Aurelio De Laurentiis Napoli

Il presidente del Napoli ha parlato della costruzione della rosa azzurra e del rapporto tra allenatori e società, soffermandosi anche su Luciano Spalletti.

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa a Roma dopo aver ricevuto a Palazzo Grazioli il Premio Sportivo alla Carriera dell’Associazione della Stampa Estera in Italia. Tra i temi affrontati anche quello relativo all’età dei calciatori e alla costruzione della rosa azzurra.

Come riportato da TuttomercatoWeb, De Laurentiis ha spiegato di preferire un Napoli composto prevalentemente da giocatori giovani, soffermandosi anche sulle differenti sollecitazioni fisiche a cui sono sottoposti i calciatori nei vari ruoli.

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“Io vorrei una squadra composta soltanto da giovani. Buffon è arrivato fino a 40 anni? All’epoca si giocava meno rispetto a oggi. Inoltre un portiere, generalmente, non è sottoposto allo stesso stress fisico di un giocatore di movimento. Secondo me quello che viene maggiormente sollecitato è il centrocampista, perché deve osservare ciò che succede davanti a lui ma anche quello che accade alle sue spalle. Non credo sia un caso che molti dei migliori allenatori siano stati, più o meno, dei centrocampisti”.

Il presidente partenopeo ha quindi affrontato anche il tema degli allenatori, rispondendo a una domanda su Luciano Spalletti, già citato positivamente dallo stesso De Laurentiis.

“Non fatemi parlare di Spalletti. Lei guarda la televisione? C’è tutto un racconto in cui vengono messi in scena Totti e Spalletti, con il figlio di Castellitto, e vengono raccontati in forma di fiction gli avvenimenti relativi a quella vicenda…”.

De Laurentiis ha poi allargato il discorso al ruolo degli allenatori all’interno di una società, sottolineando quale dovrebbe essere, secondo la sua visione, il rapporto tra tecnico e club.

“Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?”.

Le dichiarazioni del presidente del Napoli toccano dunque due aspetti distinti della gestione del club: da una parte la volontà di puntare sui giovani, dall’altra una precisa concezione dei rapporti tra società e allenatore.