Il nuovo metodo arbitrale porta a un aumento del tempo effettivo in Serie A: la media sale a 59 minuti e 24 secondi.
La Serie A ha cambiato volto in questo avvio di stagione, anche sul fronte della gestione arbitrale. Il nuovo metodo introdotto dal designatore Daniele Orsato ha portato a un aumento significativo del tempo effettivo di gioco, con le partite del massimo campionato italiano che registrano diversi minuti in più di pallone in movimento.
I numeri sono stati presentati durante l’incontro con la stampa andato in scena a Lissone, sede del VAR. Come riportato da Tuttomercatoweb, rispetto alla scorsa stagione il tempo effettivo medio è cresciuto di 5 minuti e 5 secondi, mentre il confronto con il campionato 2024/25 evidenzia un incremento complessivo di 5 minuti e 53 secondi.
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La nuova media della Serie A si attesta così a 59 minuti e 24 secondi di gioco effettivo per partita, sfiorando dunque l’ora. Il dato più alto è stato registrato in Atalanta-Cagliari, arrivata a 67 minuti di pallone in gioco. Il minimo, invece, appartiene a Genoa-Frosinone, con 47 minuti effettivi.
Sul tema è intervenuto anche Domenico Messina, direttore tecnico dell’AIA, spiegando il peso avuto dalle nuove indicazioni arbitrali: “Poco poco di meriti ce li prendiamo, il grosso va alle nuove regole e all’atteggiamento di calciatori e allenatori, che hanno capito che il calcio vuole intensità, tempo effettivo più elevato e che conta la palla in gioco. Fatto 100 il merito, prendiamoci un 1”.
I dati confermano quindi un cambiamento nella gestione delle partite, con l’obiettivo di aumentare il tempo realmente giocato.
