Un autogol e il sigillo finale di Nagatomo permettono all'Inter di conquistare tre punti importanti nell'anticipo della dodicesima giornata, nell'ultima partita di Massimo Moratti come proprietario e presidente del club.

 

Dall'1-0 al Brescia firmato Nicola Berti del 19 febbraio 1995 a questo 2-0 sono passati diciotto anni e quasi nove mesi, un'eternità non solo dal punto di vista sportivo, e tantissime cose sono cambiate nel calcio, ma la passione di Massimo Moratti è rimasta sempre uguale, con il presidente sempre presente allo stadio sia nei momenti bui sia in quelli più importanti. Stasera si è chiusa di fatto un'era, perché quando la prossima settimana avverrà il passaggio formale del 70% della società al gruppo di magnati indonesiani capeggiato da Erick Thohir inizierà un nuovo corso nella storia dell'Inter, nel quale è vero che lo stesso Moratti potrebbe restare ancora presidente (non uscirà completamente di scena in ogni caso) ma senza più essere il personaggio principale della società che prima ancora era stata del padre Angelo. Il saluto al proprietario più longevo della storia nerazzurra è stato quasi toccante, con tante persone presenti al Meazza per salutarlo (emblematica l'inquadratura poco prima del fischio d'inizio assieme a Ernesto Pellegrini, che gli cedette la società nel 1995) e un lungo striscione esposto dalla Curva Nord nei primi minuti, forse è presto per capire se questa dimostrazione d'affetto sarà servita a fargli prendere una decisione sulla proposta di mantenere la carica di presidente ma in ogni caso tutti hanno ritenuto doveroso ringraziare un uomo che ha investito tanto, forse troppo, per l'Inter ricevendo in cambio diversi trofei ma anche tante delusioni e un passivo di bilancio così insostenibile da richiedere l'intervento di nuovi investitori. Visto l'avvenimento forse sarebbe stato più corretto dare a Moratti uno spettacolo migliore della scadente gara che si è vista in campo, ma i tre punti ottenuti dall'Inter alla fine di una partita estremamente brutta bastano e avanzano in casa nerazzurra per arrivare alla sosta in maniera positiva, aggiungendoci anche l'incredibile ritorno in campo di Javier Zanetti, a quarant'anni compiuti e centonovantacinque dopo la rottura del tendine d'Achille subita a Palermo, con il capitano (per una sera senza fascia) entrato subito nel vivo del gioco avviando l'azione del definitivo 2-0, gol che è servito per far diventare l'attuale Inter il miglior attacco dopo dodici giornate dell'era Moratti con ventinove reti alla pari delle stagioni 97-98 e 2009-2010. Il Livorno si è inizialmente fatto male da solo (autogol di Bardi quando ancora non c'erano stati tiri in porta da parte di tutte e due le squadre) ma successivamente è mancato del tuttoin fase offensiva, non concludendo mai verso Handanovic e lasciando Paulinho solo in mezzo ai difensori avversari, la tattica difensiva di Nicola non ha pagato e nonostante la sfortuna sull'1-0 gli amaranto non hanno troppe recriminazioni dato l'atteggiamento rinunciatario mostrato sul terreno di gioco. Mazzarri, nato in provincia di Livorno e allenatore della squadra nella stagione 2003-2004 culminata con la promozione in Serie A, per sfidare il suo passato ha scelto dieci undicesimi della formazione vittoriosa a Udine, con l'unica novità obbligata di Rolando al posto dello squalificato Juan Jesus, negli ospiti spicca invece la presenza nell'undici di partenza di ben quattro giocatori cresciuti nel vivaio nerazzurro (Bardi, Duncan, Mbaye e Siligardi, i primi tre in prestito) ma sono tante anche le assenze, con ben tre giocatori out per squalifica (Coda, Greco e Rinaudo).

