La sedicesima giornata vede il ritorno in panchina di Conte con una vittoria della Juve a Palermo. Nel big match di giornata l’Inter batte il Napoli sorpassandolo al secondo posto. Spettacolo Roma mentre il Milan prosegue nella sua rincorsa. Ecco i risultati del week-end

 

Atalanta-Parma 2-1: 4’ Denis, 38’ Peluso, 45’ Amauri (P). L’anticipo delle 18 se lo aggiudica l’Atalanta che batte per 2-1 il Parma e sale a quota 21 in classifica. Il punteggio si sblocca dopo soli 4 minuti con Denis che lasciato colpevolmente solo dalla difesa emiliana segna di testa su un cross dal limite dell’area di Schelotto. La partenza dei bergamaschi è ottima, il gol subito mette in difficoltà gli uomini di Donadoni che subiscono il gioco dell’Atalanta guidata da Maxi Moralez e Bonaventura. Il Parma prova a rialzare la china nella seconda metà del primo tempo ma è ancora l’Atalanta a sfondare con Peluso che segna il più facile dei gol: inserimento in area ancora di Denis che calcia bene con il destro, Mirante respinge ma lascia lì il pallone, arriva Peluso che insacca a porta sguarnita. Sembra una partita a senso unico ma nel finale del primo tempo arriva il gol che riapre l’incontro: cross dalla trequarti per Amauri che stacca altissimo e di testa angola dove Consigli non può arrivare: è la rete del 2-1. Nella ripresa il Parma scende in campo più convinto e determinato riuscendo a creare almeno due nitide palle la gol; la prima clamorosamente sbagliata da Paletta che solo di testa da due passi non inquadra la porta, la seconda con Amauri che sempre di testa sfiora il palo. L’Atalanta si copre per poi ripartire andando vicina al gol con Bonaventura ma il risultato on cambia. L’Atalanta vince con merito mentre per il Parma una nuova battuta d’arresto che costa il sorpasso in classifica ad opera proprio dei bergamaschi.

Roma-Fiorentina 4-2: 7’ Castan, 14’ Roncaglia (F), 19’ e 46’ pt. Totti, 46’ El Hamdaoui (F), 89’ Osvaldo. Partita scoppiettante nell’anticipo serale. La Roma di Zeman come spesso capita parte fortissimo con il piede schiacciato sull’acceleratore. Passano solo 7 minuti e i padroni di casa sono già avanti: punizione di Totti sul secondo palo, va di testa Tachtsidis, palla che scavalca Viviano e Castan insacca. Roma in vantaggio grazie a un errore evidente del portiere viola. Gli uomini di Montella sono bravi a non subire il colpo e la loro reazione è pronta. Passano altri 7’ ed è di nuovo parità. Punizione dalla trequarti per i viola, la difesa giallorossa sbaglia il fuorigioco, Rodriguez appoggia centralmente per Roncaglia che tutto solo non può che insaccare in rete. La partita è spettacolare e dopo soli 5 minuti Totti inizia un’azione con un ottimo controllo sulla trequarti, serve Destro che si invola e la mette in mezzo ancora per Totti che controlla e batte Viviano per il nuovo vantaggio giallorosso. Dopo il vantaggio altre occasioni (soprattutto per i giallorossi con Pjanic e Destro) per cambiare il risultato e allo scadere del tempo lo fa Totti con una conclusione dalla distanza; anche qui pesante errore di Viviano che prima si era parzialmente riscatto con due buoni interventi. La ripresa è spettacolare come il primo tempo: pochi secondo e la Fiorentina si riporta in partita con il subentrato El Hamdaoui che di testa insacca un cross di Borja Valero. La reazione della Roma è veemente con Florenzi e Bradley che vanno vicini a riportare la Roma a due gol di vantaggio sugli avversarsi ma un ottimo Viviano in queste circostanze tiene a galla i suoi. La Roma continua a fare la partita cercando con insistenza il gol ma chi va veramente vicino alla rete (a volte imprecisi i giallorossi) è la Fiorentina che a 3 minuti dal termine ha una doppia occasione: prima Seferovic lanciato rete calcia bene con il sinistro ma Goicoechea si supera in corner. Sugli sviluppi di questa Aquilani colpisce di testa ma Bradley salva sulla riga; nel successivo capovolgimento di fronte Osvaldo (subentrato a Destro) riceve da Totti un pallone che calcia di prima intenzione per il 4-2 finale. Roma che continua la striscia positiva di queste giornate e sale a quota 27 in classifica mentre la Fiorentina viene raggiunta in classifica dalla Roma e si ritrova a ridosso dalla zona Europa League. Questo incontro ha mostrato sicuramente che Roma e Fiorentina sono le due squadre che forse esprimono il più bel calcio del nostro campionato.

