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Sei gol e tanto spettacolo nel posticipo domenicale della sedicesima giornata di campionato, un grande Napoli ha rifilato un poker all’Inter portandosi a più sette sui rivali, mai così lontani dalla zona Champions League in stagione.

 

Stasera al San Paolo è andato in scena l’incrocio fra i due allenatori che cercavano la rivincita nei confronti della propria ex squadra: Benítez voleva dimostrare all’Inter di non essere stato lui il problema principale tre anni fa, Mazzarri voleva avere la meglio su De Laurentiis e il Napoli dopo il brusco addio di maggio. A festeggiare è solo l’allenatore spagnolo, capace di battere il rivale al termine di un match pirotecnico, soprattutto nel primo tempo, dove il Napoli si è rifatto in parte della grande delusione per l’incredibile eliminazione in Champions League di mercoledì scorso. Rafa, costretto a vincere per cancellare un momento recente in campionato non proprio felice, ha azzeccato quasi tutto, scegliendo di giocare come in realtà avrebbe dovuto fare l’avversario, cioè lasciando l’iniziativa all’Inter per poi colpire in contropiede sfruttando al meglio i quattro attaccanti e la pochezza difensiva dei nerazzurri, di nuovo colabrodo come la passata stagione. Questa è stata la chiave della gara e qui gli azzurri hanno conquistato i tre punti, perché l’Inter, subito sotto, ha sempre dovuto inseguire e nel tentativo di rimontare ha lasciato ampi varchi nella propria retroguardia, facendo così il gioco dei partenopei, micidiali nel colpire con le accelerazioni di Callejón, Insigne e Mertens e il senso del gol di Higuaín. Certo, non bisognerà far vedere i movimenti difensivi di entrambe le squadre in una scuola calcio, tuttavia a livello tattico Benítez ha dato una lezione al suo avversario, sempre obbligato a lottare fra carenze di organico e infortuni ma colpevole nella scelta di rinunciare alla qualità in mezzo al campo (dov’è Kovacic? Perché riproporre Taïder?) soprattutto perché la folta mediana non riesce comunque a garantire una copertura adeguata lasciando spesso i difensori uno contro uno con gli attaccanti avversari. Non tutto è da buttare nell’Inter, che a dire la verità ha giocato una buona partita pur tra mille difficoltà, riuscendo a riprendersi dopo un uno-due tremendo sul finire della prima frazione e sfiorando anche il 3-3 a metà ripresa, ma per l’ennesima volta i nerazzurri hanno rinunciato a difendere: sembrano dati zemaniani quelli dei gol subiti, undici nelle ultime cinque partite con la porta sempre violata, che si sommano alle sole quattro vittorie (compresa la Coppa Italia) in due mesi e mezzo. È principalmente per questo che il terzo posto si sta allontanando sempre più giornata dopo giornata, e per cambiare la rotta ormai l’unica speranza per i tifosi interisti sembra rappresentata dal primo mercato di Erick Thohir, costretto a rinviare ulteriormente il suo primo successo in campionato dall’ufficialità del passaggio delle quote. Benítez recupera Pepe Reina ma solo per la panchina, titolare va ancora il brasiliano Rafael Cabral come già successo contro Udinese e Arsenal, rispetto alla sfida vinta contro gli inglesi tornano Réveillère (non in lista UEFA, gli fa spazio Armero) e Insigne (per Pandev, cresciuto nel settore giovanile nerazzurro), manca sempre Hamšík fuori ormai da oltre un mese e out fino al 2014. I ballottaggi in casa Inter li vincono Rolando (fuori Juan Jesus, disastroso contro il Parma e non solo), Nagatomo (al rientro dal primo minuto dopo l’infortunio, preferito al capitano Zanetti) e Taïder (di nuovo in panchina Kovacic), Guarín è il trequartista alle spalle di Palacio e in panchina si rivede anche Mauro Icardi, out da due mesi in cui si era fatto notare per una frequente attività su Twitter e la storia con Wanda Nara. Arbitra Paolo Tagliavento della sezione di Terni, fortemente criticato in Svizzera per la direzione di gara mercoledì in Schalke 04-Basilea.

PRIMO TEMPO
È di Cambiasso il primo sussulto della partita, al 7′ l’argentino si ritrova solo poco dentro l’area di rigore sugli sviluppi di un calcio d’angolo ma colpisce male e manda sul fondo. Il brivido è come se svegliasse il Napoli, che poco dopo reagisce e trova subito il vantaggio: lancio di Inler destinato a Callejón, Nagatomo anticipa l’ex Real Madrid di testa ma maldestramente rinvia verso il centro dell’area, proprio dove è appostato Gonzalo Higuaín che approfitta del regalo e con un sinistro al volo fredda Handanovic sbloccando il match. Secondo gol consecutivo con il mancino per il sensazionale attaccante argentino, l’ottavo in questo campionato. È pericolosissima la formazione padrona di casa in contropiede, un minuto dopo il vantaggio (11′) Mertens impegna Handanovic con un tiro insidioso che il portiere controlla non senza qualche affanno, l’Inter replica con una conclusione da fuori di Nagatomo (para Rafael) e una botta dal limite di Guarín (alta) ma soffre tremendamente quando viene puntata in velocità, al 25′ Higuaín allarga sulla destra per Insigne il cui tiro sbatte sull’incrocio dei pali negando il primo gol in campionato al gioiello partenopeo. Alla mezz’ora punizione di Taïder battuta verso il centro, Palacio scatta bene eludendo la difesa avversaria ma calcia fuori praticamente solo dentro l’area, è comunque un segnale della presenza offensiva dell’Inter che al 35′ perviene al pareggio: buon lavoro di Guarín sulla destra e cross verso il centro, Palacio fa velo, Álvarez forse la sfiora, da dietro si inserisce Esteban Cambiasso che col sinistro mette dentro il suo quarto gol in campionato. Il pareggio dura però soltanto quattro minuti, come contro il Parma l’Inter non riesce a tenere quanto prodotto e concede subito dopo, al 39′ Higuaín manda in contropiede Džemaili, lo svizzero recupera su Ranocchia e tiene palla attendendo l’arrivo di Dries Mertens, destro dell’olandese che prende l’effetto giusto e il Napoli è nuovamente avanti. Seconda rete in Serie A per l’ex PSV Eindhoven dopo quella alla Fiorentina, l’esterno arrivato quest’anno è protagonista al 41′ anche dell’azione del tris, suo infatti il tiro dal limite che Handanovic salva non respingendo però lontano il pallone, lì in zona c’è Blerim Džemaili il quale non ha problemi a ribadire in rete. Sembrerebbe mortale il doppio morso del Napoli ma l’Inter ha la forza di reagire e nel secondo dei due minuti di recupero decretati da Tagliavento rientra in partita, ancora bravo Guarín con un controllo dentro l’area e tiro-cross sul secondo palo, Palacio è superato ma sbuca da dietro Yuto Nagatomo e all’intervallo si va sul 3-2 con l’ennesima dimostrazione di quanto gli esterni siano fondamentali per il gioco di Mazzarri.

