AQUILANI

Alberto Aquilani si presenta come nuovo allenatore del Sassuolo: entusiasmo, idee chiare e voglia di stupire in Serie A.

CALENDARIO SERIE A 26/27

È iniziata ufficialmente l’avventura di Alberto Aquilani sulla panchina del Sassuolo. Il nuovo tecnico neroverde è stato presentato nella sala stampa del Mapei Football Center insieme al direttore sportivo Francesco Palmieri, ricevendo il benvenuto della proprietà e illustrando la propria idea di calcio. Come riportato da TuttoMercatoWeb, la conferenza ha sancito l’inizio di una nuova era per il club emiliano, tornato in Serie A dopo l’immediata promozione ottenuta nella scorsa stagione.

Ad aprire la conferenza è stato il presidente Carlo Rossi, che ha spiegato le motivazioni della scelta: “È un piacere poter presentare insieme a Veronica Squinzi Alberto Aquilani, un allenatore che ha già fatto parte della famiglia neroverde. Averlo qui rappresenta quanto Sassuolo apprezzi le sue qualità umane e non solo tecniche. Ritrovarlo con noi è motivo di grande soddisfazione e mi auguro che si possano scrivere pagine importanti con Alberto, nel solco della tradizione del Sassuolo. Il club ha sempre creduto negli allenatori nel corso della storia, questo ha permesso a molti allenatori di utilizzare il nostro club come trampolino di lancio e siamo convinti che lui abbia le qualità per proseguire questo percorso”.

Anche Veronica Squinzi ha ribadito la volontà della proprietà di restare sempre più vicina alla società, ringraziando Giovanni Carnevali per il lavoro svolto e Fabio Grosso per il ritorno in Serie A: “Per Alberto è un ritorno, con un ruolo diverso, ma con lo stesso spirito che aveva quando giocava. Ha rappresentato in questi anni una precisa idea che si sposa con il Sassuolo. Siamo convinti che sia la persona giusta per guidare questa squadra e per proseguire un percorso che metta al centro il gioco e la valorizzazione del talento”.

Sulla stessa linea anche il direttore sportivo Francesco Palmieri, che ha definito Aquilani “un allenatore grandissimo con grandissime idee, innovative”, sottolineando come l’obiettivo principale resti quello di consolidare la permanenza in Serie A.

LE PAROLE DI AQUILANI

Emozionato il nuovo allenatore, che ha aperto il proprio intervento dichiarando: “Sono felice e onorato di essere qui, è un posto che ho conosciuto da calciatore dove ho potuto apprezzare tutte queste qualità che sono state elencate, qualità rare oggi nel mondo del calcio. Arrivo da un ruolo differente e spero che restino gli aggettivi che hanno utilizzato. Ringrazio il presidente e il direttore per l’opportunità incredibile”.

Entrando nel merito del progetto tecnico, Aquilani ha spiegato la propria filosofia: “Io porto entusiasmo, il desiderio. L’ambizione di allenare in Serie A lo porto da quando sono piccolo perché qualsiasi persona che si affaccia a fare calcio sogna di fare la Serie A e per me oggi è motivo d’orgoglio. Ho delle idee da proporre ma non ho un mio calcio, ho delle idee chiare che mi piacerebbe trasferire a tutti i componenti del club, alla squadra, ai tifosi. Il calcio oggi è in evoluzione, va avanti, ti deve porre curiosità giornaliera”.

Sul modulo, il tecnico non si è sbilanciato: “Questa squadra è abituata a giocare a 4, io non vengo e dico voglio giocare a 3, sicuramente i principi di gioco sono chiari e in base a quello che sarà decideremo”.

Aquilani ha affrontato anche il tema del mercato, spiegando che esiste piena sintonia con la dirigenza: “C’è una linea condivisa. Si devono cercare dei giocatori con caratteristiche per esprimere quelle idee. C’è da fare perché in alcune posizioni siamo carenti, poi il mercato ha dei tempi e io sicuramente ho delle idee chiare su cosa questa squadra può avere bisogno”.

L’ex centrocampista ha poi raccontato perché abbia scelto Sassuolo: “È stata una scelta naturale. Ho avuto modo di parlare con altri club e io mi sento vicino al Sassuolo e alla famiglia Squinzi come pensiero. Quando credi in determinate cose il lavoro può risultare più semplice”.

Infine, un pensiero per i suoi riferimenti in panchina: “Il mio modo di guardare gli allenatori è stato influenzato da Roberto De Zerbi. Lo stimo, abbiamo condiviso qualcosa e nelle sue squadre ho sempre riconosciuto qualcosa che mi stimolasse”.