LEAO

L’inchiesta del Corriere dello Sport svela il paradosso rossonero: mentre il quarantenne Modric supera i 2000 minuti, le stelle dell’attacco faticano a trovare spazio nelle rotazioni di Allegri.

Il calcio moderno vive di rotazioni e gestione delle energie, ma i numeri del Milan di Massimiliano Allegri raccontano una storia diversa, fatta di gerarchie ferree e un utilizzo dei “top player” che solleva più di un interrogativo. Un’analisi dettagliata del Corriere dello Sport mette in luce un dato statistico quasi paradossale: la somma dei minuti in campo delle due stelle offensive, Rafael Leao e Christian Pulisic, equivale appena al minutaggio di un singolo compagno di squadra.

Il quotidiano analizza il periodo che va dalla sfida contro il Cagliari del 2 gennaio fino al recente match contro il Como del 18 febbraio. In questo arco temporale, i rossoneri hanno disputato nove partite di campionato per un totale di 810 minuti disponibili. Tuttavia, il campo ha visto i due esterni titolari molto meno del previsto. Pulisic ha collezionato soltanto 306 minuti, mentre il compagno di reparto portoghese è arrivato a quota 515. Numeri che, sommati, raggiungono gli 821 minuti, praticamente quanto un unico giocatore sempre presente nelle ultime nove uscite.

Questa gestione dei talenti più brillanti della rosa stride con l’impiego di altri elementi della squadra. Il confronto più emblematico riguarda Luka Modric. Nonostante i suoi 40 anni, il fuoriclasse croato si è imposto come lo stakanovista del gruppo di Allegri. Il centrocampista è infatti il calciatore di movimento più utilizzato in stagione, con un tassametro che segna poco più di 2000 minuti in campionato.

Per rendere l’idea della sproporzione, la fonte sottolinea che l’intero campionato di Pulisic (906 minuti) e quello di Leao (1174 minuti) messi insieme raggiungono a malapena la quota raggiunta dal solo Modric. Se da un lato l’esperienza del croato sembra indispensabile per gli equilibri tattici di Allegri, dall’altro emerge un rebus legato alla coppia d’attacco titolare. Tra infortuni, scelte tecniche e sostituzioni anticipate, il “duo delle meraviglie” fatica a trovare quella continuità che i tifosi e le statistiche si aspetterebbero da chi dovrebbe trascinare il reparto offensivo rossonero.