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Grande prova di solidità dei nerazzurri al Bentegodi, un gol per tempo e quarto posto momenteaneamente ottenuto.

 

Quarti per una notte e poi chissà. L’Inter si guadagna almeno ventiquattro ore nella piazza più nobile della zona non-Champions League e lo fa dopo novanta minuti di ottima qualità sul difficile campo dell’Hellas Verona, vincendo un match controllato per gran parte della sua durata e soffrendo pochissimo. La metamorfosi della squadra di Mazzarri, riuscita dopo tanto tempo a rivincere con più di un gol di scarto (9 novembre, 2-0 al Livorno, quasi un girone fa) e a pareggiare i punti avuti l’anno scorso alla stessa giornata (quarantasette), è dovuta a molteplici fattori: innanzitutto una ritrovata serenità difensiva, perché dopo la sconfitta contro la Juventus, peraltro l’ultima disfatta in ordine di tempo, i gol subiti sono stati solamente due, uno ininfluente nel successo di Firenze e uno, su rigore, costato il pari casalingo contro il Cagliari. Stasera Handanovic si è dovuto sporcare i guanti solo al novantesimo, merito anche di una difesa attenta e capace di non soffrire nonostante la mancanza di Samuel, con Ranocchia ritrovato e la “solita” conferma di Rolando. Oltre alla retroguardia un altro fattore è senza dubbio l’innesto di Hernanes, sempre uscito vittorioso dal campo quando è partito titolare in maglia nerazzurra, il Profeta ha faticato nel primo tempo salvo distinguersi nella ripresa, con una traversa su punizione e l’apertura per Jonathan (tornato ai livelli di inizio stagione) sullo 0-2, un giocatore del genere è capace di creare gioco da solo e ha fatto la differenza in mezzo al campo, dove il Verona da quando non ha più Jorginho non a caso ha avuto un evidente calo di risultati, uscendo fuori dalla zona Europa League dov’era salito fino a metà gennaio grazie alle geometrie del centrocampista ora al Napoli. Infine, ultimo ma non in ordine d’importanza, c’è Rodrigo Palacio: con un giocatore così è facile trovare la via della rete (l’Inter ha timbrato il cartellino in venticinque partite su trentuno stagionale, e quattro volte a secco sono state a gennaio, dove il Trenza ha sofferto un evidente calo fisico) e risolvere i problemi offensivi, con l’argentino in stato di grazia e la porta inviolata è pertanto quasi inevitabile raggiungere risultati importanti e rilanciarsi per agganciare la zona europea. Il Verona ha perso perché non ha fornito una prestazione all’altezza di altre situazioni, Mandorlini in questo è stato sfortunato nel dover rinunciare ai titolari Agostini, Juanito Gómez e Hallfreðsson, sostituiti rispettivamente da Albertazzi, Donati e Sala, quest’ultimo schierato per completare il tridente d’attacco formato da Toni e Iturbe. Per Mazzarri solo un cambio rispetto al vittorioso 1-0 sul Torino, con il debutto da titolare di Danilo D’Ambrosio al posto di Nagatomo, messo fuori causa da un affaticamento muscolare.

PRIMO TEMPO
Grande approccio alla partita degli ospiti, tempo quattro minuti e mezzo e Mauro Icardi, su cross morbido dalla destra di Guarín, colpisce la parte alta della traversa con un bel colpo di testa, sul rinvio corto di Maietta palla a D’Ambrosio che svirgola sul fondo. Il centravanti argentino, alla terza di fila da titolare dopo i tanti problemi fisici accusati in stagione, ha un’altra chance simile un centinaio di secondi più tardi, stavolta però la sua incornata non trova né la porta né la deviazione di un avversario come sperava. È quasi una logica conseguenza che l’Inter vada in gol dopo questo ottimo avvio, al quarto d’ora il muro del Verona crolla quando Jonathan sfonda sulla destra mettendo letteralmente a sedere Albertazzi, lo scivolone del giocatore cresciuto nel settore giovanile del Milan spiana la strada al brasiliano che arriva sul fondo e mette in mezzo, facilissimo per Rodrigo Palacio appoggiare in rete indisturbato dal limite dell’area piccola. Record italiano per il numero otto, al tredicesimo gol in campionato, e festeggiamento migliore possibile per celebrare il rinnovo contrattuale fino al 2016 firmato nella giornata di venerdì. Il Verona subito lo 0-1 prova ad alzare il baricentro, Marquinho è pericoloso con un tiro da fuori con il destro di poco a lato e Toni protesta animatamente con il direttore di gara Banti per un presunto rigore ai suoi danni per fallo di Ranocchia (giusta la decisione dell’arbitro di lasciar proseguire) ma per il resto la manovra degli scaligeri non lascia tanto spazio allo spettacolo, l’Inter accetta di dover subire una fase di attesa e prova a colpire con delle ripartenze, nella più pericolosa Jonathan fa proseguire per Guarín, destro forte sul primo palo con Rafael attento. Nerazzurri in controllo del punteggio all’intervallo.

