SIMONELLI LEGA SERIE A

Il presidente della Lega Serie A Simonelli analizza criticità e opportunità: stadi, diritti tv e vivai al centro del rilancio del calcio italiano.

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha tracciato un’analisi approfondita sullo stato e sulle prospettive del calcio italiano intervenendo al “Merger & Acquisition Summit 2026”. Le sue parole, riportate da Tuttomercatoweb, offrono uno spaccato tra potenzialità e criticità del sistema Serie A.

Simonelli ha evidenziato come il campionato italiano resti attrattivo a livello internazionale: “Già l’Italia è molto attrattativa. Dopo l’Inghilterra, ci siamo noi. Vero che abbiamo arretratezze strutturali, ma è altrettanto vero che questo dà modo agli investitori di arrivare in Italia per investire qui”. Il nodo principale riguarda però le infrastrutture, in particolare gli stadi, ancora lontani dagli standard europei. Il confronto con i top club è emblematico: “Milan e Inter fanno 74mila spettatori di media a partita e ogni anno incassano 70 milioni di euro dallo stadio, mentre il Real Madrid ne fa 250 milioni. Solo con gli introiti da stadio, guadagna quattro volte tanto”.

Nonostante questi limiti, la Serie A mantiene un alto livello di competitività: “Il nostro campionato è sempre molto combattuto: quest’anno l’Inter ha vinto meritatamente con tre giornate di anticipo, l’anno scorso all’ultima giornata. Il nostro prodotto è molto appetito: la Serie A e la Premier League sono le più combattute”.

Altro tema centrale è quello dei diritti televisivi. Simonelli ha sottolineato la necessità di migliorare la diffusione internazionale: “Siamo soddisfatti dei diritti nazionali, meno di quelli internazionali. Stiamo valutando di creare una piattaforma con alcuni investitori. Non è detto che la faremo, stiamo valutando, ma siamo comunque alla fase embrionale”. Una possibile apertura a nuovi fondi, dunque, pur mantenendo il controllo sportivo: “Non si tratterebbe di una ingerenza nella Lega dei fondi internazionali, ma di un ingresso in una società veicolo”.

Infine, uno sguardo più ampio sul rilancio del calcio italiano: “Dobbiamo guardare cosa fanno gli altri Paesi: la Germania è rinata, la Spagna vola coi vivai. Noi abbiamo una carenza strutturale dei vivai. Lo Stato non dà le infrastrutture”. Un problema accentuato anche dalla distribuzione territoriale: “In Sicilia e Calabria abita il 12% della popolazione italiana e ci sono solo due giocatori nei vivai a livello internazionale”.