Il direttore sportivo Palmieri traccia il bilancio della sessione estiva, parla della permanenza di Thorstvedt, delle cessioni di Muharemovic e Pinamonti e della sfida contro il Bologna.
Il Sassuolo ha chiuso il calciomercato estivo con una rosa profondamente rinnovata e con l’obiettivo di proseguire nel percorso di crescita iniziato negli ultimi anni. In conferenza stampa dal Mapei Football Center, il direttore sportivo Francesco Palmieri ha analizzato il lavoro svolto dalla società, soffermandosi sui nuovi acquisti, sui giovani del vivaio e sulle principali operazioni concluse durante l’estate.
Come riportato da Tuttomercatoweb, Palmieri ha voluto innanzitutto condividere i meriti del mercato con tutta la struttura societaria, ringraziando proprietà, amministratore delegato, segreteria e scouting per il lavoro svolto durante la sessione. “Sono contento per quello che abbiamo fatto perché io faccio il direttore della prima squadra da 3 anni ma c’è un team che lavora. Volevo ringraziare la proprietà perché mi ha dato la possibilità di fare un lavoro mirato per cercare di costruire una rosa competitiva. Volevo ringraziare l’a.d., Veronica, che mi ha dato grande supporto in tutte le operazioni, senza mettermi pressioni o ansie, cercando di aiutarmi e accompagnarmi. Volevo ringraziare Roberto Felicori, il segretario, che ha vissuto negli ultimi 3 anni accanto a me, ringrazio anche il reparto scouting. Ringrazio Alberto per le parole, penso abbia visto lo sforzo fatto durante tutta l’estate, siamo soddisfatti del lavoro perché abbiamo scelto un allenatore giovane, un allenatore con grandi qualità, penso sia nel posto giusto per esprimere le sue potenzialità. Il mercato è stato faticoso ma tutti gli obiettivi sono stati centrati, abbiamo cercato di allestire questo gruppo con grande attenzione perché volevamo una squadra sulla falsariga degli ultimi anni e speriamo di toglierci le stesse soddisfazioni”.
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Uno dei nomi più discussi è stato quello di Kristian Thorstvedt, rimasto in neroverde nonostante diverse voci di mercato. Palmieri ha ribadito l’importanza del centrocampista all’interno del progetto. “Sono arrivati 9 volti nuovi, due sono stati riscattati, più abbiamo tenuto diversi giocatori di prima fascia, importanti per noi. Qualcuno ha avuto delle richieste, qualcuno ha avuto delle non veritiere richieste, degli approcci. Kristian è un giocatore molto forte e siamo contenti di averlo tenuto qua. Siamo contenti per come si è sempre approcciato al Sassuolo, ha sempre dimostrato attaccamento e quello che succederà d’ora in avanti poi lo vedremo, per noi è importante aver tenuto lui e altri giocatori dimostrando di voler fare le cose per bene”.
Il direttore sportivo ha poi spiegato la scelta di salutare Pinamonti e cogliere l’opportunità di inserire profili più giovani come Bowie ed Esposito. “Sono occasioni che nascono. Abbiamo dato la possibilità a lui di andare e noi abbiamo fatto una scelta diversa, su due ragazzi più giovani come Bowie ed Esposito e speriamo ci possano regalare delle soddisfazioni”.
Ampio spazio anche al tema dei giovani provenienti dal settore giovanile, da sempre uno dei punti di forza della società emiliana. Palmieri ha ricordato il percorso di diversi talenti che stanno trovando spazio nella prima squadra. “Questo è il mio dodicesimo anno qui, il mio terzo anno da direttore della prima squadra e ho visto tanti ragazzi passare nel settore giovanile del Sassuolo che è stato molto florido in questi anni. Ora c’è qualche ragazzo in prima squadra e sono cose sempre da condividere con l’allenatore. Cinquegrano ci sta dando grandi soddisfazioni ma non dimentichiamo Turati, Ghion, Pieragnolo, spero che possano dare ancora grande aiuto alla squadra per il prosieguo della stagione”.
L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare la competitività interna attraverso una rosa completa in ogni reparto. “Sulla falsariga degli ultimi anni si è cercato di costruire una rosa con i doppioni in ogni ruolo, c’è più competizione nella quotidianità, si alza il livello della squadra e penso che Alberto abbia tutto il materiale per mostrare il suo potenziale. Sta trasmettendo un’identità ben precisa al gruppo e può lavorare sulle sue idee”.
