Juventus campione d’Inverno con due giornate di anticipo grazie alla vittoria sull’Atalanta e alle sconfitte di Inter e Napoli. Cade anche la Roma mentre risorge la Fiorentina. Il Milan vince ancora contro il Pescara mentre in coda perde il Siena che esonera Cosmi.
Udinese-Palermo 1-1: 33’ Ilicic (P), 89’ Di Natale. L’anticipo delle 18 termina in parità tra Udinese e Palermo. Decisivi i due portieri e il giudice di gara Peruzzo. Sin da subito il Palermo dimostra di essere in partita, sceso in campo con la giusta determinazione e grinta con la voglia di trovare la prima vittoria esterna di questo campionato. Trascinatore di giornata per i rosanero è Ilicic che al minuto 33 sblocca il risultato: si accentra dalla fascia destra e calcia potente dal limite con il sinistro, la palla rimbalza davanti a Brkic che sbaglia completamente l’intervento e regalo in vantaggio al Palermo. Pochi minuti dopo ancora un Ilicic ispirato ubriaca al limite Danilo che dentro l’area lo stende ma per Peruzzo è clamorosamente simulazione e giallo per lo sloveno. Nella ripresa i siciliani hanno diverse occasioni per chiudere la partita in contropiede sfruttando anche la superiorità numerica per il rosso a Heurtaux (eccessiva severità da parte di Peruzzo) a 30’ dal termine. Ma l’Udinese non demorde spinta anche dall’ottima prestazione di Muriel al rientro e allo scadere trova il pareggio ma grazie a Ujkani: palla nell’area palermitana, Muriel calcia potente, Ujkani è attento e ribatte poi la palla resta in area e l’estremo difensore rosanero esce in uscita bassa per bloccare ma si sconta con Munoz consegnando di fatto la palla a Di Natale che a porta sguarnita segna la rete del pareggio conclusione. Un punto che sta stretto alla squadra di Gasperini, poco cinica quando ha avuto l’opportunità di chiudere il match, d’altro canto pareggio sofferto e per certi tratti insperato, soprattutto dopo l’inferiorità numerica, per i friulani che salgono a quota 23 punti avvicinandosi a quota 40, obiettivo dichiarato della società.
Lazio-Inter 1-0: 82’ Klose. Partita emozionante, soprattutto nella ripresa, che vede la prima sconfitta dell’Inter di Stramaccioni contro una big (seconda sconfitta su due per l’allenatore romano contro squadre della sua città). Primo tempo equilibrato dove nessuna delle due squadre osa scoprirsi troppo; la partita resta in bilico senza grosse opportunità né da una parte né dall’altra. Per l’Inter è Guarin a cercare la via del gol con maggiore insistenza con conclusioni da fuori mentre la Lazio si affida alla rapidità e agli inserimenti di Klose. Nella ripresa, con il coincidere del calo fisico delle squadre, la partita si vivacizza. È l’Inter la formazione che sfiora per prima il vantaggio con almeno tre palle nitide. La prima è di Guarin che con un tiro dal limite colpisce il palo pieno lontano con la sfera che poi va nelle mani della difesa biancoceleste; poco dopo è Cassano che dal limite colpisce lo stesso legno su una conclusione di piatto destro deviata da Marchetti che poi ha un riflesso felino sulla ribattuta a pochi passi di Nagatomo. L’Inter preme e la Lazio prova a ripartire in contropiede: Klose ha sui piedi un’occasione d’oro a tu per tu con Handanovic ma sbaglia il controllo regalando la palla al portiere nerazzurro. Al minuto 82 l’episodio che sblocca il match: contropiede nerazzurro fermato per un presunto fallo di Milito su Biava (Cassano era solo davanti a Marchetti), capovolgimento di fronte, palla in profondità di Mauri per il taglio di Klose che di prima con il destro calcia a incrociare per il vantaggio laziale. Nel finale i nerazzurri provano l’assedio ma il risultato non cambia. La Lazio vince 1-0 e si porta a -1 dall’Inter dimostrando che se vuole può tenere testa a chiunque specialmente se il suo portiere come a Torino contro la Juventus mostra di essere uno dei migliori in circolazione. Buona prestazione per l’Inter di Stramaccioni che torna dall’Olimpico con zero punti e molti rimpianti. I nerazzurri hanno poco da recriminare questa sera, solo un conto aperto con credito con la sfortuna. Intanto la Juventus scappa a +7 e ora parlare di scudetto si fa più difficile.
