Il tecnico del Cagliari Pisacane analizza la sconfitta contro il Como tra la rabbia per le decisioni arbitrali e la difesa del progetto giovani.
La sconfitta interna della Unipol Domus contro il Como lascia in dote al Cagliari non solo zero punti, ma anche una scia di polemiche che Fabio Pisacane ha deciso di non ignorare. Il tecnico rossoblù, solitamente pacato e restio a commentare le direzioni di gara, ha scelto la sala stampa per lanciare un segnale forte, come riportato accuratamente dal portale centotrentuno.com.
Il punto di rottura riguarda la gestione dei cartellini e degli episodi chiave che peseranno anche sulle prossime sfide. “Arbitro? Faccio un’eccezione e ne parlo dai. Mi dispiace perché non giudico mai le situazioni di gioco però ora per queste scelte non avremo Esposito a Pisa. E questo mi fa arrabbiare”, ha esordito l’allenatore, visibilmente contrariato per la squalifica del suo giocatore. Pisacane ha poi rincarato la dose: “Forse sono stato troppo buono, ma buono sì ma… e sapete cosa voglio dire no. Questa bontà ha spostato sempre l’episodio dall’altra parte, ma ora mi sono anche stufato”.
Nonostante il nervosismo per il fischietto, il tecnico ha riconosciuto il valore dell’avversario senza però sminuire la prestazione dei suoi ragazzi, capaci di tenere testa a una delle formazioni più attrezzate del campionato. Il Como ha vinto grazie a una giocata individuale, un “eurogol” che ha spezzato l’equilibrio di un match che il Cagliari ha interpretato con coraggio. “Sono più i meriti nostri che hanno portato il Como a giocare così come hanno fatto oggi. Potevano sbloccarla solo con una prodezza così”, ha ammesso Pisacane, guardando con fiducia al rientro degli infortunati: “Quando recupereremo 6-7 giocatori sicuramente saremo più competitivi”.
Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato i singoli, in particolare il giovane Liteta, arrivato in Sardegna con il peso di dover imparare in fretta i dettami del calcio italiano. “Io ho grande fiducia in lui perché ha un potenziale che ancora deve mostrare”, ha spiegato il mister, sottolineando come l’inserimento graduale sia una responsabilità che si è assunto personalmente.
Infine, Pisacane ha risposto con ironia alle punzecchiature di Cesc Fàbregas sulle condizioni del terreno di gioco, smentendo categoricamente l’esistenza di tattiche legate all’altezza dell’erba per rallentare il palleggio dei lariani. “Sinceramente non era un piano tenere l’erba alta, riduttivo parlare del campo non bagnato o di altro. A Fabregas piacciono altri terreni ma questo è il nostro campo, non abbiamo fatto nessuna strategia”. Il messaggio finale è per i suoi giovani, ai quali chiede di restare con i piedi per terra: “Devono prendere gli applausi ma restare umili perché il calcio è una fabbrica di illusi e noi dobbiamo difenderli”.
