Nel posticipo dell’undicesima giornata di Serie A l’Inter ritrova la vittoria in trasferta dopo il pareggio di Napoli: a Verona apre Borja Valero col suo primo gol nerazzurro, pareggia Giampaolo Pazzini su rigore assegnato tramite VAR e poi decide Ivan Perišić.
È record. Mai nella sua storia l’Inter aveva raggiunto ventinove punti dopo le prime undici giornate: lo stesso ruolino di marcia iniziale, nove successi e due pareggi, era avvenuto nelle stagioni 1952-1953 e 1988-1989 (poi terminate con la conquista del campionato), ma in quella circostanza i punti per vittoria erano due e non tre. La squadra di Luciano Spalletti ha conquistato questo primato, che curiosamente non vale la testa della classifica perché lì davanti c’è il Napoli schiacciasassi, in una serata insidiosa dove non ha certo avuto la precisione dei giorni migliori, permettendo a un Verona volenteroso ma con evidenti lacune tecniche di restare in partita fino alla fine. Il primo gol in nerazzurro di Borja Valero è servito come il pane per sbloccare un match che dopo mezz’ora era decisamente spento, senza occasioni degne di nota, quello di Ivan Perišić ha riportato gli ospiti avanti dopo che avevano fatto di tutto per consentire il pareggio gialloblù, con una serie di errori costati il rigore assegnato dall’arbitro Claudio Gavillucci dopo la verifica al VAR e trasformato dall’ex Giampaolo Pazzini, mandato in campo da Fabio Pecchia proprio per battere dagli undici metri, quando sul dischetto si era già posizionato Alessio Cerci. È una vittoria non certo spettacolare ma di fondamentale importanza, in un campionato dove nessuno stecca e in cui ogni passo falso fuori dagli scontri diretti costa tantissimo, confermata la tradizione che le piccole alle grandi della classifica non riescono a prendere nemmeno le briciole.
PRIMO TEMPO
Preme l’Inter in avvio ma produce solo delle conclusioni alte di Perišić e Vecino, così la prima occasione è del Verona al 9’ con Rômulo che scappa via a Nagatomo e tocca centralmente verso Cerci, murato da un’ottima chiusura di Miranda. Icardi al 17’ va a recuperare palla a centrocampo e poi chiude l’azione, proseguita da Candreva, con un destro strozzato dal limite, è questa l’unica volta che il centravanti si fa vedere in un tempo dove per il resto anche l’Inter non è così incisiva. Succede molto poco, finché al 36’ Candreva non effettua un gran cross dalla destra sul secondo palo, la difesa scaligera pensa solo a Mauro Icardi e non a Borja Valero, lo spagnolo si inserisce e col destro dal limite dell’area piccola fa secco Nicolas. Torna a segnare l’ex Fiorentina, che proprio in viola aveva fatto l’ultimo gol l’11 febbraio contro l’Udinese, rete utilissima perché gli ospiti stavano faticando e creando poco.
SECONDO TEMPO
Icardi continua a vedersi poco, la palla buona ce l’ha al 48′ su invito di Perišić ma calcia alto, lo stesso fa Vecino due minuti più tardi. Perišić, in ombra per un’ora, spreca un contropiede che doveva essere gestito sicuramente meglio e Nicolas para, sul capovolgimento di fronte Cerci si libera per il tiro e non trova la porta per poco. L’ex Milan un minuto più tardi si avventa su un rinvio di D’Ambrosio finito addosso a un avversario, su pessima gestione della palla da parte interista, e Handanović lo travolge mancando il pallone, l’arbitro fa proseguire ma quando il gioco si interrompe non lo fa riprendere e aspetta un segnale dal VAR: ci vogliono quasi tre minuti, ma alla fine dopo aver verificato a bordocampo Gavillucci assegna correttamente un calcio di rigore evidente per i padroni di casa. Appena viene indicato il dischetto Pecchia fa entrare Giampaolo Pazzini per l’invisibile Kean, l’ex si incarica della battuta quando era già pronto Cerci a battere e spiazza lo sloveno, 1-1 e quarto gol in campionato sempre dagli undici metri, terzo da subentrato. La reazione dell’Inter è però da grande squadra, su corner di Candreva Vecino di testa colpisce la parte alta della traversa, poi ancora il 77 con un tiro-cross impegna Nicolas che mette in angolo, dalla battuta Heurtaux respinge centralmente al limite dell’area proprio dov’è appostato Ivan Perišić, destro potentissimo e il portiere dell’Hellas non ha nemmeno il tempo di intervenire nonostante gli passi vicino, nuovo vantaggio ospite e splendida coordinazione del croato, fin lì tra i peggiori. C’è metà tempo per il Verona, ma nonostante l’ingresso anche di Lee l’unica mezza occasione è un cross di Fares da sinistra sul quale Pazzini in scivolata non arriva di poco, i cinque minuti di recupero si chiudono con una dubbia simulazione del giocatore della Corea del Sud al limite dell’area.
L’Inter sorpassa nuovamente Juventus e Lazio, perché pur avendo chiuso l’ultima partita (contro la Sampdoria) in testa alla classifica per effetto delle sole vittorie altrui aveva iniziato questa in quarta posizione, prima della sosta i nerazzurri giocheranno in casa col Torino alle 12.30. Per il Verona, che resta penultimo a sei punti assieme al Genoa e fallisce così la possibilità di uscire dalla zona retrocessione, sfida salvezza a Cagliari.
IL TABELLINO
Verona (4-4-2): Nicolas; Rômulo, Caracciolo, Heurtaux, Souprayen; Verde, Fossati, Bessa (64′ B. Zuculini), Fares; Cerci (79′ Lee), Kean (58′ Pazzini). Allenatore: Pecchia
Inter (4-2-3-1): Handanović; D’Ambrosio, Škriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Gagliardini; Candreva (74′ Brozović), Borja Valero (78′ João Cancelo), Perišić; Icardi (86′ Éder). Allenatore: Spalletti
Arbitro: Claudio Gavillucci della sezione di Latina (Crispo – Di Vuolo; Baroni; VAR Irrati; A. VAR Preti)
Reti: 36′ Borja Valero, 59′ rig. Pazzini (V), 67′ Perišić
Ammoniti: Fares, Pazzini, Heurtaux, Lee (V), Gagliardini, Brozović (I)
[Immagine presa da corrieredellosport.it]