Fiorentina-Siena 4-1: 15’ e 79’ Toni, 18’ Pizarro rig., 44’ Aquilani, 70’ Reginaldo (S). Tutto facile, fin troppo, per la Fiorentina di Montella avere ragione di un Siena rinunciatario e senza mordente. L’inizio è dei migliori per i viola che sin da subito mostrano la loro solita qualità di gioco guidati da Pizarro tornato in campo dopo la morte della sorella. Dopo un buon intervento di Pegolo su conclusione dal limite di Roncaglia al 15’ la Fiorentina passa con Toni che di testa insacca un cross calibrato di Pasqual. Passano solo 3 minuti e la squadra di Montella raddoppia: ancora un cross di Pasqual per Toni che viene abbattuto da Felipe ed è rigore, sul dischetto si presenta Pizarro che realizza anche se Pegolo intercetta e basta. È il 2-0 con la dedica del cileno verso il cielo. Nel finale di tempo Aquilani su cross di Romulo, favorito da una pessima difesa bianconera, realizza il 3-0 che chiude l’incontro. Nella ripresa la Fiorentina continua per la sua strada con il suo gioco sulle fasce. Il Siena prova a scuotersi timidamente, soprattutto su palle inattive ma Neto (che sostituisce Viviano, oggi in panchina dopo la brutta prestazione dell’Olimpico) non è mai chiamato a grandi interventi. Gli uomini di Cosmi non demordono e al 70’ su un contropiede, come un lampo a ciel sereno trovano il gol del 3-1: Rosina serve splendidamente l’accorrente Reginaldo che di destro calcia potentissimo sul primo palo dove Neto non può nulla. Il Siena aumenta la pressione offensiva mentre la Fiorentina pare essere troppo leziosa, ma ci pensa di nuovo Toni a chiudere il match: inserimento centrale di Borja Valero che crossa per Toni che non può far altro che insaccare. Nel finale Aquilani calcia alto un rigore causato da Paci (rosso per doppia ammonizione) per netta trattenuta su El Hamdaoui. Finisce 4-1 per la Fiorentina che vince meritatamente il derby toscano tenendo il passo della Lazio. Per il Siena brutta prestazioni, agli uomini di Cosmi servirà forse la pausa natalizia per ricaricare il prima possibile le energie dopo le fatiche fatte nelle prime giornate nel tentativo di recuperare la pesante penalizzazione. Nella nottata esonerato Serse Cosmi per i senesi.
Catania-Sampdoria 3-1: 29’ Maresca rig. (S), 55’ Paglialunga, 65’ Bergessio, 90’ Castro. Vince in rimonta in Catania contro una Samp che di fatto regge solo il primo tempo. I doriani giocano una buona mezz’ora resistendo alle folate offensive dei padroni di casa e ripartendo in contropiede grazie alla velocità di Icardi. Proprio su una di queste ripartenze il giovane attaccante della Samp viene steso in area da Legrottaglie ed è rigore: sul dischetto si presenta Maresca che spiazza Andujar per il vantaggio doriano. Nell’ultimo quarto d’ora sale il Catania e la Samp perde proprio Maresca per infortunio e con lui tutte le geometrie e la regia del gioco. La ripresa è infatti un monologo catanese. Il pareggio viene agguantato dal giovane argentino Paglialunga che al 55’ raccoglie una sponda di testa di Bergessio e calcia di prima con il destro dal limite, la palla sbatte contro il palo e si insacca per il pari. Il gol dà morale ai ragazzi di Maran che solo dopo dieci minuti completano il soprasso: discesa dalla sinistra di Marchese, cross in area per Bergessio, dimenticato dalla difesa blucerchiata, che di testa da due passi fa 2-1. Non c’è reazione da parte della Sam, è sempre il Catania a fare gioco e nel finale chiude i giochi con Castro che insacca dopo uno scambio con Bergessio. Il Catania vince 3-1 confermandosi come una delle migliori squadre in casa (al Massimino hanno vinto solo Juventus e Milan) e prosegue la sua cavalcata verso il sogno europeo restando a due punti dal Milan. Seconda sconfitta consecutive per la Samp condita da un’altra brutta prestazione dopo quella casalinga contro l’Udinese. La sosta potrà fare bene alla squadra di Ferrara che deve svuotare l’infermeria e cercare di ritrovare il bel gioco delle prime giornate che ormai è solo un opaco ricordo.