PRIMO TEMPO
C'è quasi più interesse a vedere cosa succede sugli spalti che in campo, con lo striscione dedicato a Moratti in Nord e i cori all'indirizzo del presidente, le due squadre sostanzialmente faticano ad attaccare e i primi venti minuti sono di pura noia, Schiattarella e Cambiasso accusano problemi fisici ma poi riescono a rimanere in campo mentre per il resto non c'è nulla da segnalare. Al 20' la prima azione degna di nota, un cross di Jonathan dalla destra trova Taïder in area di rigore ma il colpo di testa dell'algerino finisce largo, l'out di destra è quello che i nerazzurri sfruttano con maggiore intensità e non è un caso che il gol del vantaggio, seppur in maniera fortuita, arrivi da lì: ancora Jonathan al traversone, dopo aver puntato Duncan, la leggera deviazione del ghanese non sembra risultare un problema per Francesco Bardi ma il suo intervento sul primo palo è completamente sbagliato e di fatto si mette il pallone in porta da solo, senza peraltro avere il disturbo di avversari nelle vicinanze. Terzo autogol a favore per l'Inter dopo quelli di Pucino del Sassuolo e Moras del Verona, praticamente i padroni di casa sbloccano la situazione senza mai tirare. Il cambiamento di punteggio non modifica però il tema della partita, sempre improntato sulla pochezza tecnica, prima dell'intervallo arrivano due opportunità, una con Palacio che di testa manda alto (ma era difficile trovare la porta) su cross di Palacio e l'altra con un sinistro da fuori di Álvarez, insidioso perché rimbalza sul terreno e acquista velocità, che permette a Bardi di riscattarsi parzialmente deviando in calcio d'angolo. Il Livorno? Mai pervenuto, in quarantacinque minuti da segnalare soltanto un contropiede quattro contro due non sfruttato.

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SECONDO TEMPO
Interista in prestito per interista in prestito nel Livorno: Benassi sostituisce Duncan, tatticamente non cambia nulla. La partita continua a non essere uno spot per il bel calcio, ci provano Emerson su punizione e Paulinho di testa ma senza inquadrare la porta, anche Luci va al tiro mandando però la palla lontana dai pali di Handanovic. Samuel di testa prova a diventare il dodicesimo marcatore stagionale dell'Inter ma il suo inserimento su corner termina alto, la prima vera opportunità di rilievo arriva al 65' quando Nagatomo crossa da sinistra verso il centro, Palacio al limite dell'area piccola colpisce male e Valentini riesce a opporsi impedendo così il 2-0, anche se in questo caso sono più le colpe dell'attaccante che i meriti del difensore. Ancora Inter al 73' con un bell'inserimento centrale di Cambiasso che duetta con Belfodil e calcia con il destro senza però dare precisione alla sua conclusione e favorendo così la parata a terra di Bardi, il match prosegue senza scossoni fino all'ingresso in campo al minuto ottantuno di Javier Zanetti, che subentra a Taïder e si prende l'ovazione del Meazza per il rientro in campo a tempo di record. Il capitano, quasi come se non fosse successo niente, al novantunesimo parte in progressione come di consueto, palla a Kovacic che ne salta tre per poi servire con un pregevole tocco in verticale Yuto Nagatomo, destro del giapponese e raddoppio che chiude la partita. Terzo gol di Nagatomo in campionato dopo i due consecutivi nelle prime giornate e solita esultanza con "inchino" assieme a Zanetti, festeggiato dai compagni come se il gol l'avesse fatto lui.

Alla fine il risultato accontenta tutto il popolo interista, che può gioire per una vittoria, salutare l'uscita di scena (a vedere quanto sarà così…) di Moratti e il ritorno di Zanetti, ma soprattutto perché questo successo mette la squadra di Mazzarri in un'ottima posizione di classifica, con il terzo posto che inevitabilmente sarà più vicino al termine del weekend visto lo scontro diretto tra Juventus e Napoli, ora appaiate a quota ventotto con i nerazzurri a quota venticinque, mal che vada il distacco scenderebbe a quattro punti ma non si tratta più di una distanza insormontabile. Non così preoccupante la classifica del Livorno, fermo a dodici punti dopo altrettante giornate, ma si tratta della quarta sconfitta consecutiva in trasferta e dopo la sosta per le nazionali il compito non sarà agevole perché al Picchi arriverà la Juventus, mentre l'Inter sarà impegnata nella trasferta di Bologna.

IL TABELLINO
Inter (3-5-1-1):
Handanovic; Rolando, Ranocchia, Samuel; Jonathan, Taïder (82' Zanetti), Cambiasso, R. Álvarez (59' Kovacic), Nagatomo; Guarín (71' Belfodil); Palacio. Allenatore: Mazzarri
Livorno (3-5-2): Bardi; Valentini, Emerson, Ceccherini; Mbaye, Schiattarella, Luci, Duncan (46' Benassi), Gemiti (87' Borja); Siligardi (65' Emeghara), Paulinho. Allenatore: Nicola
Arbitro: Sebastiano Peruzzo di Schio (Longo – Petrella; La Rocca; Massa – Pairetto)
Reti: 30' aut. Bardi, 91' Nagatomo
Ammoniti: Duncan, Paulinho, Schiattarella (L), Ranocchia, Samuel, Rolando (I)

[Immagine presa da gazzetta.it]