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Džeko festeggia con Salah

Si chiude la domenica di Serie A con l’ennesima partita pazza per la Roma di Luciano Spalletti: con il Pescara terzultimo finisce 3-2. Una vittoria sudata per i giallorossi, firmata Džeko (doppietta lampo) e Perotti, ma un plauso va al Pescara di Oddo, che sicuramente ha da rimpiangere un primo tempo regalato, a dispetto di una ripresa giocata molto bene.

PRIMO TEMPO

Il Pescara si presenta a Roma come assoluta sfavorita, sia per la posizione in classifica, sia per le numerose assenze che costringono mister Oddo a presentare una quantomeno bizzarra difesa a tre con i terzini Vitturini e Biraghi ad affiancare Župarić. La Roma è reduce dalla sconfitta con l’Atalanta e la vittoria facile in Europa League, e ha la possibilità di riavvicinarsi alla Juve in classifica portandosi a -4 ma soprattutto l’obbligo di riacciuffare il Milan al secondo posto e di riscavalcare la Lazio, alla vigilia del tanto atteso derby di domenica prossima. L’inizio della partita è da incubo per gli abruzzesi, con il forfait dell’appena rientrato Bahebeck, sostituito dopo 5′ da Caprari, uno dei tanti ex di serata (lui, come Pepe e Crescenzi, è di scuola giallorossa). Il Pescara sembra da subito passivo e arrendevole, Salah lo grazia non approfittando di un’uscita di Bizzarri al limite dell’area su verticalizzazione di Džeko, poi però è lo stesso bosniaco a punire i biancoblù per ben due volte: al 7′ fa tap in su un preciso calcio d’angolo sfruttando una marcatura non efficace di Župarić, al 10′ trasforma un cross morbido di Perotti con un appoggio al volo solo soletto in area piccola (i difensori avversari sbagliano il fuorigioco, Bizzarri non può nulla). Un uno-due devastante che però fa adagiare come spesso accade i giallorossi, mentre gli uomini di Oddo abbozzano una reazione per lo più con alcuni cross tesi di Pepe non tramutati in nessuna chiara occasione. La Roma non accelera ma è sicuramente più pericolosa, sfiora infatti il tris con un bel tiro da fuori di Nainggolan, capitano di serata, ben parato da Bizzarri, e con un colpo di testa troppo alto di Džeko sul finire del primo tempo.

SECONDO TEMPO

Oddo cambia modulo e passa al suo 4-3-2-1, inserendo Valerio Verre al posto di Vitturini, e il risultato è che il suo Pescara gioca un secondo tempo decisamente migliore, convincendo soprattutto sul piano del carattere e della fase offensiva. Dopo un’occasione per Džeko per fare tripletta (verticalizzazione stavolta di Salah, il bosniaco conclude da buona posizione sull’esterno della rete), si fanno vedere gli abruzzesi dalle parti di Szczesny: al 51′ il polacco sventa una clamorosa occasione con la scivolata di Pepe su cross di Caprari che viene respinta praticamente sulla linea di porta; al 57′ cross arretrato di Benali dalla destra per l’accorrente Verre, controllo e tiro col piede mancino ancora respinto dal portiere della Roma. Uno dei leitmotiv della ripresa è proprio lo sfruttamento della fascia destra del Pescara, più volte origine dei mali della Roma. Come al 60′, quando c’è la sgroppata di Zampano, che arrivato a ridosso dell’area passa all’indietro a Memushaj, controllo e diagonale perfetto dell’albanese che supera Szczesny e rimette a sorpresa in partita i biancoblù. Gol meritato per l’atteggiamento nuovo degli uomini di Oddo, ma la Roma non ci sta e fa di tutto per chiudere anzitempo la gara. Nainggolan ci prova con una cannonata da fuori ma non inquadra la porta, poco dopo verrà sostituito da De Rossi perché a pericolo seconda ammonizione. Poi ci pensa l’ex Crescenzi a dare una mano a Džeko e compagni: è il 68′ quando atterra Diego Perotti in area davanti a Manganiello, arbitro di porta, costringendo Irrati a decidere per l’assegnazione del calcio di rigore alla Roma, trasformato senza problemi dall’argentino ex Genoa, al sesto gol in campionato. Sembrano finiti i sogni di gloria del Pescara e invece no, perché con la Roma non si può mai stare tranquilli. Passano infatti tre minuti e il Pescara accorcia ancora una volta le distanze, stavolta Crescenzi fa una buona cosa, crossa in mezzo in maniera pericolosa, Fazio respinge ma la palla finisce in una parte di campo dove non ci sono giallorossi ma c’è Gianluca Caprari, che impatta bene col destro e non lascia scampo a Szczesny. Caprari esulta, lo aveva promesso, dimenticando per un attimo quel debutto con la Roma in Champions e in Serie A che lo hanno mostrato al grande pubblico, prima che si consacrasse in Abruzzo, tanto da attirare le attenzioni dell’Inter. Nella Roma invece è entrato Totti e si vede, il Pupone si esalta in sprazzi di grande calcio e addirittura sfiora il gol olimpico direttamente da calcio d’angolo, ma Bizzarri si salva con un intervento di piede; e il portiere pescarese deve intervenire più tardi anche su Salah e sul tiro da fuori di Strootman per permettere ai suoi di crederci ancora nel finale. C’è un’ultima occasione per il Pescara, ma De Rossi erige un muro sul tiro a botta sicura di Caprari, riportando l’ex compagno sulla terraferma, dopo aver sognato un incredibile sgarbo alla squadra che lo ha scartato. La Roma porta a casa i tre punti, Oddo va a casa ripensando a quello che poteva accadere alla gara con un modulo e un atteggiamento diversi nel primo tempo.

IL TABELLINO

Roma (4-2-3-1): Szczesny; Bruno Peres, Rüdiger, Fazio, Emerson; Strootman, Gerson (71′ Totti); Salah (90′ Vermaelen), Nainggolan (63′ De Rossi), Perotti; Džeko. Allenatore: Luciano Spalletti.
Pescara (3-4-2-1): Bizzarri; Vitturini (46′ Verre), Župarić, Biraghi; Zampano, Brugman, Memushaj, Crescenzi; Benali (77′ Cristante), Pepe; Bahebeck (5′ Caprari). Allenatore: Massimo Oddo
Ammoniti: Rüdiger, Nainggolan, Emerson (R); Biraghi, Župarić, Caprari (P).
Arbitro: Massimiliano Irrati di Modena.
Reti: 7′, 10′ Džeko (R), 60′ Verre (P), 69′ rig. Perotti (R), 73′ Caprari (P).

[immagine presa da sportmediaset.it]