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Lo Stadio Olimpico di Roma

Ieri il Giudice Sportivo ha stabilito che la Curva Nord dello Stadio Olimpico di Roma dovrà rimanere chiusa per le prossime due partite di Serie A della Lazio (vedi articolo). La società biancoceleste ha presentato ricorso per questa squalifica determinata per dei cori razzisti all’indirizzo dei giocatori del Sassuolo Claud Adjapong e Alfred Duncan.

Questa la spiegazione di Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, intervenuto alla radio ufficiale del club Lazio Style Radio 89.3 FM: «In merito alla decisione di squalificare la Curva Nord in occasione delle prossime due gare casalinghe, la società ha predisposto il ricorso e speriamo che ci sia un ripensamento rispetto alla condanna. Le sentenze si debbono rispettare e applicare, rispetto alle decisioni che sono state prese dalle autorità nessuno può fare un’opposizione che non sia quella del ricorso. Le sentenze si possono però analizzare e discutere; in tal senso, credo che sia spropositata rispetto a un referto che è quantomeno discutibile parlando di duemila persone all’interno di un settore che conta settemila persone totali. Non so come siano riusciti a identificarli e quantificarli. Mi chiedo con quale criterio sia stata fatta questa valutazione, ma questo è un aspetto marginale. Questa sentenza è un’applicazione della norma che non tiene conto di una serie di fattori, è un’interpretazione della legge: i latini dicevano “fiat iustitia et pereat mundus”, in questo caso si faccia la legge e si ferisca pure il pubblico della Lazio.

Mi sembra che quella che sia stata presa sia una scelta inquietante, pericolosa che danneggia chi si è abbonato, i tifosi; costituisce un vulnus che pesa sulle spalle della Società anche a livello europeo. Sui buu razzisti bisogna avviare un discorso: ogni forma di razzismo va condannata, ma non è semplice identificarle da forme di contestazione dei tifosi. Ho seguito Lazio-Sassuolo e quando Domenico Berardi ha calciato il rigore tutto lo stadio ha fischiato, ma quello non era razzismo. Mi sembra che il razzismo sia stato interpretato avendo i tifosi protestato contro la decisione dell’arbitro di assegnare il calcio di rigore.

I buu non li ho interpretati come una protesta per il colore della pelle di alcuni calciatori del Sassuolo, ma come una forma di protesta all’indirizzo dell’arbitro che non condannava l’animosità sportiva. Quali sono le differenze tra un buu causato da istinti razzisti e un buu causato da istinti di semplice tifo o protesta? Mi sembra che su questo punto ci sia un pregiudizio politicamente corretto che ha colpito il mondo del calcio: il razzismo va contestato e condannato in ogni maniera, ma bisogna essere attenti a identificarne i giusti fenomeni, altrimenti bastano poche decine di provocatori inseriti in qualsiasi stadio per determinare danni inenarrabili alle società. Lancio un appello ai tifosi: Simone Inzaghi ha rilevato pochi giorni fa l’importanza della presenza dei tifosi e si è augurato che questi possano accorrere allo stadio per sostenere la squadra che, in questo momento, sta dando grandi soddisfazioni ai tifosi, i quali meritano tali gioie. Ora, non danneggiamo la squadra, cerchiamo di essere responsabili e di dimostrare di essere una squadra forte di una tifoseria all’altezza degli obiettivi che si sta ponendo. Se vogliamo andare in Champions League, credo che ci voglia lo sforzo dell’intera squadra, della società, ma anche dei tifosi. Diamoci una mano e contestiamo le sentenze che possono essere sbagliate, ma pensiamo bene agli atti che dobbiamo compiere per non provocare altri errori.

Sappiamo che c’è un pregiudizio contro la Lazio, anche a livello europeo e ne abbiamo pagato nel corso degli anni ed anche in questo momento. Tutti si devono rendere conto che è necessario mantenere comportamenti adeguati, senza però lasciarsi calpestare nei propri diritti e nelle proprie garanzie. Questa penalizzazione credo sia oggettivamente eccessiva frutto di una applicazione burocratica delle norme. Mi auguro che il ricorso possa far ripensare e rivedere questa decisione».

[Fonte: sslazio.it]