistematico di Tatarusanu (uno dei peggiori in campo). Già al 4′ il rumeno rischia di combinarla grossa ma sul suo goffo rinvio Khedira tira alto da buona posizione. Le occasioni non fioccano, ma nella pesantezza di gambe generale spiccano da una parte il baby Chiesa, capace di dribblare Barzagli e risultare quantomeno imprevedibile nelle sue sortite offensive, dall’altra il solito Dybala, un vero funambolo tuttofare: regista avanzato, regista arretrato quando la manovra latita, esterno destro quando vuole scambiare pallone a ritmo sudamericano con Dani Alves, insomma un po’ tutto tranne che l’attaccante puro. La Joya scalda il sinistro dopo un uno-due pregevole con Alves, tiro a rientrare sul secondo palo troppo largo. L’altro uomo più in forma dei bianconeri risulta essere Asamoah, mai domo e sempre pulito tecnicamente, prova a centrare anche lui la porta col suo mancino, ma il suo tiro è troppo caricato e finisce alto. Al 37′ la Juve sfonda il muro viola: Asamoah e Dybala tramano l’azione, poi arriva dalle retrovie Chiellini, cross come ai bei tempi da terzino e colpo di testa col timing perfetto di Sami Khedira, autore di un inserimento degno del miglior Vidal, gol da vedere e rivedere. Meno per il gesto tecnico di Tatarusanu, che riesce soltanto a sfiorare il pallone. A fine primo tempo Alex Sandro sfiora il raddoppio imbeccato da Dybala.
SECONDO TEMPO
Sousa inserisce Tello per Chiesa, ma lo spagnolo non si vede granché. La Juve trama gioco ma non punge, controlla il match con un possesso palla lento ma efficace, a bordocampo intanto si scalda gente del calibro di Higuain, Pjaca, Evra, Benatia e Rugani. Il primo a entrare è il Pipita, esce Mandzukic, anche se poco dopo forse Allegri si pente di non aver tolto Alex Sandro: al 70′ infatti da un lancio lungo nasce l’angolo che porta al gol della Fiore, causato da un liscio del brasiliano che lascia una prateria davanti a Tello, provvidenziale Chiellini. Dalla bandierina però parte il cross che permette a Nikola Kalinic di superare Buffon e fare 1-1, Juve gelata. La squadra bianconera era parsa da qualche minuto in calo, è stata colpita al momento giusto. Però la reazione, purtroppo per i Viola, è immediata, tanto che la disperazione per il pareggio dura poco: ancora protagonista Asamoah che apre un varco al limite dell’area, ci si imbuca ancora una volta Khedira, controllo non perfetto, tiro ribattuto, pallone che prende un arco tutto da decifrare, ma che per un qualche motivo finisce proprio sul mancino dell’accorrente Higuain, che non può far altro che metterla dentro. Due a uno e sensazione che stavolta i bianconeri non vogliono proprio rovinarsi l’esordio, meno di tutti Allegri che inserisce Evra ed Hernanes ed erige barricate. Rossi non risolve la grana, Bernardeschi ci crede poco, Kalinic non punge più. Higuain sfiorerà il 3 a 1 su cross dalla destra, poi tocca appena 6 palloni; poco importa, finalmente può festeggiare un esordio con gol, con la sua nuova squadra. Una storia destinata a evolversi in maniera vincente. Di certo la Roma non ci sta (4-0 sull’Udinese), domani scopriremo le prime indicazioni di Inter e Napoli.
TABELLINO
Juventus-Fiorentina 2-1: 37′ Khedira, 71′ Kalinic (Fio), 75′ Higuain
JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Dani Alves, Khedira (88′ Hernanes), Lemina, Asamoah, Alex Sandro; Mandzukic (66′ Higuain), Dybala (84′ Evra). Allenatore: Massimiliano Allegri.
FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu; Tomovic, G. Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Badelj (65′ C. Sanchez), Vecino, Marcos Alonso; Ilicic (80′ Rossi), Chiesa (46′ Tello); Kalinic. Allenatore: Paulo Sousa.
ARBITRO: Davide Massa
AMMONITI: al 54′ Barzagli (Juv) – al 39′ Kalinic, al 44′ Vecino e al 90′ Tomovic (Fio).
[fonte immagine: Ansa]

