Il difensore del Napoli Buongiorno sarà operato al ginocchio destro: uno specialista spiega come la tipologia dell’intervento potrebbe incidere sui tempi di recupero.
Cresce l’attesa per conoscere i tempi di recupero di Alessandro Buongiorno, che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico al ginocchio destro dopo il consulto specialistico effettuato a Barcellona. Come riportato da TuttoMercatoWeb, sulla situazione è intervenuto il dottor Angelo Cavallo, chirurgo ortopedico specializzato nel trattamento mininvasivo delle patologie del ginocchio, dell’anca e della spalla, che ai microfoni di Radio Tutto Napoli ha analizzato i possibili scenari legati all’operazione del difensore azzurro.
Il medico ha innanzitutto spiegato la natura dell’infortunio, precisando: “Diciamo che la riparazione della radice meniscale generalmente viene fatta al menisco laterale”.
Il punto centrale riguarda però i tempi di recupero, che potrebbero essere sensibilmente diversi rispetto alle prime ipotesi circolate. Cavallo ha infatti chiarito: “Se effettivamente fosse precisa la comunicazione, non sono due o tre mesi. La riparazione di una radice meniscale richiede dei tempi di recupero non inferiori ai cinque mesi, così come avviene per la rottura del legamento”.
Lo specialista, tuttavia, ha evidenziato una possibile alternativa che potrebbe ridurre i tempi di rientro. “Se si tratta di una semplice sutura, allora i tempi potrebbero essere di due o tre mesi. Quando c’è un distacco della radice, per effettuare l’intervento bisogna intervenire nell’osso e quindi bisogna aspettare la riparazione del tunnel osseo, un pochino come accade nella rottura del legamento. Se così dovesse essere, dunque, i tempi di recupero sarebbero molto più lunghi“, ha aggiunto.
Srà quindi fondamentale attendere il comunicato ufficiale del Napoli dopo l’intervento per comprendere con precisione il tipo di procedura eseguita. Solo allora sarà possibile stimare con maggiore accuratezza i tempi di recupero del difensore, chiamato a fermarsi per un periodo che potrebbe variare sensibilmente in base all’entità della lesione e alla tecnica chirurgica adottata.