SECONDO TEMPO
Nessuna modificazione nei rispettivi schieramenti, la maggiore differenza è data dall’ottimo rientro in campo di Hernanes, molto più incisivo in mezzo al campo. Il brasiliano impegna Rafael con un tiro da fuori parato agevolmente e soprattutto con una punizione defilata al 55′ col sinistro colpisce direttamente la traversa, sarebbe potuto essere un gol fantastico data la traiettoria impressa con il piede tecnicamente meno forte. Dopo un’ora con pochi palloni toccati si fa vedere per la prima volta il migliore talento dei gialloblù, Juan Manuel Iturbe, messo da Mandorlini sull’out di sinistra e quindi meno propenso del solito ad andare alla conclusione, quando l’argentino si libera al 62′ per scaricare il suo mancino verso la porta la mira è imprecisa. Sull’azione susseguente Hernanes avanza centralmente e vede Jonathan libero sulla destra, suggerimento per il connazionale che entra in area e calcia (non benissimo), Rafael respinge con i piedi mantenendo lì il pallone, il secondo tentativo del numero due finisce su Maietta ma il terzo, col sinistro, è quello vincente: 0-2 e partita in cassaforte. Il laterale ex Santos torna a segnare dopo quattro mesi dall’ultimo degli altri tre gol stagionali, realizzato il 24 novembre al Bologna, nel 4-2 dell’andata invece aveva procurato l’autorete di Moras. È proprio il centrale greco, sfortunato protagonista un girone fa al Meazza, ad avere sulla sua testa la possibilità di accorciare le distanze al 72′ su cross dalla sinistra di Iturbe, la sua deviazione da pochi passi finisce però alta e con essa anche le speranze dei veronesi di riagguantare il risultato, perché nell’ultimo quarto d’ora l’Hellas sembra non crederci più e quasi arrendersi davanti alla superiorità degli avversari. Un solo vero sussulto, al 91′, quando Iturbe dal limite chiama alla grande parata Handanovic e sulla respinta Rômulo centra in pieno il portiere sloveno, l’1-2 lì avrebbe dato un briciolo di speranza per il recupero ma invece la partita si chiude senza scossoni.

Seconda vittoria consecutiva per l’Inter dopo quella sul Torino, successo che permette di scavalcare la Fiorentina impegnata in uno dei due posticipi domenicali in casa contro il Chievo, la speranza da parte nerazzurra è che i viola possano essere distratti dall’impegno di Europa League contro la Juventus e non cogliere i tre punti, facendo diventare la conquista del quarto posto definitiva. Prosegue la striscia positiva arrivata a sei partite (quattro vittorie e due pareggi), per allungarla a sette sarà necessario fare un buon risultato contro l’Atalanta, ultimamente bestia nera e imbattuta negli ultimi tre confronti diretti. Solo due successi nel girone di ritorno per il Verona ed entrambi in trasferta contro Livorno e Sassuolo, i tre punti al Bentegodi mancano dall’ultima giornata del 2013, 4-1 sulla Lazio, e diventano tre le gare senza segnare, il calo c’è ma la classifica rimane comunque importante seppure la zona Europa League sia un po’ più distante, prossimo impegno per la formazione di Mandorlini al Ferraris contro la Sampdoria.

IL TABELLINO
Verona (4-3-3):
Rafael; Cacciatore (76′ Martinho), Moras, Maietta, Albertazzi; Rômulo, Donati (86′ Cirigliano), Marquinho (86′ Cacia); Sala, Toni, Iturbe. Allenatore: Mandorlini
Inter (3-5-2): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Rolando; Jonathan, Guarín (74′ Kovacic), Cambiasso, Hernanes (91′ Kuzmanovic), D’Ambrosio (70′ Zanetti); Palacio, Icardi. Allenatore: Mazzarri
Arbitro: Luca Banti di Livorno (Paganessi – Tasso; Nicoletti; Rocchi – Giacomelli)
Reti: 13′ Palacio, 63′ Jonathan
Ammoniti: Donati, Albertazzi (V), Cambiasso (I)

[Immagine presa da calcioblog.it]