Chievo-Roma 1-0: 87’ Pellissier. In una Verona avvolta dalla nebbia il Chievo ha ragione di una Roma che ha mostrato diversi passi indietro dalle ultime prestazioni. La partita è equilibrata sin dal primo minuto con nessuna delle due squadre in grado di prendere le redini del gioco. Il Chievo di Corini è quadrato, copre gli spazi e impedisce agli uomini di Zeman di esprimere il solito gioco e le solite manovre. Il primo tempo si conclude a reti bianche con i due portieri praticamente inoperosi. Nella ripresa la vera protagonista è la nebbia che si abbatte sul Bentegodi. La visibilità scarseggia sempre più con il passare dei minuti fino ad una condizione al limite della praticabilità negli ultimi minuti. Proprio negli ultimi minuti si accende la scintilla che decide il match: lancio in profondità dalle retrovie per il subentrato Pellissier che scarta Giocochea in uscita e insacca a porta vuota per il gol che regala la vittoria ai veneti. L’estremo difensore giallorosso sembra partire in ritardo nella sua uscita forse proprio per la scarsa visibilità. Il Chievo, oggi in una speciale divisa completamente bianca per omaggiare il Natale alle porte, batte la Roma 1-0 senza aver mai sofferto in modo particolare e confermando di essere una squadra cinica, a cui una sola occasione basta per andare a rete. Vistoso passo indietro della Roma di Zeman rispetto alle ultime prestazione. Brutti i giallorossi oggi in campo con un Totti lontano dal fulcro del gioco e con gli altri attaccanti mai capaci di pungere. Nemmeno il rientro in campo di Lamela è riuscito a dare la scossa ai suoi. Con questa vittoria il Chievo sale a 21 punti agguantando l’Atalanta mentre la Roma resta ferma a 29 punti vedendosi allontanare di tre lunghezze la zona Europa.
Genoa-Torino 1-1: 19’ Bianchi (T), 29’ Granqvist. La sfida salvezza della 17^ giornata si decide praticamente nella prima mezz’ora. Entrambe le squadre mostrano di non essere sottotono dal punto di vista del gioco ma solo di risultati. È il Genoa a fare la partita mentre il Torino cerca di ripartire in contropiede con i suoi quattro attaccanti. Dopo 20’ è proprio su una ripartenza che il Toro passa in vantaggio: cross dalla fascia sinistra che coglie clamorosamente impreparata la difesa genoana, per Bianchi, tutto solo, è facile insaccare per il vantaggio granata. Il vantaggio dura però solo dieci minuti: al 29’ dagli sviluppi di un calcio d’angolo Granqvist ne approfitta per insaccare di testa la rete del pari sfruttando una leggera deviazione di Glik sul corner dalla destra. Il Genoa prende morale e fiducia e cerca di trovare il vantaggio ma il primo tempo termina in parità. Nella ripresa ci si aspetta un Genoa con il coltello tra i denti ma come spesso è capitato questa stagione durate il secondo tempo i padroni di casa calano fisicamente ed è il Torino a costruire le migliori palle gol, la più clamorosa con Sgrigna che colpisce in pieno la traversa con una conclusione di sinistro da posizione ravvicinata. Finisce 1-1 con un pari che alla fine non accontenta nessuno. Per il Genoa di Del Neri è il primo pareggio che però non gli permette di smuovere la classifica restano sempre al penultimo posto. In tribuna si è visto Floro Flores, chissà che il suo arrivo a Gennaio non serva a dare una scossa ai rossoblù anche se sicuramente il solo acquisto di Floro Flores non è sufficiente. Il Torino con questo pareggio agguanta il Cagliari in classifica a 16 punti restando di poco al di sopra della zona retrocessione. Gli uomini di Ventura hanno mostrato di avere testa e gioco per fare bene, ma servirà loro essere più cinici in zona offensiva.
