MORATTI

L’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti difende Bastoni e attacca la Juventus: “Ora fanno le vittime, ma la storia racconta altro”

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, è intervenuto ai microfoni di Radio Rai per commentare le polemiche arbitrali seguite all’espulsione di Kalulu durante Inter-Juventus, match disputato sabato sera a San Siro e vinto dai nerazzurri. Le dichiarazioni di Moratti toccano vari temi, dalle proteste juventine alla simulazione di Bastoni, fino al ruolo del VAR e al futuro della Nazionale.

“John Elkann ha telefonato a Gabriele Gravina? I tempi sono cambiati, ora la Juve si lamenta e fa la vittima”, ha detto Moratti. “Mi sembra abbiano esagerato un po’ con le proteste, come se la Juve fosse una vittima terribile del calcio italiano, mentre la storia del calcio italiano non la ricorda così. Mi vengono in mente vecchie storie”.

L’ex patron nerazzurro ha poi commentato l’episodio che ha portato all’espulsione di Kalulu, sottolineando l’eccessiva reazione di Bastoni: “Le simulazioni infastidiscono, anche quelle di chi prende un colpo sul petto e finge di averlo ricevuto in faccia. La simulazione di Bastoni è una simulazione entusiasta, ha fatto un salto incredibile dopo l’allungamento del braccio da parte dell’avversario. Secondo Moratti, il difensore interista ha colto l’occasione per accentuare l’episodio, ma l’espulsione resta “un’ingiustizia, Kalulu non aveva fatto un fallo grave”.

Sul dibattito riguardante una possibile esclusione di Bastoni dalla Nazionale, Moratti ha preso le difese del giocatore: “Povero ragazzo, è in mezzo a una bufera. Penso che Gattuso possa fare a meno di castigarlo. Per Bastoni è già un castigo l’attacco che sta subendo da parte di tutti”. Ha poi aggiunto: “Il VAR ha complicato molto il calcio, pur creando una quasi certezza di giudizio”.

Infine, un commento sul tecnico e sullo stato di forma della prima squadra: “Chivu è una persona molto seria, somiglia a Mourinho più di quanto si pensi. L’Inter? È sulla buona strada per lo scudetto, ma non diciamo di più”.