HILJEMARK

Il tecnico nerazzurro Hiljemark contesta l’atteggiamento dei suoi nel derby del Franchi: “Senza coraggio la salvezza è un miraggio, bene l’impatto di Cuadrado”.

La sconfitta nel derby contro la Fiorentina lascia l’amaro in bocca al Pisa, ma è soprattutto l’approccio alla gara a tormentare Oscar Hiljemark. Il tecnico svedese, intervenuto in conferenza stampa, non ha usato giri di parole per descrivere la prestazione dei suoi uomini. Come riportato da firenzeviola, l’allenatore ha puntato il dito contro l’emotività dei nerazzurri: “Il primo tempo non abbiamo giocato. Non è possibile entrare con la paura che ho visto perché non abbiamo niente da perdere”.

Hiljemark ha evidenziato una netta spaccatura tra le due frazioni di gioco. Se nella ripresa la squadra ha mostrato segnali di risveglio, i primi 45 minuti sono stati definiti inaccettabili sia sotto il profilo tecnico che mentale. “In entrambe le fasi abbiamo sbagliato nel primo tempo. Abbiamo concesso tante occasioni a loro senza sfruttare gli spazi che ci lasciavano”, ha spiegato il tecnico, aggiungendo però con rammarico che, nonostante la crescita nella ripresa, “devi fare gol nelle situazioni che arrivano”.

La lotta per la salvezza resta un obiettivo complicatissimo, ma Hiljemark non vuole ancora arrendersi, a patto di cambiare radicalmente mentalità: “Per me ci sono ancora 36 punti da giocare, è difficile ma la possibilità c’è. Se giochiamo come i primi 45 minuti sarà però impossibile salvarsi”. Il paragone corre subito alla sfida contro il Milan, dove il Pisa aveva mostrato un volto coraggioso: “Oggi ho visto tanta paura. In questo momento non devi pensare alla salvezza, devi uscire a giocare con la testa leggera, perché con paura non funziona”.

Un segnale positivo è arrivato dal ritorno in campo di Juan Cuadrado, apparso in buona forma nonostante l’autonomia limitata: “Lui è entrato bene in campo. In questo momento non può giocare più di 25-30 minuti, stiamo lavorando su questo”. Infine, Hiljemark ha commentato il suo approdo in Italia, lodando l’evoluzione del nostro campionato: “La Serie A è cresciuta tanto, è più fisica e molte squadre giocano uomo a uomo in pressione. Io voglio allenare qui proprio per questa qualità”. Ora il Pisa è chiamato a reagire subito: la rincorsa alla permanenza in categoria non ammette altri approcci timorosi.

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