Gianluca Rocchi responsabile arbitri CAN

Presunti segnali dalla sala regia e interventi esterni: il caso solleva dubbi sulla regolarità delle decisioni.

Nuove ombre si allungano sul sistema arbitrale italiano. L’ex arbitro Pasquale De Meo, intervistato dall’AGI e ripreso da Calciomercato.com, ha raccontato presunte dinamiche interne alla gestione del VAR che, se confermate, potrebbero aprire scenari delicati.

Al centro delle dichiarazioni ci sono le presunte modalità operative dell’ex designatore Gianluca Rocchi, che – secondo De Meo – avrebbe comunicato con gli addetti VAR attraverso segnali gestuali. Una pratica che sarebbe stata “nota a tutti nell’ambiente”, basata su codici stabiliti durante riunioni riservate tra arbitri. Tra gli esempi citati, anche il gesto simbolico del “sasso-carta-forbice”, utilizzato per suggerire o correggere decisioni considerate errate.

De Meo ha parlato apertamente di una consuetudine consolidata: segnali effettuati dalle vetrate delle sale operative per influenzare il lavoro di VAR e AVAR. Un sistema che, se verificato, rappresenterebbe una violazione diretta dei protocolli ufficiali, i quali prevedono l’assoluta autonomia degli arbitri video, senza interferenze esterne.

Il punto più critico riguarda la possibile disparità di trattamento: “Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no?”, si chiede De Meo. Un interrogativo che alimenta il sospetto di una gestione non uniforme e potenzialmente in grado di incidere sull’equilibrio del campionato.

L’ex arbitro, pur senza toni trionfalistici, ha accolto con favore l’intervento della magistratura ordinaria, sottolineando come un’indagine esterna possa garantire imparzialità e fare chiarezza su quanto accaduto. La vicenda, destinata a far discutere, potrebbe avere ripercussioni significative sulla credibilità del sistema arbitrale italiano.