Cagliari-Chievo 0-2: 67’ Paloschi, 87’ Thereau. Partita incredibile all’Is Arenas. Il Cagliari domina in lungo in largo costruendo diverse palle da gol, ma a portarsi a casa i 3 punti ci pensa il Chievo di Corini che nelle uniche conclusioni verso la porta sarda trova i due gol decisivi per la vittoria. Primo tempo tutto di stampo cagliaritano che crea diverse occasioni da gol, soprattutto su palla inattiva, ma uno straordinario Sorrentino e anche la sfortuna impediscono ai ragazzi di Pulga di trovare il vantaggio più che meritato. Nella ripresa il canovaccio del match non cambia con i rossoblù che costruiscono attraverso un ottimo gioco diverse occasioni andando a colpire anche un palo Nianggolan. Ma al minuto 67 la beffa è in agguato per il Cagliari: discesa dalla destra di Hetemaj che crossa sul secondo palo dove arriva puntale Paloschi che colpisce di testa, Agazzi prova a smanacciare ma non ci riesce ed è il clamoroso vantaggio veronese. Il gol subito scatena una rabbiosa reazione dei padroni di casa che aumentano maggiormente la loro proiezione offensiva ma a 3 minuti dalla fine una punizione stupenda di Thereau fissa il risultato sul 2-0 finale e regala tre punti d’oro al Chievo. Battuta d’arresto per il Cagliari che ora si vede avvicinarsi alle sue spalle la zona retrocessione, che dista solo due punti. Tre punti d’oro per il Chievo invece che si allontana dalla zona critica della classifica portandosi nella pancia della graduatoria.

Palermo-Juventus 0-1: 50’ Lichtsteiner. Ritorno in panchina vittoria per Antonio Conte. La sua Juventus batte al Barbera il Palermo di Gasperini con un punteggio che alla fine si rivela stretto per le troppe occasioni sprecate dai bianconeri. I campioni d’Italia fanno capire fin da subito le loro intenzioni riversandosi immediatamente nella metà campo rosanero e creando diverse palle gol: prima Vucinic colpisce in modo clamoroso un palo dall’interno dell’area piccola, poi Matri a tu per tu con Ujkani calcia addosso all’estremo difensore palermitano. Il primo tempo finisce 0-0 con gli juventini vicini al gol anche su palla inattiva mentre il Palermo si limita a difendere e a cercare di ripartire sfruttando la velocità di Miccoli ma senza creare di fatto nulla (solamente un gol giustamente annullato per fuorigioco al capitano rosanero). Nella ripresa sotto la pioggia sempre più insistente (il campo al termine dei novanta minuti sarà veramente pessimo) la Juventus cerca di sbloccare il match e ci riesce dopo soli 5 minuti: lancio in profondità per Vucinic che svetta imperioso di petto su Munoz, la mette a terra e ti tacco serve l’accorrente Lichtsteiner che da solo di fronte a Ujkani non sbaglia per il meritato vantaggio bianconero. Nemmeno dopo il gol subito il Palermo riesce a mettere veramente in difficoltà la Juventus che concede al massimo calci d’angolo o punizioni sulla trequarti. Gli uomini di Conte sono abili a ripartire in contropiede (uno di questi provocherà a 15’ dal termine il rosso per doppio giallo a Morganella) con i quali potrebbero chiudere il match ma finisce 1-0. Vittoria ampiamente meritata per i campioni d’Italia che mantengono 4 punti di vantaggio sulla prima inseguitrice che ora è l’Inter. Palermo che con questa sconfitta si vede raggiunto dal Pescara al terz’ultimo posto.

Pescara-Genoa 2-0: 52’ Abbruscato, 73’ Vukusic. Vittoria importantissima nella sfida salvezza per il Pescara di Bergodi che sconfigge il Genoa e si risolleva parzialmente in classifica facendo sprofondare in crisi nera i genoani. Gli uomini di Del Neri però partono bene e nel primo tempo meriterebbero il vantaggio. Prima Borriello si divora un’occasione d’oro: a tu per tu con Perin non riesce a batterlo e si fa parare la conclusione e poi Kucka con un tiro dalla distanza colpisce la parte superiore della traversa (una l’aveva colpita anche Vargas con un traversone velenoso). Genoa che costruire queste nitide palle gol ma non ne concretizza nemmeno una portano il risultato all’intervallo ancora sullo 0-0. Nella ripresa gli abruzzesi scendono in campo con un piglio differente e dopo solo 7 minuti sbloccano a sorpresa il risultato: discesa sulla sinistra di Weiss (uno dei migliori) che la mette in mezzo per l’accorrente Abbruscato che non deve far altro che insaccare. È 1-0 per il Pescara. Del Neri prova a rivoluzionare la squadra inserendo anche Immobile ma è un Genoa povero di idee che finisce con il subire in definitivo gol che chiude il match. Al 73’ ancora Weiss serve Vukusic che calcia in porta. Il tiro è tutt’altro che irresistibile ma Frey si fa scivolare la palla sotto le braccia e regala il raddoppio ai padroni di casa. Vittoria che dà ossigeno e morale agli abruzzesi che tornano alla vittoria mentre questa sconfitta fa calare sulla sponda genoana di Genova la notte fonda.

