Il Comune accelera i tempi per la riqualificazione dello stadio. Secondo anello più vicino al campo, terzo in sicurezza con fondi comunali.
Il restyling dello stadio Diego Armando Maradona entra nel vivo. A confermarlo è Nino Simeone, presidente della Commissione Infrastrutture e Mobilità del Comune di Napoli, che ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli ha fatto il punto sui lavori in programma. L’obiettivo è chiaro: rendere l’impianto idoneo ad ospitare gli Europei, nel caso in cui la candidatura della città partenopea venga accettata dalla UEFA.
“La riqualificazione del terzo anello è già programmata,” ha spiegato Simeone, aggiungendo che l’intervento sarà finanziato con fondi comunali. “Le vibrazioni che avevano causato la chiusura non rappresentano un problema insormontabile. Il progetto è definito, manca solo il bando e l’affidamento dei lavori.”
Un passaggio fondamentale riguarda la drastica riduzione dei tempi burocratici: inizialmente stimati in oltre 700 giorni, i tempi verranno “più che dimezzati” per accelerare l’iter e rispettare le scadenze UEFA. Simeone ha sottolineato come il progetto non si limiti alla messa in sicurezza, ma punti a un ammodernamento complessivo dell’impianto.
“L’intervento più impattante sarà sul secondo anello, che dovrà essere avvicinato al campo per rispettare i parametri UEFA,” ha dichiarato Simeone, confermando che il nuovo layout garantirà una visibilità ottimale e una maggiore vicinanza del pubblico al terreno di gioco, in linea con gli standard internazionali.
Oltre alla struttura dello stadio, il piano prevede interventi anche su parcheggi e trasporti pubblici, per migliorare l’accessibilità in vista di un eventuale evento continentale. “Siamo in corsa e pronti a intervenire non appena la UEFA ci confermerà come città ospitante,” ha concluso Simeone.
Il sogno europeo di Napoli passa dunque anche dal Maradona, che si prepara a cambiare volto. Un progetto ambizioso che punta a restituire alla città uno stadio moderno, funzionale e all’altezza dei grandi eventi internazionali, nel nome di Diego e della passione di un’intera tifoseria.