SECONDO TEMPO
I ventidue che hanno dato vita al fantastico primo tempo rientrano in campo anche per la ripresa, Higuaín ha la palla del poker ma è bravissimo Rolando a recuperare ed entrare in scivolata prendendo il pallone e mandandolo in calcio d’angolo. Al 54′ bella giocata di Insigne in area e destro a giro sul quale Handanovic si distende, chiamato in causa anche Rafael su tiro da fuori di Nagatomo, mentre all’ora di gioco un destro dal limite di Callejón viene leggermente sporcato da Campagnaro, la cui deviazione risulta decisiva per mandare il pallone fuori dallo specchio. L’Inter preme tanto, specialmente sulle fasce dove il Napoli di norma soffre: prima Nagatomo con una bella giocata palla al piede semina il panico e mette in mezzo con Rafael provvidenziale, poi Palacio si invola sull’out di destra e pesca Guarín in mezzo ma il portiere acquistato dal Santos è prodigioso e salva con la faccia il risultato, facendosi anche male e costringendo Tagliavento a fermare il gioco per tre minuti. Quando si riprende gli ospiti, positivi in questa frazione, rimangono in dieci per l’espulsione di Álvarez, ammonito per la seconda volta dopo un fallo di mano a centrocampo (giusto, ma si può discutere sul primo giallo), e dal 71′ in poi il Napoli capisce che può amministrare la parte rimanente di gara per arrivare senza problemi ai tre punti, nonostante l’Inter vada ancora vicina al pari al 79′ con una girata di Palacio però troppo debole per impensierire Rafael. A nove minuti dalla fine la partita si chiude: discesa di Insigne sulla sinistra, quando tutti pensano che il giocatore azzurro possa rientrare sul destro per calciare lui invece crossa con il mancino sul secondo palo dove c’è José Callejón che da pochi passi fa 4-2 e raggiunge Higuaín a otto reti. Non c’è più molto da discutere, nel finale i padroni di casa potrebbero addirittura andare di goleada ma Goran Pandev, appena entrato, si procura un rigore per fallo di Ranocchia e decide di calciarlo al posto di Insigne facendoselo però parare da Samir Handanovic, al primo penalty senza subire gol in maglia Inter (ne aveva parato uno al Rubin Kazan ma poi Ryazantsev aveva segnato sulla ribattuta, l’ultimo non subito era stato il 13 maggio 2012 contro il Catania – Gómez tirò fuori – e l’ultimo ribattuto il mese prima in casa del Chievo su Théréau).

È una grande vittoria quella del Napoli, di nuovo vittorioso in Serie A dopo il 3-3 contro l’Udinese, la squadra di Benítez tiene il passo della Juventus (4-0 facile al Sassuolo con tripletta di Tévez) e mette pressione sulla Roma, al momento distante solo due punti ma impegnata nel posticipo in casa del Milan, in attesa di chiudere l’anno con la trasferta di Cagliari. Seconda sconfitta in campionato per l’Inter, è un momento piuttosto negativo per Mazzarri (fischi e applausi nella sua prima serata da ex al San Paolo) con soli tre punti ottenuti nelle ultime quattro partite, il 2013 devastante dei nerazzurri si sta per concludere ma c’è ancora un passaggio prima delle vacanze di Natale rappresentato dal derby di Milano.

IL TABELLINO
Napoli (4-2-3-1):
Rafael Cabral; Maggio, Fernández, Albiol, Réveillère (91′ Pandev); Džemaili, Inler; Mertens (87′ Armero), Callejón, Insigne; Higuaín (78′ Behrami). Allenatore: Benítez
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro (82′ Icardi), Ranocchia, Rolando; Jonathan, Taïder (61′ Kovacic), Cambiasso, R. Álvarez, Nagatomo; Guarín; Palacio. Allenatore: Mazzarri
Arbitro: Paolo Tagliavento di Terni (Giallatini – Dobosz; Liberti; Orsato – Doveri)
Reti: 9′ Higuaín, 35′ Cambiasso (I), 39′ Mertens, 41′ Džemaili, 45′ +2′ Nagatomo (I), 82′ Callejón
Espulso: R. Álvarez (I) al 71′ per doppia ammonizione
Ammoniti: Insigne, Inler (N), Ranocchia (I)
Note: al 92′ Handanovic (I) ha parato un calcio di rigore a Pandev (N)

[Immagine presa da corrieredellosport.it]