Siena-Catania 1-3: 10’ Rosina (S), 50’ Castro, 66’ e 82’ Bergessio. Pesante sconfitta casalinga per il Siena che arresta la sua rincorsa verso la salvezza. La partenza degli uomini di Cosmi è stata delle migliori però: dopo soli 10 minuti di gioco i bianconeri passano in vantaggio grazie a Rosina che di piatto sinistro dal limite dell’area su assist di Valiani batte Andujar che non può arrivare nell’angolino basso alla sua destra. Il Catania non si fa demordere e continua a costruire il suo gioco andando vicino al pari con Gomez. La difesa toscana soffre ma riesce a far terminare il primo tempo sull’1-0. Nella ripresa i siciliani partono subito aggressivi e dopo 5 minuti trovano il pari con Castro che scatta sulla linea del fuorigioco e batte Pegolo. L’assist è stato di Bergessio che nel finale di partita sale in cattedra: al 66’ riceve palla da Lodi su una ripartenza a batte Pegolo con un pregevole tocco sotto mentre al’82’ su sponda da corner di Castro realizza la rete del definitivo 1-3. Siena che per tutto il secondo tempo ha fatica a costruire a rendersi pericoloso mentre un ottimo Catania riscatta la sconfitta subita al Massimino contro il Milan e si porta a quota 22 in classifica potendo così continuare a sognare. Siena che invece resta ancorato all’ultimo posto, ma a soli 3 punti dalla salvezza.

Torino-Milan 2-4: 28’ Santana (T), 40’ Robinho, 53’ Nocerino, 61’ Pazzini, 76’ El Shaarawy, 80’ Bianchi (T). Vince di rimonta il Milan e si porta a 5 punti dalla zona Europa. Dopo un inizio di partita equilibrato è un episodio a sbloccare il risultato: Nocerino sbaglia il disimpegno passando la palla all’indietro ma di fatto lanciando Santana che non si lascia sfuggire l’occasione involandosi verso la porta rossonera, dribblando Amelia e insaccando per il vantaggio granata. Il Milan prova la reazione, gioca molto sulle fasce e arriva pericolosamente in area senza riuscire però a sfondare fino al minuto 40: De Sciglio passa la palla rasoterra in area a Robinho che con un finta di corpo manda in tilt Di Cesare e con la punta del piede sinistro trafigge Gillet. È il gol dell’1-1 e con questo risultato si va negli spogliatoi. Nella ripresa si vede un Milan aggressivo e voglioso di portare a casa i tre punti; passano 8 minuti e arriva il vantaggio milanista: ancora un cross dalla fascia sinistra, Gillet esce e smanaccia ma servendo involontariamente Nocerino che ti testa insacca il più facile dei gol riscattando così l’errore del primo tempo. Il Torino a questo punto prova a reagire ma fatica a impegnare Amelia mentre il Milan riparte in velocità. Al minuto 61 gli uomini di Allegri trovano il gol del 3-1 con Pazzini che lanciato a rete si trova praticamente a tu per tu con Gillet e lo trafigge con una botta imparabile sul primo palo. Il gol causa le proteste granate in quanto ritenevano che l’attaccante azzurro si fosse liberato irregolarmente con un fallo su Masiello. Il Torino è scosso e non riesce più a reagire e al minuto 76’ crolla: palla innocua nell’area granata, Gillet la afferra in uscita bassa, ma se la fa sfuggire dalle mani e serve il capocannoniere El Shaarawy che realizza il 4-1 e chiude il match. Inutile il bel gol di testa di Bianchi all’80’ che fissa il risultato sul 4-2 finale. Bene ancora il Milan che prosegue inarrestabile la sua rincorsa alla zona europea mentre con questa sconfitta il Torino si vede risucchiato nelle zone basse della classifica, posizione che forse non meriterebbe per quanto di buono esprime sul campo.