Juventus-Atalanta 3-0: 2’ Vucinic, 14’ Pirlo, 27’ Marchisio. Una Juventus impressionante liquida in mezz’ora l’Atalanta di Colantuono. La partenza è fulminate: 80’’ e Vucinic dopo un assist perfetto di Giovinco batte con il piatto destro a girare Consigli. È subito vantaggio bianconero. Gli uomini di Conte come sempre mostrano fame e grinta su ogni pallone ma concedono una ghiotta palla gol a Denis: Marrone sbaglia il controllo di un semplice appoggio e di fatto lancia Denis a tu per tu con Buffon che lo ipnotizza e blocca il suo piatto destro non perfettamente angolato. Dalla possibilità di pareggiare l’Atalanta finisce con il subire il tracollo: al 14’ Pirlo pennella una punizione meravigliosa sulla quale Consigli non può nulla e al minuto 27 Marchisio chiude i giochi per il 3-0 finale. Il rosso a Manfredini complica ulteriormente i compiti dell’Atalanta. Nella ripresa la Juve controlla e amministra il risultato con Giovinco a caccia del gol ma prima calcia alto da ottima posizione poi si fa parare da Consigli un tiro da buona posizione. Finisce 3-0 per i campioni d’Italia che scappano a +7 dall’Inter e si laureano campioni d’inverno con due giornate di anticipo. Atalanta difficilmente giudicabile quest’oggi. Resta solo la clamorosa occasione fallita da Denis sul vantaggio bianconero per 1-0 che avrebbe potuto riaprire le sorti dell’incontro. Bergamaschi fermi a quota 16 in classifica.
Milan-Pescara 4-1: 1’ Nocerino, 51’ Abbruscato (autogol), 56’ Terlizzi (P), 79’ Jonathas (autogol), 81’ El Shaarawy. Vince ancora il Milan ma con più fatica del previsto contro un Pescara che continua a mostrare segnali crescita nonostante il pesante passivo odierno. Passa solo un minuto e il Milan è avanti: gran palla dal limite di Montolivo per El Shaarawy che crossa al centro per il solo Nocerino che insacca a porta vuota. Il vantaggio immediato parrebbe spianare la strada ai rossoneri per una partita facile da controllare ma il Pescara c’è e con il passare dei minuti cresce impegnando almeno in un paio di occasioni Amelia. Il primo tempo termina 1-0 con i rossoneri in vantaggio ma non nel pieno controllo del gioco. Nella ripresa passano solo 6 minuti e un autogol di Abbruscato su cross di Robinho (buona la sua prestazione quest’oggi) regala il doppio vantaggio agli uomini di Allegri. La reazione degli abruzzesi non si fa attendere e dopo solo 5 minuti accorciano le distanze con Terlizzi che si testa su calcio di punizione batte Amelia: è il 2-1 e l’ennesimo gol subito dai rossoneri su palla inattiva. Il Pescara mette in difficoltà il Milan che subisce le offensive dei ragazzi di Bergodi fino all’episodio che dà una svolta decisiva al match: al minuto 79’ cross di El Shaarawy, Jonathas anticipa tutti e insacca nella propria porta per un autogol simile a quello di Abbruscato. La rete del 3-1 taglia le gambe al Pescara che due minuti più tardi subisce il definitivo 4-1 ad opera di El Shaarawy che da pochi passa insacca un assist di Pazzini. Finisce 4-1 per il Milan che ottiene la quarta vittoria consecutiva rimanendo a 5 punti dalla zona Europa. Pescara che resta al terz’ultimo posto della classifica a 14 punti, ma i segnali mostrati oggi in un campo proibitivo come S. Siro possono far ben sperare per il futuro.
