SARRI

Maurizio Sarri analizza la sconfitta nel derby contro la Roma e lancia messaggi chiari sul futuro alla Lazio: “Non sono felice, mai stato ascoltato”.

TABELLINO ROMA-LAZIO

La sconfitta nel derby contro la Roma lascia ferite profonde in casa Lazio e le parole di Maurizio Sarri nel post partita confermano tutto il malessere vissuto dall’ambiente biancoceleste. Il tecnico toscano, intervenuto in conferenza stampa al termine della sfida dell’Olimpico, ha parlato senza filtri del proprio futuro e del rapporto con la società, lasciando aperta la possibilità di un addio al termine della stagione. Come riportato da TuttoMercatoWeb, Sarri ha espresso tutta la propria delusione per un’annata che non lo ha soddisfatto sotto diversi aspetti.

L’allenatore della Lazio ha subito affrontato il tema più delicato, quello relativo alla permanenza sulla panchina biancoceleste. Le sue parole sono sembrate un messaggio chiaro alla società: “Avevo detto a giugno. Facciamo questa partita e vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla. Quest’anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Vediamo”.

Dichiarazioni forti, che testimoniano un rapporto non semplice con la dirigenza e che inevitabilmente alimentano i dubbi sul futuro del tecnico. Sarri ha poi fatto un confronto con la realtà vissuta durante la sua esperienza al Napoli, spiegando la differenza tra i due progetti: “Quella era una squadra di livello assoluto, almeno qualitativamente. Era una squadra che era arrivata a una media di 88 punti stagionali, c’erano basi più solide”.

Nel corso della conferenza stampa, il tecnico biancoceleste ha parlato anche del legame con la tifoseria laziale, distinguendo però il rapporto con l’ambiente da quello con la società: “Vedo che non vi importa della partita… Uno deve parlare dell’ambiente e separatamente della società: a livello di ambiente, rimarrei. A livello societario… forse se i piani non collimano è meglio separare. Di piani io non ne ho sentiti”.

Parole che raccontano una frattura importante e che lasciano immaginare settimane decisive per capire quale sarà il futuro della Lazio. Sarri ha poi spiegato l’assenza di Mattia Zaccagni, che non è riuscito neppure a sedersi in panchina nel derby: “Oggi era impossibile: Zaccagni faceva fatica a camminare, figuriamoci a calciare. Nei primi giorni non si può far giocare”.

Dal punto di vista tecnico, l’allenatore ha comunque difeso la prestazione della propria squadra, sottolineando come la Lazio abbia giocato una buona partita per larghi tratti: “La partita… 60 minuti di buon livello, ci siamo trovati sotto per colpe nostre: l’angolo è arrivato da una situazione a nostro favore. Sugli angoli: loro hanno attaccato la palla e noi siamo rimasti fermi. Loro poi, in 10 contro 10, hanno faticato meno. Fino a quel momento, meritavamo molto di più”.

Sarri ha inoltre confrontato questa Lazio con quella della sua prima esperienza nella Capitale, evidenziando un evidente calo qualitativo della rosa: “Quella era una Lazio più qualitativa: ci sono pochi dubbi. Arrivammo secondi infatti. Vedremo se l’anno prossimo sarà l’anno 1… abbiamo tanti in scadenza e tanti che vogliono andare via. Faccio fatica a risponderle”.

Infine, il tecnico ha parlato anche del percorso in Coppa Italia e del rammarico per non essere riusciti ad arrivare fino in fondo: “Chiaro, senza qualità eccelsa era importante. Sembrava però che si giocasse contro una squadra di scarso livello: potevamo fare di più, ma l’Inter ora è di un altro livello. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi che ci sono arrivati, poi abbiamo incontrato una squadra fortissima. Un po’ di rammarico c’è: potevamo fare una partita più coraggiosa”.