Inter-Napoli 2-1: 8’ Guarin, 39’ Milito, 54’ Cavani (N). Un’Inter cinica ha la meglio di un Napoli poco concreto e si aggiudica il secondo posto in classifica. Nerazzurri praticamente subito avanti al minuto 8: calcio d’angolo che batte Cassano per Guarin che grazie a uno schema si trova solo dentro l’area e di piatto destro al volo batte De Sanctis. È il vantaggio nerazzurro e le cose si fanno complicate per il Napoli che non riesce a ripartire in velocità dato che l’Inter si chiude in difesa. I partenopei sfiorano il pari con Insigne ma a segnare è ancora l’Inter: è il 39’ quando Guarin con una finta manda a vuoto Behrami e serve uno splendido pallone a Milito che controlla e segna tornando al gol dopo quattro giornate. Il primo tempo si conclude sul 2-0 con gli uomini di Stramaccioni che hanno segnato praticamente negli unici due tiri in porta. Nella ripresa il Napoli rischia il tutto per tutto specie dopo la rete rocambolesca di Cavani al minuto 54 che appoggia in rete un pallone che praticamente sembrava non volesse entrare mai. Gli uomini di Mazzarri rischiano nel tentativo di trovare il pari lasciando ampi margini di contropiede per l’Inter. Nel finale potrebbero segnare sia Napoli che Inter ma il punteggio non cambia e termina 2-1. Vittoria con sorpasso per l’Inter che si lancia all’inseguimento della Juventus. Napoli sconfitto ma non ridimensionato dopo questa sconfitta anche se i punti persi negli scontri diretti denotano che a questo gruppo manca ancora qualcosa per diventare finalmente una grande a tutti gli effetti.

Sampdoria-Udinese 0-2: 17’ Danilo, 28’ Di Natale. Bastano 30’ ai friulani per portare a casa i tre punti dalla sfida di Marassi. L’Udinese parte subito forte e con decisione confermando l’ottimo periodo di forma e di aver ritrovato la quadratura del cerchio. La prima occasione è per Di Natale al 16’ ma è attento Romero. Passa solo un minuto e da un calcio d’angolo Danilo realizza il vantaggio bianconero sfruttando anche una pessima difesa doriana. La Samp prova timidamente a reagire ma non riesce a creare praticamente nulla. Al minuto 28 è ancora l’Udinese a passare: Berardi sbaglia un rinvio su una chiusura su Badu colpendo proprio il giocatore bianconero, si inserisce Di Natale che salta Romero e realizza la rete del raddoppio. Il primo tempo si chiude 2-0 con una Sampdoria che non riesce a creare nulla. Nella ripresa, forse complice anche il cambio di modulo, i padroni di casa provano a reagire e a metà del secondo tempo hanno l’occasione migliore:presunto fallo di Allan su Icardi ed è calcio di rigore, sul dischetto si presenta Pozzi che calcia però malissimo il rigore e Brkic intercetta e blocca. Il rigore fallito non abbatte però i doriani che poco dopo hanno un’altra occasione con Icardi ma è ancora ottimo Brkic. I minuti passano e la Sampdoria non riesce a reindirizzare la partita, finisce 2-0 per l’Udinese che vince con ampio merito e sale a quota 22 in classifica alle spalle del Milan. Vistoso passo indietro per la Samp che si ferma dopo il buon pari a Firenze restano fermi a quota 17, nella zona bassa della classifica.

Bologna-Lazio 0-0: Partita equilibrata quella del Monday night della sedicesima giornata di Serie A. Il primo tempo è poco vivace, il Bolgona è più vivace della Lazio che però fatica a costruire il suo solito gioco. Entrambe le formazioni provano a sfondare dalle fasce laterali finendo per annullarsi a vicenda. Le uniche emozioni del primo tempo sono delle conclusioni dalla distanza tranne nel finale di tempo quando Biava va vicino al gol sfruttando un cross di Ciani calciando di prima intenzione con il destro ma Agliardi è attento. Nella ripresa il Bologna aumenta la sua intensità ed è l’unica squadra a rendersi veramente pericolosa. La prima importante occasione è un conclusione dal limite di Guarente che con il sinistro cerca il gol ma la palla si spegne di poco a lato. La seconda palla gol è per Gilardino che con il sinistro impegna seriamente Marchetti nel suo primo vero intervento di serata. Nel finale la Lazio rimane in 10 uomini per una doppia ammonizione di Kozak, il Bologna prova ad approfittarne: Pioli inserisce anche Pasquato ed è proprio il giovane attaccante che al 90’ impegna Marchetti in calcio d’angolo. Finisce 0-0. Punto importante per il Bologna che però nei complessivi 90 minuti appare stretto. Gli uomini di Pioli salgono a 15 staccandosi dal terzultimo posto. Una Lazio non bella e a fatica riconoscibile porta a casa un punto che la fa salire a quota 10 in classifica staccando di una lunghezza Roma e Fiorentina.

Classifica Serie A 16^ giornata:

Juventus 38, Inter 34, Napoli 33, Lazio 30, Roma e Fiorentina 29, Milan 24, Udinese e Catania 22, Atalanta (-2) 21, Parma 20, Chievo 18, Sampdoria (-1) 17, Cagliari 16, Bologna e Torino (-1) 15, Palermo e Pescara 14, Genoa 12, Siena (-6) 11.

Samuele Zaboi

Foto da: www.legaseriea.it