Parma-Cagliari 4-1: 20’ Sau (C), 21’ e 86’ Belfodil, 54’ Biabiany, 65’ Valdes rig. Vince in rimonta il Parma di Donadoni contro un Cagliari confusionario che sembra aver perso la scossa data da Pulga e Lopez al loro arrivo. Il primo quarto d’ora non è certo tra i più memorabili: il gioco è spesso spezzettato (non a caso si sfidano le formazione che fino ad ora hanno collezionato più cartellini gialli) e interrotto da falli continui. Al 20’ si sblocca il risultato: lancia in profondità per Sau che scatta in posizione regolare e con un pallonetto scavalca Pavarini in uscita. Neanche il tempo di mettere il pallone al centro e il Parma trova subito il pareggio: cross dalla destra di Valdes e Belfodil di testa insacca per il pareggio parmense. Il primo tempo termina in parità. Nella ripresa è il Parma a giocare meglio e a cercare con maggiore insistenza il vantaggio. Sorpassi che arriva al 54’ con Biabiany che raccoglie da pochi passi un cross deviato da Agazzi sul palo. Il 2-1 trascina il Parma e demorde il Cagliari. Gli uomini di Donadoni chiudono il match al 65’ con un dubbio rigore trasformato da Valdes che spiazza Agazzi. Il gol del 4-1 finale realizzato da Belfodil è un vero capolavoro: protegge palla, salta due difensori e insacca in rete di destro. Il Parma vince con merito questa partita trascinato da un Belfodil in giornata di grazia salendo a 23 punti in classifica mentre il Cagliari perde ancora e resta fermo a 16 punti insieme al Torino e a soli due punti dalla zona retrocessione.
Napoli-Bologna 2-3: 10’ Gabbiadini, 50’ Gamberini (N), 70’ Cavani (N), 86’ Kone, 89’ Portanova. Posticipo spettacolare al San Paolo che vede clamorosamente il Napoli sconfitto tra le mura amiche dal Bologna di Pioli. Il primo tempo è tutto di marca bolognese: dopo soli 10 minuti gli uomini di Pioli sono avanti con Gabbiadini che lasciato solo sul secondo palo addirittura di coscia insacca un cross di Cherubin. Lo svantaggio sembra far riaffiorare nel Napoli gli spettri dell’ultima partita contro l’Inter e subisce gli attacchi del Bologna. Gilardino raddoppia di testa ma il gol viene annullato per un fuorigioco che in realtà no c’è. Ancora il tempo per una ghiotta occasione per Diamanti ma il primo tempo termina 0-1 per i bolognesi. Nella ripresa Mazzarri inserisce Pandev e passa al 4-3-3 e il Napoli cambia faccia. Al 50’ trova il pari con l’ex Gamberini che di piatto da pochi passi insacca un cross di Insigne. Il Napoli si scuote e va vicino al vantaggio con Cavani che lanciato a rete da Pandev calcia contro Agliardi. Pochi minuti più tardi è sempre l’uruguaiano a segnare: cross di Insigne per Cavani che sul secondo palo segna di testa per il sorpasso partenopeo. Il Bologna continua però a crederci e nei minuti finali ribalta il risultato. Al minuto 86 Koné realizza in acrobazia una dei gol più belli realizzati fino ad ora in Serie A, non solo per la bellezza ma anche per il coefficiente di difficoltà elevato. Allo scadere invece è Portanova che di testa, al rientro dalla squalifica, trasforma una punizione calciata dalla trequarti per la vittoria bolognese. Seconda sconfitta consecutiva per il Napoli, la prima stagionale al San Paolo che non riesce a superare l’Inter e si fa agguantare dalla Lazio in classifica. Vittoria importantissima per il Bologna di Pioli che sale a quota 18 punti staccandosi dalla zona calda della retrocessione.
Classifica Serie A 17^ giornata:
Juventus 41, Inter 34, Napoli e Lazio 33, Fiorentina 32, Roma 29, Milan 27, Catania 25, Udinese e Parma 23, Chievo e Atalanta (-2) 21, Bologna 18, Sampdoria (-1) 17, Torino (-1) e Cagliari 16, Palermo 15, Pescara 14, Genoa 13, Siena (-6) 11.
Samuele Zaboi
Foto da: www.legaseriea.it

