Il tecnico grigiorosso Nicola analizza il successo di Bologna: “Prestazione importante, ma ogni partita nasconde nuove insidie. L’identità è la nostra forza”.
La Cremonese sbanca il Dall’Ara con un convincente 3-1 sul Bologna e scrive una pagina storica: i grigiorossi non vincevano a Bologna da 35 anni. Una prestazione di grande compattezza e coraggio, che ha soddisfatto il tecnico Davide Nicola, intervenuto in conferenza stampa al termine del match. Le sue parole, riportate da CuoreGrigiorosso.com, raccontano una squadra in crescita, ma consapevole delle insidie del campionato.
«Senza falsa modestia, porto volentieri a casa tre punti. Farli qui è importante, per la Cremonese non capitava da 35 anni, i tifosi sono contentissimi», ha esordito Nicola. «Sapevamo di dover fare una partita molto importante sotto ogni punto di vista, anche emotivo. Il Bologna è una squadra veloce, fisica, che nel secondo tempo alza il baricentro. Servivano coraggio e organizzazione».
Nicola ha evidenziato come la squadra abbia saputo interpretare bene la gara: «Abbiamo attaccato bene la loro linea difensiva. Non è tutto oro ciò che luccica: la vittoria è meritata anche nei numeri, ma nel finale, con così tanti cross, basta una disattenzione per riaprire tutto. Stasera siamo stati più precisi di altre volte».
Il tecnico ha poi sottolineato l’importanza dell’identità di squadra: «Noi non possiamo fare a meno della compattezza, con o senza palla. E non possiamo fare a meno di giocare con coraggio. Avere 17 punti è un ottimo bottino, ma ne servono altri 23. L’importante è avere una precisa identità e saperla mantenere nel tempo».
Tra i protagonisti del match, Jamie Vardy ha brillato per tecnica e intelligenza tattica. Nicola ha speso parole importanti per lui: «Parlare di Vardy è anche riduttivo. È un grande campione, uno dei più semplici che abbia conosciuto. Sa come prepararsi, come sfruttare i suoi punti di forza. Ma tutto il gruppo ha lavorato per metterlo nelle condizioni ideali».
Sul rigore concesso al Bologna, Nicola ha commentato: «Mi sono un po’ arrabbiato, anche se fosse stato a nostro favore. C’era poca distanza dal tiro, ma accetto il regolamento. Bianchetti? Paradossalmente è stato un regista aggiunto».
Infine, uno sguardo al futuro: «Non credo sia stata la miglior Cremonese. Spero che debba ancora arrivare. Ogni partita è diversa, e la difficoltà più grande è capire subito che atteggiamento avere».
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