Dopo il successo contro una grande squadra come il Napoli all’Inter spetta un’altra difficile sfida da giocarsi come ospite della Lazio di Vladimir Petkovic, squadra concorrente diretta per un piazzamento Champions e contro la quale non sarà facile ottenere i tre punti necessari a tenere il passo di chi precede in testa alla classifica. L’Inter andrà all’Olimpico per provare a fare “l’impresa”, continuando quel percorso virtuoso che l’ha vista uscire vittoriosa da quasi tutti i big match sino ad ora disputati (Roma esclusa).
Ritrovate le vittorie l’Inter sembra aver ritrovato anche quella fiducia e consapevolezza nei propri mezzi che sembravano essersi smarrite improvvisamente nell’immediato seguito del successo maturato allo Juventus Stadium; dello stesso avviso sembra essere Andrea Stramaccioni, che potendo contrare sul rientro di alcuni “pezzi da 90” ha potuto ritrovare quelle caratteristiche che hanno permesso all’Inter di essere la squadra più vicina in classifica alla capolista Juventus. Inter che s’è fino ad ora dimostrata all’altezza delle grandi sfide, molto meno preparata invece ad affrontare le cosiddette piccole squadre: “Preferisco questo che il contrario!” – così sentenzia il mister romano – “le prove di forza che l’Inter è riuscita a dare negli scontri diretti ci danno la consapevolezza di poter fare bene, i punti persi sono un nostro rammarico ma ci fa dire che c’è un margine di miglioramento. Se avessimo perso con le grandi sarebbe stato peggio”. Un modo di vedere le cose che appare in evidente controtendenza rispetto a quello che è il comun sentire, il mantra de “i campionati si vincono contro le piccole” spesso facilmente decantato nella stragrande maggioranza dei “salotti” televisivi. Ma è lo stesso allenatore interista che spiega il perché di questo suo pensiero: “Come inizio di un progetto preferisco questo, l’Inter ha dimostrato che c’è, questo ci deve dare la forza”, a tal proposito il paragone con la Juventus: “loro come progetto hanno un anno in più e giocatori ideali in ogni reparto e nei cambi. Ha dimostrato di avere più continuità, non solo nei risultati ma anche nella prestazione singola, per questo sono meritatamente davanti”.
Quello che serve all’Inter è adesso dimostrare di potersela giocare con tutti non solo a livello qualitativo, ma anche sulla continuità di rendimento e risultati; una componente spesso decisiva nella storia di una stagione e che fino ad ora è in parte mancata. Il prossimo avversario, inoltre, non è certo ostacolo facile da superare e il mister nerazzurro è il primo a tessere le lodi della squadra biancoceleste: “La Lazio finora ha fatto una grande prima parte di campionato […] è un avversario di primissimo livello del campionato italiano. […] E’ una squadra compatta, pericolosissima davanti. Recupera Klose, il giocatore di punta, ha una grande difesa, è una delle squadre più concrete e complete”. Ancor più considerando il valore conclamato dell’avversario, così come del suo allenatore accolto con scetticismo ma “con il suo lavoro tutti si sono dovuti ricredere”, che l’Inter è chiamata a questo “test importantissimo per dimostrare di saper avere continuità”, come sottolinea Andrea Stramaccioni. Lo si farà nuovamente senza Wesley Sneijder che nonostante le numerose smentite – doverose per non correre il rischio di cadere in pericolose situazioni legali – continua ad essere un “separato in casa”, anche se il mister ci tiene a smentire la voce secondo cui il giocatore avrebbe chiesto vacanze anticipate. Per Andrea Stramaccioni saranno determinanti i “presenti” più che gli assenti – tra questi anche Alvarez che accusa ancora problemi al ginocchio – e tra i primi tesse le lodi di Yuto Nagatomo: “E’ migliorato tantissimo, soprattutto nella fase di non possesso. Ha migliorato l’utilizzo del piede sinistro. Ricordo un gol di Livaja in EL, nato da un cross mancino di Nagatomo. Deve rimanere umile e continuare a migliorare”.
Sarà un caso ma il successo convincente ottenuto il week-end scorso contro il Napoli è coinciso con il rientro dalla squalifica di Antonio Cassano: un giocatore che più di ogni altro ha sino ad ora dimostrato di essere ago della bilancia nel destino della squadra nerazzurra. Stramaccioni stesso che più volte ne ha tessuto le lodi da quando il barese è approdato in nerazzurro non ha potuto esimersi anche questa volta, pur ricordando l’importanza di tutto il gruppo: “Antonio sta vivendo un grande momento, ma non voglio puntare i riflettori su di lui. Il suo segreto è che è diventato un leader. Si sente importante ed è per noi importante. L’Inter ha un grande gruppo e vuole dimostrarlo sul campo”.
Tridente o no, “Giocare con tre attaccanti di ruolo è una risorsa che l’Inter può utilizzare in qualsiasi gara, ma è legata a degli equilibri”, c’è da scommetterci che gran parte delle fortune dei nerazzurri passeranno ancora una volta per il genio imprevedibile di Antonio Cassano.
I convocati
Portieri: 1 Samir Handanovic, 12 Luca Castellazzi, 27 Vid Belec;
Difensori: 4 Javier Zanetti, 6 Matias Silvestre, 23 Andrea Ranocchia, 25 Walter Samuel, 28 Simone Pasa, 31 Alvaro Pereira, 33 Ibrahima Mbaye, 40 Juan Jesus, 42 Jonathan, 55 Yuto Nagatomo;
Centrocampisti: 14 Fredy Guarin, 17 MacDonald Mariga, 19 Esteban Cambiasso, 21 Walter Gargano, 24 Marco Benassi, 41 Alfred Duncan;
Attaccanti: 7 Philippe Coutinho, 8 Rodrigo Palacio, 22 Diego Milito, 99 Antonio Cassano.