Palmieri ha evitato di soffermarsi sulle singole indiscrezioni relative a Bakola, Acerbi e Laurienté, preferendo evidenziare la strategia generale della società. “Noi avevamo una strategia ben definita sin dall’inizio. Avevamo l’input di costruire una squadra competitiva e forte, volevamo portare avanti le nostre idee per cercare di arrivare alla fine del mercato con una squadra che avesse un senso, che fosse coperta in ogni ruolo e che potesse regalarci soddisfazioni”. “Nessuna difficoltà in particolare, è stato molto simile agli altri, grandi difficoltà da parte di tutti ma le difficoltà ci sono state come ogni anno, anzi forse due anni fa ci sono state le difficoltà più grosse. Nella quotidianità ci sono grandissime difficoltà da risolvere ma penso che ci siamo fatti trovare sempre pronti, non fossilizzandoci su una scelta ma avendo più scelte per allestire una rosa come fatto”. “Nel mercato ci sono tanti giocatori che ci propongono, che si osservano. Noi abbiamo cercato di prendere giocatori funzionali per noi, abbiamo fatto scelte importanti allestendo un gruppo forte. Siamo contenti di aver finito il calciomercato con questi calciatori e siamo qui per cercare di passare la palla al campo”.
Sul capitolo esterni, Palmieri ha chiarito come Van Der Brempt sia stato un obiettivo prioritario. “Com’è giusto che sia, nel mercato ci sono tante vicissitudini. Quelle che sono arrivate sono sempre state delle prime scelte per noi, abbiamo portato a Sassuolo chi volevamo con grandissima gioia. Ci sono state tante trattative ma alla fine abbiamo centrato tutti gli obiettivi”.
Il dirigente ha spiegato anche la serenità mostrata durante le settimane iniziali del mercato. “Ero tranquillo perché si stava lavorando già da tempo su diversi obiettivi, ero tranquillo perché sapevo dove volevo arrivare, dove volevamo arrivare alla fine del mercato per concludere il lavoro. Abbiamo avuto un momento di difficoltà perché a parte i non arrivi ci sono stati giocatori al Mondiale, diversi infortunati, è stato un periodo difficile ma io l’ho vissuto con grande serenità e con grande convinzione sull’obiettivo finale. Penso che adesso abbiamo un gruppo numeroso e importante per raggiungere l’obiettivo”.
Sulla filosofia societaria legata alla valorizzazione dei giovani, Palmieri ha aggiunto. “Conoscete tutti la realtà Sassuolo da sempre, impostata sulla valorizzazione dei giovani. Dobbiamo mettere in mostra dei giovani per cercare di creare un futuro al club. Abbiamo una grande proprietà, che fa grandi investimenti, e bisogna cercare anche di portare dei vantaggio sotto l’aspetto economico. Van Der Brempt è stato un obiettivo primario perché non avevamo un giocatore così, ora c’è anche Cinquegrano che sta facendo molto bene ed è tornato dopo due anni di esperienza in Lega Pro con grandissima voglia di dimostrare il suo valore e speriamo possa crescere ancora di più ma questa è la politica del Sassuolo”.
Guardando alla prossima sfida contro il Bologna, il direttore sportivo ha ribadito fiducia nel gruppo costruito per Alberto Aquilani. “Volevo regalare all’allenatore un doppione per ogni ruolo, per poter essere sereno nel lavoro. Domani abbiamo una partita difficilissima contro il Bologna, è una squadra forte, ho avuto la fortuna di giocare a Bologna quando ero giovane. Condivido grandissima amicizia con i dirigenti del Bologna e sono consapevole che sarà una partita dura ma siamo anche noi consapevoli che possiamo affrontarla con grande determinazione”.
Palmieri ha poi raccontato la nascita dell’operazione Esposito. “È stata un’opportunità. Si deve essere sempre svegli e attivi. Io ero sereno perché sapevo dove volevo andare e non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di portare a casa un ragazzo interessante ma sono convinto che con il lavoro di Aquilani possiamo toglierci delle soddisfazioni”.
Infine, il dirigente ha affrontato il tema della crescita dei giovani e delle importanti cessioni concluse durante il mercato. “Fa parte del percorso di tutti i giovani calciatori, è normale che ci devono essere le occasioni giuste. Noi in Italia siamo più attenti sull’inserimento dei giovani, da altre parti hanno già la possibilità di partire da 17-18 anni. Forse qualcuno lo abbiamo perso per strada ma resto dell’idea che se si vuole credere in un certo tipo di progetto bisogna dare spazio ai giovani, di fare, di sbagliare, ma bisogna crederci e deve essere un discorso che nasce dall’alto che deve essere condiviso da tutti. Bisogna anche trovare l’allenatore giusto per dargli la giusta possibilità”. “Tutte le trattative hanno delle difficoltà, è normale che parliamo di loro due che sono due giocatori di prima fascia, sono state trattative impegnative ma abbiamo cercato di fare il meglio per la società e per i ragazzi perché loro sono andati in due club importanti, ma anche con Moro, Iannoni, abbiamo cercato anche di far le cose in una certa maniera per dare sostenibilità al lavoro da fare per una società di calcio e penso che in futuro si debba pensare sempre a questo perché le proprietà hanno grandissimo impegno sotto l’aspetto economico e ci vuole grande rispetto per loro”.
