Stadio Dall'Ara Bologna

Il sindaco di Bologna Lepore non chiude alla possibilità di un nuovo impianto privato, mentre il restyling del Dall’Ara resta in stallo per mancanza di fondi.

Mentre il progetto di riqualificazione dello stadio Renato Dall’Ara resta fermo, il sindaco di Bologna Matteo Lepore apre a nuovi scenari. Durante un evento pubblico, il primo cittadino ha dichiarato che, in assenza delle risorse necessarie per procedere con il restyling, il Comune è pronto a valutare l’ipotesi di un nuovo impianto sportivo realizzato da soggetti privati. L’idea, come riportato da Calcio e Finanza, sarebbe quella di costruire un nuovo stadio in un’altra area, a patto che vengano rispettate alcune condizioni ambientali e urbanistiche.

«Se il Bologna o altri soggetti privati volessero proporre un progetto per uno stadio in un’altra zona, siamo pronti a discuterne – ha spiegato Lepore – ma non dovrà consumare suolo agricolo. L’opzione ideale sarebbe riqualificare un’area dismessa, creando un valore aggiunto per la città, magari con una cittadella dello sport».

Nonostante l’apertura verso un nuovo impianto, il sindaco ha ribadito che il Dall’Ara rimane un patrimonio della città e non sarà abbandonato. «Nel caso in cui si costruisse un nuovo stadio, potremmo rifunzionalizzare il Dall’Ara. In Europa ci sono esempi virtuosi di riutilizzo di stadi storici. Sarebbe un progetto ambizioso, ma se ci saranno proposte concrete, le valuteremo», ha aggiunto.

Attualmente, però, la situazione è bloccata. Il Bologna FC, che aveva presentato un progetto di ristrutturazione già dichiarato di interesse pubblico dalla giunta, ha chiesto più tempo per reperire i fondi necessari. Il nodo principale resta l’aumento dei costi, che ha reso insufficiente il budget iniziale.

«Il Comune ha messo a disposizione 40 milioni, ma se il progetto non parte, dovremo pensare a riassegnare queste risorse ad altri interventi urgenti per la città. Quando il Bologna sarà pronto a ripartire, ci saremo», ha sottolineato Lepore.

In conclusione, il Dall’Ara resta un’opzione viva, ma il Comune non esclude alternative, sempre in dialogo con il club rossoblù. «Non venderemo mai il Dall’Ara, è un bene pubblico. Ma siamo aperti a nuove idee, se condivise e sostenibili», ha concluso il sindaco.