EDERSON

L’ex direttore sportivo della Salernitana Sabatini racconta l’intuizione che lo portò a investire su Ederson: “Mi bastò una giocata per capire che era speciale”.

In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Salernitana, ha raccontato i retroscena dell’acquisto di Ederson, oggi punto fermo dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Il dirigente ha spiegato come una singola giocata fu sufficiente per convincerlo a puntare sul centrocampista brasiliano. “Uno stop a seguire in mezzo a due avversari e una corsa bruciante per recuperare il pallone. Sensibilità nello stop e velocità nell’attacco. Pensai subito che potesse diventare un giocatore importante”, ha dichiarato Sabatini.

All’epoca, la Salernitana si trovava in una situazione di classifica molto difficile, ma Sabatini non esitò a muoversi rapidamente per portare Ederson in Italia. Prima dell’acquisto, il dirigente approfondì anche l’aspetto personale del calciatore: “Feci un’indagine sulla sua vita privata, più che sportiva. Avevo fretta: ci serviva subito per dare impulso al centrocampo. E lui lo fece”. Il club granata investì 6,5 milioni di euro per prelevarlo dal Corinthians, una cifra significativa per una squadra considerata virtualmente retrocessa. “Fu bravo Iervolino a dare l’ok: non è facile trovare presidenti disposti a investire in quelle condizioni”, ha aggiunto.

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Il trasferimento all’Atalanta ha rappresentato un passaggio fondamentale nella crescita di Ederson. Sabatini ha elogiato il lavoro di Gasperini: “Lo ha forgiato in tutti gli aspetti complementari: tattica, recupero palla, marcatura. I brasiliani sono spesso predisposti al ‘Ginga’, ma meno alla fase difensiva. Gasp è stato determinante nel completarlo”.

Sulla possibilità di vedere Ederson in una big come l’Inter, Sabatini ha preferito mantenere un profilo basso, pur riconoscendo il valore del giocatore: “Ci sono calciatori che possono giocare ovunque, ed Ederson è uno di questi. Ma non mi spingo oltre: sono un dirigente, non un opinionista”.

Infine, Sabatini ha tracciato un profilo umano del centrocampista: “Fuori dal campo è molto legato alla famiglia, non cerca la vita notturna. È lineare nei comportamenti, anche in allenamento. A Salerno mi fermavo spesso con lui dopo le sedute per spiegargli cosa aveva fatto bene o male. È molto applicato, molto ‘europeo’ da quel punto di vista”.

SCHEDE GIOCATORE FANTACALCIO 25-26