SIMONELLI LEGA SERIE A

Il presidente della Lega Serie A Simonelli: “La partita a Perth è ancora possibile, ma la FIFA deciderà tutto entro il 18 dicembre”

La suggestiva ipotesi di disputare Milan-Como a Perth, in Australia, l’8 febbraio 2026, è ancora in piedi. A confermarlo è il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, intervenuto in conferenza stampa al termine dell’assemblea dei club. La decisione finale, però, dovrà arrivare entro il 18 dicembre, data indicata come deadline per ottenere il via libera definitivo dalla FIFA.

Non è un’ipotesi tramontata, ma ancora in itinere – ha spiegato Simonelli –. Abbiamo ricevuto molti pareri positivi, tranne quello dell’AFC (la confederazione asiatica), che ha posto due condizioni impraticabili: non riconoscere la gara come partita ufficiale di Serie A e non utilizzare arbitri italiani. Abbiamo chiesto alla FIFA un chiarimento: se consideriamo queste condizioni inaccettabili, possiamo ritenere il parere dell’AFC come favorevole”.

Il presidente ha chiarito che l’incontro con Gianni Infantino, previsto a Doha il 17 dicembre, sarà decisivo. “Il giorno dopo, il 18, avremo un orientamento chiaro. Se la risposta sarà negativa, penseremo a un’alternativa, ma per ora lavoriamo su Perth”.

Le altre novità dall’assemblea

Simonelli ha poi fatto il punto su altri temi discussi in assemblea. Tra questi, la proposta del Milan di mettere un tetto al prezzo dei biglietti del settore ospiti: “Non c’è ancora una linea condivisa, ma è stata istituita una commissione per approfondire. Juventus e Inter si sono dette favorevoli”.

Il presidente ha anche tracciato un bilancio del suo primo anno alla guida della Lega: “Abbiamo ritrovato unità con la FIGC, ottenuto benefici sulle licenze nazionali e introdotto meccanismi di sostenibilità come la riduzione automatica degli stipendi in caso di retrocessione. Abbiamo consolidato i rapporti con il governo e avviato un dialogo costruttivo con il Capo della Polizia”.

Tra i temi affrontati anche la possibilità di una partita di Serie A in chiaro, come auspicato da Pier Silvio Berlusconi: “Lo valuteremo nel prossimo bando, molti italiani lo vorrebbero”.

Infine, sul riconoscimento facciale negli stadi: “È la frontiera, ma ci sono ostacoli legati alla privacy. Negli USA è già realtà. L’obiettivo è rendere lo stadio un luogo sicuro per chi vuole solo tifare”.