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Il Napoli domina il Palermo nella ripresa. Hamšík supera Maradona nei gol segnati in Serie A, ben 82 per lo slovacco. Callejón risponde al suo ex compagno Higuaín con un'altra doppietta, portandosi momentaneamente a quattro gol nella classifica marcatori.

 

C'è di nuovo quell'aria dolce da sentire, l'attesa della Champions League ritorna, dopo tre anni, dopo quella brutta esperienza ai preliminari contro l'Athletic Club nel 2014. La prima Champions di Maurizio Sarri, difficile ancora da realizzare, certo, alla conferenza si sente il suo rammarico per la partenza di Gonzalo Higuaín non sostituito a dovere. La Champions vede i fuoriclasse protagonisti, il Napoli lo ha perso, in compenso però c'è un organico di tutto rispetto, la scusa della rosa corta non varrà più e ora l'ex banchiere potrà gestire meglio i cambi, causa numero uno per la stagione scorsa. Le sue parole si formano nel vero, Milik nullo con la sua nazionale in questa pausa e anche questa sera contro il Palermo. Rimane in attacco ma si muove poco, spreca una buona occasione avuta da Insigne. Fatti che non auspicano niente di buono in vista della partita contro la Dinamo Kiev, si esagera e le partite storte capitano, basti vedere Higuaín contro il Cile nella finale del 2015 della Copa América e il tu per tu contro Neuer nella finale del Mondiale 2014. Non si guarda più nel passato, Milik rappresenta il nuovo centravanti del Napoli, ha ancora tantissimo tempo per mostrarsi, si spera al più presto possibile ovviamente, martedì sera. Il suo connazionale, Piotr Zielinski, mostra carattere, qualità e disciplina. Assist per la doppietta di Callejòn, palla al piede dalla difesa fino alla linea difensiva palermitana, Sarri dovrà risentirsi riguardo al «mercato giovane non entusiasmante». Il Napoli affascina, è una giovane squadra che vuole mostrare bel calcio. Se questo è ciò che si ottiene per aver dato il Pipita

PRIMO TEMPO

Napoli che entra con la testa sovrappensiero per martedì: lento e spento, Palermo aggressivo che vuole la vittoria contro gli azzurri, dopo aver sfiorato i tre punti a San Siro. Milik sfrutta male le palle date da Insigne e Zielinski, si smarca, si fa vedere seppur timido. Insigne ritorna col suo tocco dopo le due partite brutte sotto tutti i punti di vista, forse quella tinta biondo dorato gli si addice di più oppure si sente come Messi che ha lanciato questa moda. Palermo pressa chiudendosi, Napoli non trova varchi, poche azioni concrete, Sarri aspetta che finiscano i quarantacinque minuti del primo frangente per una strigliata.

SECONDO TEMPO

Sarri richiama per bene i suoi. Partenopei che si presentano più vogliosi e motivati, i tre punti devono essere conquistati su un campo difficile come quello di Palermo. Al 47' assist chirurgico da sinistra per Marek Hamšík, lo slovacco al volo con il piatto sinistro trova il gol dell'uno a zero. Ottantadue reti in A, supera il nome più amato da tutti i napoletani e la squadra festeggia con il suo capitano. Palermo impaurito, Napoli cattivo. Poco dopo, Insigne affonda verso la trequarti, trova la testa di Jose Callejón, con un colpo di testa l'ex Real sigla il raddoppio azzurro. Il Palermo ci prova solamente con Bruno Henrique, preso dal Corinthians che, a pochi istanti dal terzo gol, con un colpo di testa insidioso sotto porta sfiora il gol del 1-2 che poteva riaprire la partita, a Reina gli vengono i brividi. Palermo assente, De Zerbi al debutto in tribuna lascia la panchina con una sconfitta, il Napoli ne approfitta con Zielinski, gran cavalcata partendo dalla difesa palla a piede, supera tutti, trova con un filtrante in diagonale per Jose Callejón, di prima rasoterra prova il destro, il portiere Posavec si fa scivolare la palla dalle mani e Callejón festeggia la sua seconda doppietta consecutiva.

Triplice fischio, il Napoli si porta a sette punti, momentaneo secondo posto. Tre punti importanti, porta inviolata e ora si aspetta martedì sera.

(Immagine presa da www.gazzetta.it)